Guido Maria Astorino: ‘The artistic wizard’ L’arte è la magia pura ed innata del libero creare

Buongiorno amici lettori,oggi mi cimento in un articolo un po' diverso dal solito, abbandono, solo momentaneamente, i libri per dedicarmi all’arte.
Ospite del nostro magazine è Guido Maria Astorino, un giovane artista calabrese che ha da poco inaugurato la sua prima personale, ospitata nella suggestiva area archeologica della Biblioteca Nazionale di Cosenza.
Guido Maria, meglio noto nell’ambiente come ‘The artistic wizard’ è un artista eclettico e particolarissimo, difficilmente ascrivibile ad una categoria, pittore, poeta, performer, scultore esprime nelle sue opere la voglia di essere libero, libero dai preconcetti, dai canoni artistici; nessun limite se non il cielo.
Vi lascio alle sue parole, buona lettura.

-Ciao Guido, benvenuto su Life, raccontaci di te, quando ti sei avvicinato al mondo dell’arte? Perché dipingi e scolpisci?
Fin da quando ero piccolo, ho avuto la particolarità di riprodurre quel che gli altri non potevano vedere. Non mi piaceva molto raffigurare alberelli, casette e uccellini ma, al contrario, preferivo immaginare scenari fantastici, mondi ultraterreni con creature strane e misteriose. Continuai poi al Liceo Artistico coltivando questa passione ed imparando esclusivamente le tecniche, i metodi e le regole che più mi erano più congeniali quali l’uso dei colori e degli strumenti creativi (ma non tutti), i giochi di luci e di ombre, gli effetti del chiaroscuro. Successivamente ebbi uno stop di nove anni durante il quale mi allontanai dal mondo pittorico per studiare e laurearmi in storia dell’Arte. Mi riavvicinai all’Arte pittorica in un giorno come un altro, nel 2012, quando iniziai a raffigurare un semplice paesaggio collinare con una strana figura uscita dal nulla, una
sagoma con il cappello, una sorta di alter ego decadentista alla quale diedi il nome di “Io”. Da “Io”, iniziò il mio percorso, che dura ancora oggi, seguendo diverse evoluzioni e non abbandonando mai nessuna delle vie precedenti. Oggi, Dipingo e pitto-scolpisco con materiali di recupero e riciclo creativo perché sento di avere una missione ben precisa; anzi, delle missioni: far vedere quello che gli altri non possono vedere (Sguardare,
dico sempre io ahahah); restituire la speranza, tramite la diversità di Idiomi dei quali si tinge il mio libero creare, di un linguaggio universale ritrovato ormai perduto dell’Uomo. Trovare la Pace Artistica, dopo la Guerra Creativa contro le fiere che affliggono l’uomo, contro i tiranni che schiavizzano e incatenano un mondo libero come quello dell’Arte con stereotipi e vincoli comportamentali e creativi.

-Come definiresti la tua arte?
La mia Arte , connubio tra tante forme pittoriche ed artistiche, sta proprio nella sua “indefinibilità” causata dalla sua varietà. Forse vasta, cangiante e, proprio per questo, aperta a tutto il pubblico del mondo (ognuno di voi si rispecchierà e sarà attratto da tipologie diverse di opere). Apparentemente oscura ma abbagliata di luce, cromaticamente varia e mai “piatta”; viva e movimentata, eterna e potente, nella sua semplicità compositiva e materica. Magica (alcune opere vivono di vita propria proprio perché vi ho infuso dentro mia linfa energetica e vitale) e, qualcuno in passato disse pure “divinatoria”; in effetti non aveva tutti i torti…

– Il tuo nome d’arte è ‘The artistic wizard’ perché lo hai scelto?
Inizialmente il mio pseudonimo era semplicemente Guido Maria Astorino Materializzatore di Pensieri, Idee ed Emozioni. Nel 2016, feci alcune profonde riflessioni sulla natura sia fisica che ultraterrena e scoprii che forse, tutto quel che fino a quel momento avevo creato artisticamente poteva essere anche “Magia”; perché ciò che viene da dentro e puoi vedere solo tu e che gli altri non potrebbero vedere senza il tuo ausilio
beh… è magia, senza trucco, senza inganno. E per questo mi chiamai “The Artistic Wizard” (L’Artista Stregone) che, unito ai miei camuffamenti artistici ed alla mia personalità, conferisce un certo fascino e mistero all’insieme che mi compone come persona. Ovviamente, in questo nome, non c’è niente di oscuro in senso negativo; solo la magia pura ed innata del libero creare ed esoterismo creativo positivo; un invito a guardare oltre l’oscurità apparente per poter apprezzare lo splendore delle stelle e la misteriosa bellezza dell’ignoto mondo onirico.

