Milano fashion week: se l’outfit dei tuoi sogni lo cerchi in passerella …

Quella che si è appena conclusa a Milano è stata una sorprendente settimana della moda, perché finalmente è tornato in passerella un po’ di buon gusto e, soprattutto, abbiamo potuto rivedere uno spiraglio di ritorno verso la moda classica che s’ispira alle donne anziché ispirarle.

Tra i big delle griffe ho scelto di menzionare i quattro che a mio avviso meglio rappresentano lo spirito del tempo.

Alessandro Michele direttore creativo di Gucci, anche per questa collezione ha deciso di stupire il suo pubblico mettendo in scena una rappresentazione quasi teatrale.

Egli presenta, infatti, quello che è stato definito il rituale della moda, lasciando ai suoi invitati la possibilità di assistere agli ultimi ritocchi, che normalmente avvengono nel backstage lontano dagli occhi degli spettatori.

Discutibili i look e gli abbinamenti proposti, sicuramente molto scenici ma di difficile comprensione per il consumatore finale, perché bisogna ammetterlo, nessuna di noi andrebbe mai in ufficio con uno di questi outfit.

Parlando di stravaganza e spettacolarità non posso non parlare del Re indiscusso Jeremy Scott. Alla corte di Scott per Moschino si sono presentate modelle con un hairstyle fatto da parrucche maxi colorate e piene di boccoli. L’intera collezione, ispirata a Maria Antonietta in chiave rock e all’Ancien Régime presentava maxi gonne, corsetti, fiocchi, pizzo e abiti torta. Tutto estremamente bizzarro, kitch e stravagante ma realizzato con estrema sapienza, dunque non può che lasciarci colpiti e innamorati.

Quando parliamo di Moschino io sono sempre entusiasta, ma se vogliamo adattare questa collezione alle donne vere, le donne con cui ci confrontiamo ogni giorno, siamo molto lontani dall’idea di moda.

 

Gli abiti proposti da questi due artisti non possono rispecchiare la donna moderna, ma non ci liberano da una moda che ci chiede di sacrificarci per Lei.

Mi sono dunque chiesta se questi show, che vanno oltre la mera esibizione di un abito, non siano un modo per comunicarci che la moda va presa meno sul serio, perché i designer stessi la rendono un momento giocoso e meno sacro. Creando queste esibizioni la concentrazione dello spettatore si divide tra la parte scenica, il contesto e gli abiti stessi, dunque in un certo senso i vestiti non sono più al centro dell’attenzione.

Un diverso approccio lo abbiamo invece visto in Prada che ha realizzato una collezione che può realmente vestire le donne di oggi.

Miuccia Prada ha fatto sfilare abiti semplici, adatti alla quotidianità e dedicati ad una donna glamour e frivola ma reale, Prada ha saputo dar valore alle donne mettendo in risalto la nostra parte frivola, gentile, elegante e glamour perché riportare un tocco di ottimismo e femminilità nel mondo, solleva il nostro morale, e diciamo la verità, ne abbiamo veramente bisogno.

 

Se nella sfilata di Prada possiamo vedere anche qualche outfit più audace, nella collezione presentata da Giorgio Armani la femminilità, la gentilezza delle linee e la sartorialità regnano sovrane, sdoganando diverse tipologie di outfit.

Le linee sono state ingentilite per vestire una donna contemporanea e consapevole di una femminilità capace di non cadere nella trappola della volgarità.

Come ho scritto inizialmente ho voluto parlare di queste quattro grandi griffe perché racchiudono perfettamente ciò che abbiamo visto in quest’ultima settimana della moda milanese.

Sembrano coesistere due grosse correnti di pensiero che tendono a riportare la moda a riproporre la moda come argomento più frivolo e leggero.

Da una parte assistiamo nuovamente a grandi performance che ironizzano e smorzano i toni di una moda che fino a qualche anno fa sembrava prendersi “troppo sul serio”, dall’altra parte vi è il ritorno ad una moda semplice e alla portata di ogni donna, ed è questo il tipo di outfit dei nostri sogni.

In conclusione, i diktat della prossima stagione saranno i colori pastello, fantasie, femminilità, sensualità e speriamo tanto glamour.

Abbandoniamo gli stigmatizzati trend di stagione perché non esistono e torniamo a vestirci per valorizzare noi stesse, ognuna rispettando la propria età e le proprie forme.

Articolo a cura di Eleonora Isabella Ozzello



Categorie:Donna, fashion, Moda

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