MARE FERMO di Guy Chiappaventi

Italia e calcio sono due concetti così profondamente fusi che sarebbe quasi scorretto parlare dell’uno senza citare l’altro.  Dalle nostre parti, il calcio ha radici profonde. Non è solo quello dei grandi nomi, quelli sulla bocca di tutti, no. Il calcio in Italia è un movimento popolare e come tale è spesso uno specchio in cui si vede riflessa la società. Specialmente quando, invece di parlare di campioni patinati, si parla di una squadra di terza categoria.

SINOSSI: La squadra si chiama Save the Youths, “Salvate i giovani”. Gioca in terza categoria, a Fermo, nelle Marche, provincia felix prima della crisi del distretto calzaturiero più famoso del mondo, trentacinquemila abitanti e centoquaranta richiedenti asilo. Nel 2016 un delitto terribile e razzista, quello di Emmanuel, un profugo nigeriano e cattolico, ucciso con un pugno da un italiano. I calciatori africani della Save the Youths hanno attraversato il deserto, sono passati dalle prigioni della Libia e poi hanno fatto la traversata in mare con il barcone. Come Alhagie Fofana detto “Barbadillo”, gambiano, muratore, che ha dovuto fare due volte il viaggio nel canale di Sicilia. Ha visto morire nella stiva quarantasette persone. Questa è la storia di una squadra precaria per definizione – tre di loro sono partiti per l’estero a metà stagione dopo le restrizioni nella concessione della protezione umanitaria – che è anche un racconto della provincia italiana nell’epoca dei porti chiusi e del rancore verso gli immigrati.

Fermo nelle Marche non è uno scenario scelto a caso. La realtà provinciale è ben esplicativa della forma mentis italiana, un modo di pensare e di approcciarsi alla vita che viene scosso in continuazione da un mondo che cambia velocemente, spesso non in meglio. Crisi e globalizzazione hanno sconvolto la realtà fermana, che negli ultimi anni sta perdendo a poco a poco la sua vocazione artigianal-industriale. In questo contesto, la città si trova a fare i conti con il XXI secolo anche nel campo dell’accoglienza, un argomento che come pochi altri riesce a creare fratture e fazioni contrapposte.

Le voci urlate che potremmo ascoltare ogni giorno fomentano paure e spiriti sopiti, ma mai estirpati del tutto dal cuore degli italiani. Invitano a puntare il dito, a trovare un capro espiatorio ai nostri problemi e danno i loro frutti. Insulti gratuiti, esseri umani appellati come scimmie, una rissa, un morto. Se questa è una parte della realtà che si può vivere in una città-specchio dell’italico pensare, dall’altro lato della barricata c’è invece la “Save the Youth”. Una squadra di calcio, un luogo di incontro ideale dove le persone hanno importanza perché sono tali. Perché corrono e fanno gol, non per il colore della loro pelle.

Con questo testo ricco, dalla prosa scorrevole e mai noiosa, Guy Chiappaventi ci dà l’opportunità di gettare uno sguardo su realtà dense di significato, troppo spesso sconosciute e giudicate con la leggerezza dei luoghi comuni. Le storie dei calciatori della “Save the Youth” sono storie di uomini. Intense come il sole che cuoce la pelle, vivide come la speranza che fa lasciare tutto alla ricerca di un mondo migliore.

Mare Fermo è un libro che solleva la cortina di fumo e mostra una piccola ma significativa parte del mondo in cui viviamo, con brutale e affascinante sincerità, senza eccessiva retorica. Una lettura sotto molti aspetti illuminante. Consigliata per tutti e direi quasi obbligatoria, per coloro che nell’indifferenza o peggio nel qualunquismo si permettono spesso di giudicare senza conoscere, così, solo per sentito dire, o perché magari qualcuno strepitando ha consigliato loro di farlo.

Valutazione: 4/5



Categorie:Libri, Narrativa

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