Maria Luigia e le violette di Parma. Storia di un profumo.

La Duchessa Maria Luigia aveva una forte passione per la botanica ma soprattutto un amore sconfinato per le violette di Parma che divennero il suo “marchio di fabbrica”. In questo articolo andremo a parlare appunto delle violette di Parma e del loro legame con la “Buona Duchessa”.

La Duchessa di Parma. Maria Luisa D’Asburgo.

Maria Luigia amava questo fiore per il suo color viola acceso e per il profumo intenso . Spesso nella sua corrispondenza sostituiva la propria firma con un disegno di una violetta. L’elemento violetta di Parma era anche ricamato sui suoi abiti, era raffigurato in oggetti di uso quotidiano come piatti o vettovaglie.  La duchessa stessa coltivava le violette nella sua residenza di Colorno dove si fece costruire un apposito orto botanico.

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La Reggia di Colorno

La storia del profumo è davvero singolare, Maria Luigia conosceva già questo fiore prima di arrivare a Parma e di acquisirne il ducato. Ancor prima del suo arrivo a Parma, scriveva dal castello di Schonbrunn alla sua dama di compagnia a Parigi: “Vi prego di farmi tenere qualche pianta di Violetta di Parma con la istruzione scritta per piantarle e farle fiorire; io spero che esse germoglieranno bene, poichè io divengo una studiosa di botanica, e sarò contenta di coltivare ancora questo leggiadro piccolo fiore…”
Una volta diventata Duchessa di Parma volle anche l’esclusiva sul profumo, ordinando ai frati di estrarre il profumo di fiori e di crearglielo. La ricetta del profumo rimase segreta fino al 1870, anno in cui Ludovico Borsari riuscì a mettere le mani alla ricetta e a riprodurlo per un pubblico più vasto e non solo per i ricchi. Oggi il profumo alla violetta è considerato un must, spesso utilizzato dalle nostre nonne o mamme.

La violetta di Parma era usata anche a scopi propagandistici come in questa litografia acquerellata di L.Magnussen. Sul vaso di violette che rappresentano Maria Luigia, Napoleone e il loro figlio è illustrato, in forma simbolica di aquila, l’Aiglon, che piange a Sant’Elena la morte del padre Napoleone, sotto le fronde dei salici mentre all’orizzonte, sul mare, si scorgono le vele delle navi inglesi che sorvegliano l’isola. I versi sotto riportati rievocano la vicenda del giovane Franz, dapprima erede designato del trono di Francia e quindi “ridotto” dalla diplomazia asburgica al ruolo del Duca di Reichstadt e, di fatto, privato di ogni possibilità di governo: “Era  stato facile per lui salire in alto e senza problemi/ma cadde rapidamente dal trono giù fino a Duca”.



Categorie:Curiosità, Donna, Mostre & Fiere, Sapere

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