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– C’è un’artista o una corrente a cui ti ispiri?
Ogni artista prende spunto da qualche altro artista che lo ha preceduto; solo gli uomini primitivi, non avendo nessun riferimento artistico precedente, si può dire che non si siano ispirati a nessuno ad eccezione della natura che avevano intorno. Per me, ad esempio, la musica ha un ruolo fondamentale in ogni mia creazione (infatti ogni mia opera è stata eseguita seguendo un unico brano in loop continuo, quindi ognuna di essa ha la sua “colonna sonora”; la sua voce). Ma per quanto riguarda le correnti pittoriche o gli artisti dai quali traggo spunto, potrei dire che nelle mie creazioni che ho denominato “Oniriste” (Le Tele Pitto-scultoriche o le Pitto-sculture che creo) è evidente un chiaro influsso spazialista di Fontana unito, però, alla Metafisica di De Chirico e al Surrealismo di Magritte e Frida Khalo, senza tralasciare una forte e ancestrale componente simbolista (matematica, algebra e diversi idiomi arcaici, mesopotamici e sumeri). Nelle creazioni naturaliste o estemporanee, invece, cerco di rifarmi alla linea istintiva e rude ma profondamente “sentita” del tormentato Van Gogh mentre, per i lavori Cromodinamici o Geometrodinamici, seguo la scia del Genio dell’astrattismo Kandinsky.

– Il 18 dicembre hai inaugurato la tua prima personale, la data scelta è
casuale o c’è una motivazione precisa?
La data della mia prima personale dal titolo “The Artistic Wizard’s Magic”, svoltasi presso la Magnifica Area Archeologica della Biblioteca Nazionale di Cosenza, si rifà metaforicamente alla data del 18 Dicembre 1865, giorno in cui, tramite l’approvazione del XIII Emendamento, venne abolita la schiavitù negli Stati Uniti d’America. Metaforicamente, quindi, l’inaugurazione del mio evento artistico, rifacendosi a questo evento storico, diventa un elogio e un incitamento alla più completa libertà creativa e di espressione; un Arte a 360° completa e libera da qualsiasi tipo di vincolo morale, sociale e tecnico.

– La tua arte ha attraversato delle fasi ben precise ce le spiegheresti?
In realtà la mia Arte è un continuo evolversi di differenti stili e tecniche che si muovono parallelamente su diversi binari; quindi non ho mai periodi evolutivi o involutivi.

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– L’arte e i sogni sono collegati dalla comune ricerca della perfezione e
della felicità, tu che ti definisci un artista onirista cosa pensi di queste
due mondi?
La perfezione non esiste; non mi interessa il suo raggiungimento, né in arte, né nella vita poiché penso che la sua ricerca costituisca un vincolo ed un limite per l’artista e per l’uomo in genere. La ricerca estenuante di questa parola (poiché perfezione è solo una convenzione umana, una parola inventata dall’uomo per avere un obiettivo, un punto di
riferimento semi/astratto ed irraggiungibile) porta, talvolta, ad una chiara insoddisfazione ed impossibilità di essere felici e contenti di se stessi e del proprio operato. I sogni, a loro volta, sono correlati alla piena libertà di espressione emanata dall’inconscio, proprio per questo non possono essere sviluppati e concretizzati pienamente se si è tormentati dal vincolo della ricerca della perfezione. Questa parola, in fondo, l’ha inventata l’uomo; in natura, nulla è perfetto; eppure tutto è sogno e magia nella sua perfetta imperfezione. E l’artista “onirista” o artista stregone segue questa scia, deve essere libero e seguire il sogno e la felicità tramite l’apprezzamento, lo studio e lo sviluppo delle cose belle e naturali, e non perfette. L’unione con la natura e l’universo, la libertà di poter creare ciò che si vuole come lo si vuole e quando lo si vuole, per un tipo di artista come me, è fondamentale per far si che ne scaturisca la magia…

– Progetti per il futuro?
Per ora ho in cantiere qualche nuovo evento in ambito regionale ed interregionale per poi puntare, molto più in la, a qualche grossa mostra e proposta importante all’estero. Sarò sempre concentrato sull’arte, non perderò di vista la mia missione ed agirò sempre tenendo bene in mente il mio motto. “One Shot One Kill; No Luck, Just Skill” che significa “Un colpo, un morto; Niente fortuna, solo Abilità”.

 

Grazie a Guido per essere stato nostro ospite e buona fortuna per il tuo
futuro.
A presto amici!
Emanuela

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