Adessoscrivo: a volte basterebbe ascoltare un po’ di più

Oggi sono felice di ospitare nella rubrica delle interviste agli autori, Adessoscrivo. Le sue frasi sono condivise ogni giorno dai suoi lettori, e i suoi romanzi, Dieci magnitudo, Quello che so sulle donne, Noi siamo eclissi, pubblicati da Rizzoli, sono presenti in tutte le librerie. Ma conosciamo meglio il nostro ospite.

“E aprirai i tuoi occhi chiari a chi vuole viverti davvero, perché l’amore non ha spazi e non lo sa che esiste il cielo”.

Come nasce la tua passione per la scrittura e da quanto la coltivi?

Scrivo da quando ero bambino, credo che il mio primo testo l’ho scritto all’età di nove, dieci anni. Ho avuto sempre questa esigenza di raccontare qualcosa, che poi è diventata esigenza di raccontarmi. Ancora oggi lo faccio per questo, per dare voce alle cose che ho dentro e per dire agli altri: Non siete soli, viviamo tutti cose che non riusciamo a dire.

I tuoi romanzi hanno scalato le classifiche, ti aspettavi tutto questo seguito da parte dei lettori?

Ho iniziato ad usare i social come tutti, per gioco. Non volevo che tutto questo accadesse, ma poi è accaduto, una volta resomi conto di tutto questo mi sono detto che potevo scrivere un libro, e così ho fatto. Forse mi aspettavo qualcosa indietro, qualcosa in cambio dal mondo, ma probabilmente non tutto quello che è arrivato. Per questo ci metto tanto impegno in quello che faccio, perché sento sempre che devo meritarmi quello che è arrivato e allora per farlo devo scrivere.

Nel romanzo “Quello che so sulle donne”, racconti il tuo punto di vista sul nostro mondo, su quello che siamo, ma a specchi ci metti davanti delle sfumature di ciò che è essere uomo, sfumature che spesso noi donne non cogliamo o non vogliamo cogliere. Parlaci del percorso che hai dovuto fare per arrivare a riempire queste pagine.

Quando ero bambino e ci si riuniva sempre per le feste e io non stavo mai con gli uomini di casa, ma con le donne. Le ascoltavo, cercavo di capire. Ed è un po’ quello che ho sempre fatto col tempo, “capire”. Dopo Dieci Magnitudo le persone mi confidavano le loro paure, a tra queste c’erano molte donne, è stato un percorso di comprensione tra le paure delle donne e quelle degli uomini. Non credo sia sbagliato avere paura, ma mi piace capire da dove provengono queste paure, e devo dire che oggi mi guardo intorno e vedo molte persone sole, molte donne che non sono felici e molti uomini che invece cercano di sfuggire dalla propria famiglia. Non credo di aver capito le donne, e nemmeno di avere un manuale per farlo, ma a volte basterebbe ascoltare un po’ di più.

“Noi siamo eclissi” è il sequel di “Quello che so sulle donne”, cosa cambia nei due protagonisti in questo secondo romanzo? Hai deciso di ricongiungere William e Sofia attraverso un viaggio, quanto secondo te l’amore vero può fare la differenza all’interno di una storia?

In Noi siamo eclissi cambia la consapevolezza di entrambi. I due protagonisti cercano delle risposte dentro di loro, tra le cose che hanno perso e quelle che forse non conoscono ancora. Non è un percorso facile, io per primo ho cercato di affrontarlo per capire di più i due personaggi. Il viaggio quindi è proprio questo, un viaggio dentro se stessi per comprendere che per quanto l’amore faccia paura a volte abbiamo soltanto bisogno di lasciarci andare ad esso. L’amore fa la differenza in tutto quello che facciamo, anche nel nostro lavoro, come nei rapporti personali, è intorno a noi, solo che oggi tendiamo a rifiutare questa idea che per star bene abbiamo bisogno di amare qualcuno o qualcosa. Proviamo a cavarcela da soli, e poi facciamo fatica ad amare noi stessi.

Hai aperto una casa editrice tutta tua, vuoi raccontarci qualcosa di questa tua nuova avventura?

Prima di tutto voglio dire che mi hanno tutti sconsigliato di farlo.
Aprire una casa editrice è molto complesso, soprattutto nella ricerca degli autori. Oggi i social aiutano le case editrici è vero, ma non sempre chi ha un milione di followers arriva a vendere più di mille libri. Purtroppo o per fortuna, i ragazzi iniziano ad essere più esigenti, iniziano a volere qualcosa dove sparire dalla quotidianità, e non i soliti romanzi scritti da ragazzi che poi spariscono nel nulla. Hanno bisogno di affezionarsi a qualcosa, che sia un libro, un protagonista o uno scrittore.

Quali novità ci aspettano in questo 2020?

Ho in mente tante novità. Iniziamo col dire che a breve uscirà il mio nuovo romanzo. Che Adessoscrivo finalmente si rivelerà al mondo in un modo particolare che ancora non posso rivelare e poi con un Tour che prenderà tutta l’Italia. Quindi ci vedremo tutti molto presto con altre sorprese.

Non ci resta che attendere questo nuovo romanzo per scoprire chi si cela dietro l’alter ego di Adessoscrivo, che ringrazio per avermi concesso questa intervista.

Elisa C.