GIULIA BESA: la scrittura è stato il primo strumento che ho imparato a utilizzare per rendere reali le storie.

Oggi per lo spazio dedicato alle interviste con autori e autrici conosciamo un po’ meglio
GIULIA BESA autrice conosciuta e amata da tantissimi di voi.

Nata a Roma nel 1990, dove ha vissuto fino al 2014 prima di trasferirsi in Toscana esordisce giovanissima con Einaudi Stile Libero, con il romanzo Numero sconosciuto (2011), un urban fantasy.
Con la Sperling & Kupfer nel 2015 pubblica “Raccontami ancora di noi” e con la Giunti “Il cattivo ragazzo che voglio” (2016), “Con te al di là del mare” (2017), e “Gemelle” (2018), con cui ha vinto il Premio Bancarellino 2019, e “Il segreto del mio migliore amico” (2019).
A Settembre, per Rizzoli esce il suo ultimo titolo “Il cattivo ragazzo che amo” attesissimo sequel de “Il cattivo ragazzo che voglio”

Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere personalmente Giulia al Salone del Libro di Torino lo scorso anno e adesso sono felice di poterla intervistare per voi.

Benvenuta Giulia e grazie per il tempo che ci hai dedicato.

– Quando hai iniziato a scrivere?
Il primo progetto serio che ricordo è un romanzo fantasy che ho iniziato a scrivere credo quando avevo quattordici anni, e ho terminato a sedici. Ho sempre fantasticato molto, sin da piccina, e la scrittura è stato il primo strumento che ho imparato a utilizzare per rendere reali le storie che mi divertivo a immaginare. A livello professionale, poi, il mio primo libro pubblicato è stato un urban fantasy dal titolo “Numero sconosciuto”, uscito nel 2011 per Einaudi, quando di anni ne avevo ventuno.

– Che sensazione provi dopo aver scritto la parola FINE di un tuo libro?
Dipende dal libro. Per esempio con il primo volume del mio dark fantasy “Streghette!”, che è una serie, sono stata felice di aver concluso questa prima parte, e c’è stata solo una naturale soddisfazione senza la malinconia di abbandonare i personaggi.
Con “Gemelle”, invece, ero così triste di non poter più scrivere dal punto di vista sarcastico della mia Vera, che mi sono inventata subito un secondo libro per lei!
Quindi direi che le sensazioni che provo sono variegate. Di certo c’è sempre la gioia di aver terminato di raccontare una storia, ma quando so che è una storia per il momento autoconclusiva provo anche un pizzico di malinconia perché so che dovrò sospendere il mio rapporto con quel mondo.

– Qual è il primo romanzo che hai letto e qual è il tuo “libro del cuore”?
Non ricordo quale sia il primissimo libro che ho letto da sola, ma sono quasi certa che si sia trattato di un libro di Gianni Rodari. A memoria forse “Le avventure di Cipollino”, un libro per bambini i cui personaggi sono ortaggi e frutti antropomorfi. Il che magari spiegherebbe perché ho sviluppato un gusto per il bizzarro.
Il mio libro del cuore, quello che mi ha cambiata, forse, è “Le avventure della giovane Laura”, un romanzo fantastico pubblicato su un blog italiano di critica letteraria abbastanza celebre. Mi ha cambiata perché ho deciso che anche io volevo imparare a scrivere bene. Perché era vivido, in una maniera dolorosa, e volevo imparare come fare.

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– Scopriamo qualcosa in piu di te..
Dicci 3 pregi e 3 difetti.
È una domanda difficile… parto ovviamente dai pregi. Sono molto sensibile, empatica fino a essere patologica. Che per la mia salute è un grosso difetto, ma negli altri lo considero un pregio. Quindi lo metto tra i pregi. Sono anche molto determinata, e questa forma di testardaggine l’ho sempre considerata una fortuna. Infine sono una persona fantasiosa, e meno male, visto il mestiere che faccio!
Di contro, sono anche molto rancorosa. Un brutto difetto, lo riconosco. Vorrei essere una che si fa scivolare le cose addosso, ma non è così. Poi sono insicura, anche questo un difetto terribile, che però nel tempo ho imparato a mitigare studiando: quando conosco bene qualcosa non sono più insicura, è l’incertezza che mi terrorizza. E infine sono sarcastica e amo lo humor nero, anche politicamente scorretto. In fondo però il Dottor House a qualcuno è simpatico, no? Io sono un po’ peggio, ma ’sti cavoli. ^_-

Per scrivere hai un rituale particolare oppure no? Es. Luci soffuse, musica d’atmosfera, candele profumate ecc.
In realtà non ho particolari “rituali”. Però certamente ci sono cose che agevolano la concentrazione. Io per esempio quando sto lavorando a un nuovo libro inizio a scrivere di prima mattina e non stacco fino all’ora di pranzo. Dopo riprendo finché non ho esaurito le energie. Preferisco un ambiente di lavoro silenzioso, e per questo a volte uso le cuffie, ma non per sentire la musica, solo per tapparmi le orecchie: sono molto sensibile alla melodia e rischierei di farmi influenzare.
Inoltre cerco sempre di dormire un numero di ore sufficienti per fare scorta di energie.

Se ti venisse data la possibilità di incontrare un’autrice o un autore del passato chi sceglieresti e perché.
Pensandoci bene, direi nessuno. Il punto è che a me è sempre interessato molto poco degli scrittori: io vivevo di libri. Delle storie che raccontavano. Per fare un esempio, da bambina ero una lettrice appassionata della saga di Harry Potter, ma per tanti anni non ho saputo neanche se l’autore fosse un uomo o una donna. L’ho scoperto per caso dal telegiornale, un giorno che parlavano del film. Semplicemente, non m’interessava.
Quindi non penso che vorrei incontrare una persona in particolare. Tutto quello che voglio è già nei libri che hanno scritto.

Hai mai pensato di scrivere un genere diverso dal romance? Magari uno storico o un Regency?
Come accennavo, scrivo regolarmente diversi generi. L’unico di cui non potrei proprio fare a meno è il fantasy, nelle sue varie declinazioni, ma gli altri mi divertono tutti. Ho scritto storici e thriller, e pubblicato romanzi drammatici, libri rosa, storie per ragazzi e giovani adulti, e ancora racconti horror e distopici.
Due generi in cui non mi sono ancora cimentata ma che mi piacerebbero moltissimo sono la fantascienza, che però richiede molta documentazione, e i libri per bambini. Probabilmente anche il giallo sarebbe divertente, nella sua accezione più classica.

– Progetti e novità?
L’anno prossimo, prima dell’estate, uscirà il terzo libro della mia serie New Adult di cui sono già usciti “Il cattivo ragazzo che voglio” per Giunti nel 2016 e “Il cattivo ragazzo che amo” per Rizzoli questo 2019. Oltre al terzo del cattivo ragazzo poi uscirà un altro romanzo per Rizzoli che avrà come tema il rischio e la ricerca dell’approvazione social, sempre per giovani adulti, non so ancora quando. E sempre nel 2020 per Acheron Books sarà pubblicato il secondo volume di “Streghette!”, romanzo a cui sto lavorando in questi mesi.
E ci sarebbero anche altre novità… ma visto che non sono ancora sicura al cento per cento, per ora le tengo per me!

Grazie Giulia per il tempo che ci hai dedicato e la tua simpatia e cortesia!



Categorie:Autori, interviste, Senza categoria

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