Ricordati di me di Pina Varriale

Ricordati di me è un romanzo drammatico che si suddivide tra i meandri della mente e della coscienza, tra ricordi e realtà. Da una parte vediamo la situazione attraverso la crudele malattia di Paolo, dall’altra seguiamo il dolore e le difficoltà della sua famiglia, una famiglia che non sempre è stata unita, e che ora cerca di rimediare e occuparsi di quell’uomo che, comunque sia, era stato un punto di riferimento.

Sinossi: Paolo si sente al sicuro: ha una bella famiglia, una moglie che ama e una casa confortevole. All’improvviso però tutto cambia ed ecco che si ritrova costretto in un letto a vivere in maniera frammentaria e allucinata la sua esistenza, al punto che la sua camera diventa una prigione, sorvegliata a vista da crudeli carcerieri. Ma qual è la sua colpa? E come potranno scagionarlo i sogni, gli incubi, i ricordi? Tutto è contro di lui, ma Paolo non si arrende e, pur di non perdere l’unico grande amore della sua vita, è pronto a lottare perfino contro il più temibile dei nemici: l’Alzheimer.

Il lettore si ritrova in una “cella”, il prigioniero è ingiustamente bloccato nei movimenti, è così che Paolo crede di essere, vede la stanza da letto in cui è immobilizzato a causa di una grave forma di Alzheimer, un morbo terribile che porta via ogni libero arbitrio e assorbe i ricordi, distorcendoli.

Paolo, interiormente, non si dà pace e ai suoi occhi si affacciano i fantasmi del passato, come in un incubo infinito, sebbene non riconosca né sua moglie né i suoi due figli. Ed è in questi frangenti che l’autrice ci narra la storia del malato. Il padre si era suicidato per evitare uno scandalo e Paolo è cresciuto insieme a suo fratello, sballottati tra zii menefreghisti e freddi istituti, i due sopravvivono alla guerra e si apprestano a divenire adulti.


La moglie Chiara, intanto, è affranta dalla condizione del marito, ma non si dà per vinta. Chiara si rifiuta di ricoverare Paolo e insiste a prendersene cura, sebbene lui neppure la riconosca, tanto meno riconosce Marcella e Luca, i figli lamentosi e adulti, presi dai propri problemi, riversandoli tra di loro. Inizialmente ho trovati i tre egoisti e superficiali, poi però, man mano che la storia arriva al culmine, si comprende quanto siano state complicate le scelte di Chiara e le difficoltà di una simile condizione, che infine mi ha commossa.
Inizialmente ero scettica poiché si parla di una malattia, argomento che per questioni personali evito, però il linguaggio è scorrevole e l’intreccio è articolato. Entrando nel romanzo si ha la percezione di fare parte di questa storia; dolorosa ma significativa. Il passato di Paolo dà senz’altro una marcia in più. Grande prova della scrittrice.

Giudizio 4/5

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Dati:

Genere Narrativa
Editore: Ciesse Edizioni

 

 



Categorie:Libri, Narrativa

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