“Il diritto di opporsi” Bryan Stevenson

“Il diritto di opporsi” è un romanzo che fa pensare e che angoscia, instillando nel lettore una sensazione di precarietà e sgomento.

La storia autobiografica del giovane praticante avvocato Bryan Stevenson, ci condurrà nei meandri della giustizia americana, aprendo gli occhi dei lettori su un mondo razzista e socialmente ghettizzato.

Sinossi:

“Bryan Stevenson era un giovane avvocato da poco laureatosi a Harvard quando decise di trasferirsi a Montgomery, in Alabama, e fondare l’Equal Justice Initiative, un’organizzazione senza scopo di lucro impegnata a porre fine all’incarcerazione di massa e alle pene estreme, a sfidare l’ingiustizia razziale ed economica e a proteggere i diritti umani fondamentali delle persone più deboli e vulnerabili. Al resoconto della sua formazione Stevenson intreccia le storie delle persone che ha difeso e che l’hanno condotto in un groviglio di cospirazioni, macchinazioni politiche, inganni legali e razzismo diffuso, modificando profondamente la sua concezione della giustizia. Tra i vari casi spicca quello di Walter McMillian, un afroamericano condannato a morte per l’omicidio di una ragazza bianca, nonostante innumerevoli prove dimostrassero la sua innocenza.
Il diritto di opporsi è un’indimenticabile testimonianza del coraggio, della perseveranza e dell’umanità necessarie a perseguire una giustizia più equa, ma anche una struggente denuncia contro la pena di morte.”.

Certamente non è una lettura semplice, il gergo legale e il tema trattato, rendono il libro impegnativo.

Un vero e proprio grido di dolore, il racconto con cui Bryan Stevenson attraverso queste pagine denuncia il sistema carcerario americano, la segregazione razziale e la sensazione di paura con cui le persone di colore ancora oggi in America devono convivere. Perché se sei nero sei un sospettato perfetto, per quanto la tua vita possa essere proba e senza macchia.

La storia della vita di Bryan e le sue esperienze personali, nel romanzo s’intrecceranno con quelle di Walter McMillian, condannato ingiustamente per avere ucciso una donna bianca e morto in carcere da innocente, e quella di Anthony Ray Hinton, rimasto in cella d’isolamento per trent’anni e scagionato solamente ad un passo dalla pena capitale.

Sono proprio le vicende del braccio della morte, ad essere le più toccanti: vicende di uomini condannati dopo processi sommari e privati dei più basilari diritti umani. Terribili le descrizioni dei carceri d’isolamento in cui persone innocenti perdono il senno. Dei veri e propri gironi d’inferno.

Stevenson, fondando l’Equal Justice Initiative e scrivendo questo romanzo da cui è stato tratto l’omonimo film, denuncia quanto sia profondamente inaccettabile una condizione di così profonda ingiustizia sociale, in quello che dovrebbe essere il paese democratico per eccellenza.

Leggere questo libro e rifletterci è un dovere morale.

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Casa editrice: Fazi

Genere: narrativa

Pagine: 446



Categorie:Libri, Narrativa

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