Una storia che parla di te di Desirèe Cognetti

Desirèe Cognetti ci parla di una storia davvero delicata che va letta assolutamente. La Dea Planeta ci presenta Una storia che parla di te.

Sinossi: Ho sempre cercato un fratello, qualcuno che fosse come me: non colpevole. 
A dodici anni, Dèsirèe ha dovuto imparare in fretta. Preparare il latte in polvere, cambiare i pannolini, infilare e sfilare tutine, tagliare le unghie, interpretare le mille sfumature del pianto. È stata lei a prendersi cura di Zakaria nei suoi primi mesi di vita. Se chiude gli occhi, lo rivede. È «un chicco di caffè» con le mani grinzose e qualche ricciolo «disegnato a carboncino sulla testa rotonda». Ha i suoi stessi occhi a mandorla – anche se la pelle di colore diverso – e la stessa madre che, trincerata dietro la porta del bagno, cede ogni giorno di più al ricatto della dipendenza per «guardare il mondo sottosopra, la testa rovesciata all’ingiù». Questo libro Dèsirèe lo ha scritto per lui, Zakaria: per trovarlo, ovunque sia oggi. Per raccontargli la storia della sorella che non sa di avere e che lo ha accudito prima che una famiglia per bene lo adottasse. Il racconto di una bambina che ha conosciuto la violenza, l’abbandono e la morte mentre i suoi coetanei dismettevano il quaderno con i quadretti grandi per passare a quello con i quadretti piccoli; di una ragazza cresciuta in una comunità, poi in un centro diurno e poi in un progetto di autonomia guidata; di un’adolescente che ha trovato il coraggio di amare ed essere amata, nonostante tutto; di una donna che ha avuto paura di non farcela, e ce l’ha fatta. Una storia difficile, che nelle parole di Dèsirèe diventa il racconto vivido dell’Italia a cavallo tra gli anni ’80 e ’90; un inno alla capacità degli uomini di superare i dolori più grandi, imparando a guardarli in faccia fino a che non diventano preziosi.

Ho trovato il libro di Desirèe Cognetti molto intimo, fragile e delicato.
Traspare dalle pagine molta sofferenza ma al contempo la rinascita di una bimba/donna alle prese con molti disagi infantili.
Viene descritta la vita di una ragazza, Desirèe, cresciuta in fretta per forza di cose perché la vita ha voluto così. Ed ecco che viene presentata la realtà delle Case famiglia, delle Comunità e dei centri di accoglienza, dei progetti e programmi di recupero per bimbi e ragazzi con realtà difficili e amare alle spalle.
Si tratta di un libro scorrevole poiché la scrittura fluisce , entra subito in sintonia col lettore e ogni parola e pagina sembra racchiudere la speranza di un futuro migliore e al contempo una sofferenza tenuta dentro che piano piano emerge silenziosa.

Come ogni persona che si è ritrovata a vivere situazioni del genere, anche Desirèe ha paura di tutto: di un affetto, un amore, una famiglia, un aiuto. Ha paura persino di se stessa, quasi come se non sapesse chi è e chi potrebbe essere un giorno. È priva di radici ormai. Ma nulla per lei è così impossibile: nutre forti speranze e vuole dare una chance alla vita che tanto l’ha segnata e privata della normalità.
Consiglio la lettura di questo libro a chi vuole immedesimarsi e comprendere esistenze fragili e in bilico, a chi ha vissuto la stessa sorte, a chi vuole guardare oltre il proprio ” naso” per avvicinarsi a nuove realtà che spesso sono tra di noi ma non le vediamo. Forse perché distratti. Forse perché riteniamo di essere molto fortunati.
Invece, a volte, servirebbe cucirsi addosso anche le storie degli altri perché gli altri siamo noi.

Giudizio: 5/5

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Casa editrice: Dea Planeta
Genere: narrativa
Lunghezza: 152 p.
POV: Prima persona

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Categorie:Libri, Narrativa

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