Coronavirus cinese: è davvero emergenza?

Notizie incerte e preoccupanti arrivano dalla Cina. La città di Wuhan, epicentro dell’infezione è in quarantena, le immagini che vengono diffuse mostrano uno scenario apocalittico.

Inizia a diffondersi la psicosi del contagio, anche a causa di giornalisti senza scrupoli che millantano casi di coronavirus in Italia.

In questa intervista la Dottoressa Selene Francesca Manfrè, Medico Chirurgo specializzata  in Medicina Generale, ci spiega se e quanto dobbiamo allarmaci.

Dottoressa l’infezione da coronavirus è pericolosa?

Inizio dicendo che i coronavirus sono una famiglia, e non un singolo virus. Di solito causano sintomi aspecifici, come mialgie, febbre, cefalea, raffreddore, malessere generale. In alcuni casi l’infezione può estendersi e coinvolgere i polmoni, soprattutto se la persona è già debilitata per altre malattie o condizioni generali. Questo vale per tutti i virus, basti pensare che l’influenza “normale”, che tutti tendono a banalizzare, ogni anno causa circa 200 morti solo in Italia, tra i 250mila e 500mila nel mondo.

Il virus in circolo attualmente nella zona di Wuhan in Cina, sembra essere leggermente più aggressivo dei coronavirus normalmente in circolo, ma la letalità è intorno al 4% di chi contrae l’infezione. Per paragone, quella dell’influenza negli ultimi 10 anni è sempre stata superiore al 10%, quella del tetano raggiunge il 50%.

C’è un rischio oggettivo che l’epidemia si diffonda in Italia?

Il virus potrebbe diffondersi nel caso che una persona infetta venisse in italia nel momento in cui è malata. Ribadisco che, guardando le cifre, dovremmo essere più preoccupati dell’influenza “normale” che ogni anno circola anche in Italia e provoca un numero decisamente superiore di morti e ricoveri. 

È giusto evitare ristoranti, negozi o altre attività gestite da persone di nazionalità cinese? 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità al momento non ha applicato neanche restrizioni sui viaggi, per cui si può andare serenamente nei ristoranti e negozi cinesi. Per estrema sicurezza, si può chiedere ai gestori se si sono recati in Cina nell’ultimo mese. 

Per evitare il contagio, vale quello che si dovrebbe fare sempre: evitare luoghi chiusi e affollati, evitare i contatti con persone ammalate, lavarsi spesso le mani, buttare i fazzoletti dopo averli usati, cambiare spesso l’aria in casa e nei luoghi di lavoro. 

 

Niente panico quindi. Solamente le solite cautele che tutti dovremmo comunque prendere in questa stagione in cui è diffusa l’influenza. Ringraziamo la Dottoressa Manfrè e vi invitiamo a seguire i suoi consigli sulla pagina Instagram @selene.ciboesalute

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