Motori – La nuova sfida di Alonso: tornare da re alla Dakar

La caccia alla Tripla Corona è ripartita. Fernando Alonso non si nasconde, a seguito della sua avventura alla Dakar, e fissa l’obiettivo principale del suo 2020: la 500 Miglia di Indianapolis.

Non sarà un’impresa facile, lo dimostrano i precedenti tentativi del pilota spagnolo nel circuito di Speedway: nel 2017 con il team Andretti è stato costretto a ritirarsi per un guasto al motore, mentre lo scorso anno con la McLaren non è riuscito neanche a centrare la qualificazione alla gara. Alla luce di tutto ciò, Alonso non ha ancora sciolto le riserve su quale sarà la scuderia con cui parteciperà alla 500 Miglia quest’anno. “Sceglierò l’opzione più competitiva”, ha affermato l’ex campione del mondo di F1 dopo la deludente esperienza con la McLaren motorizzata Chevrolet. Una dichiarazione che lascia aperta la possibilità di un ritorno col team Andretti, con cui è rimasto sempre in contatto; anche se la motorizzazione Honda rappresenta un ostacolo da tenere in considerazione, visti i rapporti deteriorati tra l’asturiano e il costruttore giapponese dopo la triste parentesi in F1 con la McLaren-Honda.

Un’eventuale vittoria nella IndyCar consentirebbe ad Alonso di completare la Tripla Corona, riconosciuta ai piloti che sono stati in grado di vincere il Gran Premio di Montecarlo (o il Campionato del Mondo di F1), la 500 Miglia di Indianapolis e la 24 Ore di Le Mans. Quest’ultima gara è stata conquistata dal campione spagnolo addirittura due volte, durante l’ultimo Campionato del Mondo Endurance, di cui Fernando si è laureato Campione del mondo a bordo della Toyota. Avendo vinto il titolo iridato anche in F1 per ben 2 stagioni – 2005 e 2006 -, Indianapolis rimane l’unico tassello mancante al pilota asturiano per essere “incoronato”. Quest’anno sarà il suo terzo tentativo, a 4 anni dalla prima volta: nel frattempo lo spagnolo ha vinto anche la 24 ore di Daytona, si è ritirato dalla F1 e si è lanciato nel rally-raid. Alonso ha infatti appena concluso la sua prima esperienza alla Dakar in Arabia Saudita, completando tutte le 12 tappe alla sua prima partecipazione, ottenendo tra l’altro un secondo posto.

Un risultato per nulla scontato per chi è abituato al motorsport da pista: sette mesi di preparazione non sono bastati ad evitare numerose insidie, che si sono presentate nel corso delle varie tappe – dalla rottura della sospensione nella seconda tappa al doppio ribaltamento dell’abitacolo nell’ottava – e che hanno condizionato il suo piazzamento finale al 13° posto. Tuttavia, Fernando si è detto “orgoglioso di aver completato il rally più difficile al mondo”, considerando anche le difficoltà del terreno e l’incertezza della meccanica. L’ex pilota di F1, infine, non ha escluso un suo ritorno alla Dakar: “Se dovessi tornare in futuro, lo farò per vincere”. Chissà se ci tornerà da re, con quella Tripla Corona che solo Graham Hill è riuscito a conquistare nella storia dell’automobilismo. Sicuramente al campione di Oviedo, per il livello di competitività e di adattamento mostrato in tutta la sua carriera, vanno tanti applausi.



Categorie:Sport

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