Il velo del silenzio

“Potete uccidermi quando volete, ma non potete fermare l’emancipazione
delle donne”.
Táhirih

Nell’ottobre del 1852, trenta babisti furono uccisi, tra cui la poetessa e teologa
Fátimih Zarrín Táj Baragháni, che prima di morire citò questa frase. Dopo una vita di costrizione alla religione islamica, e un matrimonio combinato con suo cugino, nel 1844, Táhirih, riconosce la rivelazione di Ali Muhammad, il Bab come messia, diventandone la sua dodicesima discepola, la sua seguace più fedele e unica donna del gruppo. Nel 1848, la conferenza di Badasht segna la rottura tra il Babismo e l’Islam, e la scrittrice si convince non solo che il messaggio di Bab indichi questa scissione, ma che abroghi anche le leggi islamiche. Decisa ad arrivare fino in fondo, si presenta senza il tradizionale velo, cosa considerata blasfema, la sua linea risulta vincente e il Babismo diventa una religione autonoma che riconosce il Corano, ma non le sue leggi. Questa data segna però, l’inizio della persecuzione per la repressione dei babisti da parte del governo, che nel 1852, uccise trenta babisti tra cui Táhirih.

Ancora oggi Táhirih viene spesso ricordata come esempio di coraggio nella lotta per i diritti delle donne. Nel corso degli anni ci sono stati dei passi avanti, altri invece, hanno riportato ancora una volta l’Iran, ad essere un paese retrogado e maschilista, infatti ancora oggi, alle donne è ancora vietato mostrarsi senza velo, Hijab, perché le folte chiome scure sono un invito per gli uomini, che vedendole a capo scoperto, potrebbero non riuscire a controllare i loro istinti maschili.

Non si pensi però che le donne restino in disparte, a subire atti di violenza, condanne e quant’altro, perché ad oggi, le proteste sono in netto aumento. Ci basti ricordare lo scalpore del 2012, quando un gruppo di iraniane, ora in esilio in Europa, si fecero fotografare nude, per realizzare un calendario. A sostegno della vendita del calendario, nacque “My body my soul”, per manifestare contro l’oppressione femminile in Iran. Le donne Iraniane con le loro lotte, hanno segnato la storia e forse, la stanno ancora scrivendo.

Il percorso per una totale emancipazione è lungo, anche se, rispetto al passato, tanto è stato ottenuto, ma il coraggio e la voglia di riscattarsi delle iraniane dovrà fare ancora tanto.

Elisa C.



Categorie:Curiosità, Donna, NoiDonne

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