Bianca Marconero: L’istinto per la narrazione è qualcosa che hai o non hai.

Buongiorno lettori, abbiamo l’onore di ospitare sulla nostra rivista un’autrice molto amata che ci regala sempre una miriade di emozioni; sto parlando di Bianca Marconero.

-Ciao Bianca, benvenuta, sono felice che tu abbia accettato di rispondere alle mie domande. Raccontaci un po’ di te, cosa fai nella vita oltre a scrivere?
Ciao, prima di tutto grazie per l’opportunità. Sono felice di fare questa chiacchierata. Nella vita sono una libera professionista, quindi la mia settimana è fatta di lunedì, intervallati dalle ferie. Cerco di essere il +1 di mio marito e di stare con i miei figli. Vivo
per loro e per il lavoro.

– Come è nata la tua passione per la scrittura?
Credo che non nasca. Non in senso tradizionale. L’istinto per la narrazione è qualcosa che hai o non hai. Io credo di averlo, perché scrivevo, nella mia testa, ancora prima di saper scrivere. Questo, sia chiaro, non fa di me una brava scrittrice. Ma di sicuro la scrittura è stata inevitabile.

-Come nascono le tue storie? Sono frutto di ispirazioni improvvise o di uno studio dettagliato ed attento? Nascono dalla vita. Gran parte di ciò che ho raccontato prendeva le mosse da esperienze reali. La fiction è un laboratorio per rielaborare la realtà, capirla e illudersi di avere il controllo. Dopo aver deciso il soggetto, io ne pianifico la stesura. Voglio appoggiarmi su antefatti e premesse solidi, quindi molto spesso faccio passi indietro e di lato, così nascono i missing moment, i prequel e le side story che ogni tanto decido di pubblicare a margine dei romanzi principali.

– Quando hai deciso di condividere i tuoi romanzi con il pubblico?
Nel 2010, il 28 luglio. Ho finito la prima stesura di Albion e mi sono detta: “Vorrei parlarne con qualcuno”. Avevo già scritto una trentina di storie ma questa è stata la prima che non sono riuscita a tenere per me. La pubblicazione però arrivò solo nel febbraio del 2013. Albion ha sempre richiesto una riflessione molto approfondita.

– L’autore/autrice che preferisci in assoluto?
Charles Dickens, anche se il mio libro preferito è La coscienza di Zeno.

– Qual è il libro della tua infanzia, quello che porti nel cuore?
Senza dubbio La storia Infinita.

– Hai mai pensato di avvicinarti ad un genere diverso dal
romance?
Prima o poi scriverò un thriller ambientato in Vaticano. Il personaggio di padre Marcus O’Brien grida di essere scritto.

– Progetti per il futuro?
Quelli che accomunano tutti: lavorare, migliorarsi, ottimizzare.

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– Hai un motto o una frase che ti rappresenta?
“Scrivo storie. E basta”

 

Grazie di cuore per la chiacchierata. Grazie a te Bianca, aspettiamo la tua prossima ‘creatura’ e sono certa saprà conquistarci come tutti i tuoi scritti.

A presto lettori



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