HABITAT, UNA NUOVA CASA PER LE RAGAZZE ORFANE

L’architettura può, in qualche modo, portare benefici alle grandi emergenze sociali? Per i progettisti dello studio iraniano Zav Architects, la risposta è senza dubbio, si. Ed è subito evidente dando un occhiata ai loro ultimi, meravigliosi, progetti in cui sono racchiusi speranza e grande coraggio, sopratutto in un territorio in cui le direttive statali sulla costruzione di edifici non propriamente residenziali sono molto restrittive. Ne è un esempio L’Habitat, una costruzione nata nel 2016 a Khansar, cittadina a circa 300 km da Teheran, per ospitare ragazze rimaste orfane di età compresa tra i 7 e i 16 anni.

L’idea alla base del progetto era riuscire a creare un luogo sicuro e dignitoso in cui le giovani donne si potessero sentire protette e in cui vi era la reale possibilità di condurre una vita “normale”, giocare e ridere. La metratura totale interna è di 354 mq suddivisa in spazi privati e aree pubbliche come la piscina bassa, chiamata howz, che funge da fulcro spirituale dell’abitazione. L’edificio è distribuito su 3 piani: il piano terra è dedicato alle attività comuni, il primo piano è riservato alla cucina e alla stanza del direttore e l’ultimo livello, infine, accoglie le camere private, progettate per ricreare un ambiente familiare e condivise con massimo altre due ragazze. Quello che colpisce subito è certamente la semplicità dell’architettura esterna, messa in risalto da particolari balconi. Sono stati dotati, infatti, di inusuali coperture che, all’ occorrenza, oscurano completamente lo spazio. Questo permette alle ragazze di esprimere al meglio loro stesse, garantendo un grado elevato di privacy. Stesso discorso vale per un area esterna che, grazie ad una recinzione, cela la vista ai passanti, lasciando libere le giovani di divertirsi e sentire il sole sulla pelle, senza essere controllate. 

E’ forse un tentativo di mediare a regole estremamente rigorose, cercando di inventare un nuovo spazio ibrido che le apra lentamente al mondo esterno. I teli dei balconi possono essere paragonati a dei veri e propri Hijab, il caratteristico velo islamico. Per questo il loro colore, che normalmente è giallo, cambierà durante celebrazioni o feste di lutto. “I balconi coperti aiutano le ragazze ad avere spazi nascosti, ed evitano, anche, di infrangere le regole di un contesto strettamente religioso” spiega uno degli architetti fondatori dello studio Zav.

Photo credit: Soroush Majidi and Aidin Gilandoost.



Categorie:Home&Design

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