Claudio Lippi: da Corrado ho imparato ad avere il massimo rispetto del pubblico e dei concorrenti

La biografia di Claudio Lippi è corposa e invidiabile. Una carriera che si divide tra molteplici settori e passioni: musica, televisione, cinema, radio e discografia. Possiamo dire una vita con il microfono in mano a far emozionare e divertire il pubblico.

– Buongiorno Claudio e benvenuto in Life Factory Magazine. Ha allietato con le sue trasmissioni per anni, ogni ora e giornata di milioni di spettatori, entrando nelle loro case e nei loro cuori. Quanto importante è, per lei, sapere di essere così benvoluto e atteso?
Sarebbe ipocrita dire che mi ha lasciato indifferente. È certamente una soddisfazione e credo di poter dire che se ancora sono “amato” lo devo alla scuola fatta con grandi Maestri. Primo fra tanti Corrado dal quale ho imparato ad avere il massimo rispetto del pubblico e dei concorrenti. Mai volgarità ma, laddove possibile, tanta ironia.

LA PROVA DEL CUOCO
claudio lippi elisa isoardi

– Ha iniziato “La prova del cuoco” con Antonella Clerici, ora è co-conduttore con Elisa Isoardi, una bella e pesante eredità. Come siete riusciti a gestirla?
Innanzitutto grazie ad un rapporto tra Elisa e me fondato sul massimo rispetto. Poi con l’aiuto di un gruppo di autori e un capo-progetto che hanno creato un clima ideale. Insomma: una grande famiglia in cui tutti lavorano per tutti o, meglio, lavoravano per tutti visto che, al momento, il programma e non solo questo, è sospeso per dare spazio agli aggiornamenti e agli approfondimenti per l’emergenza mondiale che stiamo vivendo.

– Qual è il suo rapporto con il cibo, ma ancora più importante con i fornelli?
Il rapporto con il cibo è un rapporto legato al dovere di alimentarsi per sopravvivere, cercando di mangiare nella maniera più sana possibile. I fornelli li uso raramente. Ho una moglie molto attenta che se ne occupa.

– Nel corso della sua carriera, il mondo dello spettacolo è nettamente cambiato, forse proprio per esigenze di adeguamento sociale. In cosa si ritrova e da cosa preferisce prendere le distanze?
Credo che tutto dipenda dal cambiamento della società. Non si può negare che si sono persi molti dei valori che avevamo rispettato in altra epoca. Tutto è diventato più frenetico. La tecnologia ha rivoluzionato il modo di comunicare togliendo, in alcuni casi il gusto delle scambio di idee guardandosi negli occhi. Paradossalmente il dramma che stiamo vivendo e che costringe ad essere isolati il più possibile nelle proprie abitazioni, sta facendo riaffiorare il desiderio di un abbraccio. Auspicando che questo maledetto virus sia sconfitto prima possibile, anche se non sarà possibile contenere i tempi per la ricerca e la verifica dell’efficacia delle presunte soluzioni di nuove terapie, ci lasci, in eredità, il ritorno a comunicare anche con la voce e non solo con WhatsApp o altri sistemi tecnologici.

– Lei è sempre stato apprezzato per la sua ironia e la sua schiettezza. Quanto questo l’ha penalizzata o aiutata?
L’ironia è una caratteristica caratteriale: o ce l’hai o non la puoi imparare o comprare. Sta all’intelligenza di chi ascolta apprezzarla o no. Certo, non sempre è capita ma ho sempre la certezza che non mi mancherà mai il rispetto. Io so di avere la coscienza apposto.

lippi2

– Abbiamo visto il suo video per la Festa della Donna, le sue parole ci hanno toccato (la redazione di LFM è tutta al femminile). Quanto è importante la voce di persone famose, come lei, per combattere certi atteggiamenti ancora maschilisti e sessisti?Innanzitutto un saluto a tutta la redazione. Per quanto riguarda credo che il problema degli atteggiamenti è un problema culturale. Fino a che si continuerà a parlarne rimarrà un problema. Sono fermamente convinto che sia un problema politico: finché non si deciderà che il rispetto dei generi va insegnato già dalle scuole dell’infanzia non credo si risolva con i talk o gli appelli anche se quello fatto da me veniva dal cuore. Adesso l’importante è uscire dall’incubo Coronavirus. Chissà che quando sarà finito non ci sia un mondo migliore. Così avvenne, a mia memoria, alla fine della seconda guerra mondiale. In fondo stiamo vivendo una guerra, forse peggiore, perché il nemico non si fa riconoscere.

– Mondo della discografia e della televisione; due ambienti vicini ma decisamente diversi. In quali si trova più a suo agio sapendo che, oltre a essere un presentatore, è anche un produttore discografico.
Premesso che non sono produttore discografico, non credo si possa assimilare il mondo della discografia con quello della televisione. Io ho lasciato, per mia scelta, il mondo della discografia nel 1972 e non sono un testimone della sua evoluzione o involuzione.

– Quali saranno i prossimi progetti futuri? Ci volete svelare qualcosa?
So che la risposta può sembrare banale, ma credo sia per tutti difficile immaginare il futuro, almeno quello più prossimo. C’è solo da sperare che, rispettando le norme assunte per contenere i contagi, si possa uscire il più presto possibile dall’incubo. Ringraziandovi per l’ospitalità approfitto per ribadire l’invito a restare in casa. Dobbiamo vincere.

Life Factory Magazine ringrazia Claudio Lippi e ricorda a tutti #iorestoacasa



Categorie:Curiosità, interviste, Tempo libero

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