Zoe Tavarelli: dall’Italia a Los Angeles, il sogno Americano si avvera.

Abbiamo il piacere di intervistare Zoe Tavarelli. Dal cognome si intuisce subito che la recitazione è nel sangue. Suo padre, Gianluca Maria Tavarelli, è un famoso regista italiano (Paolo Borsellino, Il giovane Montalbano, Maria Montessori, Non Mentire e molti altri).
Zoe Tavarelli inizia a studiare recitazione a Roma presso Il Cantiere Teatrale, sotto la direzione artistica di Paola Tiziana Cruciani e successivamente consegue la laurea a Los Angeles nella prestigiosa American Academy of Dramatic Arts. Il suo primo film è Se devo essere sincera per la regia di Davide Ferrario, ricordando Piedi Nudi che le ha valso il premio come Migliore attrice protagonista al 8° PIEMONTE MOVIE. La sua bravura le ha permesso di recitare come coprotagonista in The Lost Film Series con l’attore premio Oscar Chris Cooper, la serie ha la regia di Davide Ferrario. Inoltre l’abbiamo vista nella serie web di Josh Mitchell Manny’s Garage Sale: a Hitchcock Knot di cui è protagonista di puntata.

– Buongiorno Zoe, la ringrazio di essere tra le nostre pagine. Possiamo affermare che ha nel sangue il mondo del cinema?
Buongiorno a tutti, grazie a voi! Direi di si. Oltre che avere mio padre regista come già accennavate e mia madre scenografa ho fatto la mia prima apparizione, seppure breve, davanti alla macchina da presa a soli 11 mesi. Mia madre lavorava sul film Tutti giù per terra di Davide Ferrario. Un giorno in una scena con Valerio Mastrandrea serviva una bambina che facesse sua figlia, mia mamma salta in piedi come illuminata e dice “ce l’ho io una bambina!” corre a prendermi e mi porta sul set. Da quella piccola scena in cui piangere mi era venuto estremamente facile non ho più smesso di recitare.

– Come è iniziato questo fantastico, ma anche impegnativo lavoro?
In realtà è iniziato senza che io neanche me ne accorgessi. I set dei vari film di mio papà e di mia mamma erano ormai casa per me. Già dalle elementari quasi tutti i giorni dopo la scuola andavo sul set, facevo i compiti davanti al monitor mentre papà girava e la magia del cinema prendeva vita davanti ai miei occhi. Così per anni ho assorbito le interpretazioni di grandi attori finché ho iniziato anche io a cimentarmi in piccoli ruoli. Tra questi il primo fu, come avete già accennato, Elena in Se Devo Essere Sincera di Davide Ferrario recitando con Luciana Littizzetto. Poi Non prendere impegni
stasera accanto a Giorgio Tirabassi, Maria Montessori con Paola Cortellesi e così via.

Zoe Tavarelli20515.jpg

– Lei ha recitato in Italia e in America. Ci può parlare delle differenze che ci sono nel mondo cinematografico a stelle e strisce e quello italiano?
La prima cosa che mi viene in mente è sicuramente la differenza di dimensioni tra i due set. In America la troupe così come il cast sono raddoppiati se non triplicati rispetto all’Italia. Mi vengono in mente scene girate con tre o quattro macchine da presa contemporaneamente riprendendo ogni angolo e le piccole sfumature recitative degli attori. Seppure si abbia a disposizione tutto questo materiale le giornate lavorative non si accorciano come si potrebbe pensare… Anzi, si gira spesso anche 12/14 ore al giorno. A fine giornata rimpiangevo decisamente le 10 ore dei set italiani. In America il cinema è una cultura vera e propria ed è anche una delle maggiori industrie del paese. In quanto tale essa è soggetta a regole e a un enorme lavoro dal pre-produzione all’uscita in sala. Questo aspetto di serietà e rigore lo si riscontra anche sui set, senza però togliere il divertimento e il senso di famiglia che si crea lavorando con le stesse persone per lunghi periodi di tempo.

– Lei si vede, un domani, come regista?
Vorrei dire di sì perché non mi sento di precludermi nessun modo per essere creativa e creare storie ed emozioni. Ed ovviamente mio papà ha sempre avuto una grande influenza su di me così come alcuni registi con cui ho lavorato. Dall’altra parte sono sempre stata attratta dalla recitazione più di ogni altra cosa. È il mio modo per esprimermi, è l’approccio creativo che più mi viene naturale e che più sento mio. Detto questo chissà… Forse tra qualche anno anche io mi cimenterò nella regia, non si può mai sapere, credo che ognuno di noi debba sempre tenersi aperto alle possibilità che gli si
presentano.

– Ha lasciato l’Italia, come ha affermato la “confort zone”, ed è andata a vivere e lavorare in America. Esperienze di vita e lavorative totalmente diverse, ci può raccontare qualche simpatica esperienza?
Si, a 18 anni mi sono lanciata in questa avventura trasferendomi a Los Angeles senza esserci mai stata e senza conoscere nessuno, sentivo che lì era dove dovevo essere. Da subito ho visto avverarsi davanti ai miei occhi il ‘sogno Americano’. La scuola era come la immaginavo, un luogo dove esprimersi, sperimentare ed imparare con il rigore e professionalità di cui parlavo prima. Anche la vita di tutti i giorni ha subito un grande cambiamento, mi sono ritrovata in una città enorme in cui si respira la cultura del cinema e dove vivono le grandi star che idolatravo sin da quando ero piccola. Alcune delle quali mi è capitato di incontrare in giro per la città: ho fatto la spesa con Krysten Ritter (Breaking Bad, Jessica Jones, Don’t Trust the B—- in Apartment 23 etc.), ero seduta al cinema a poche poltrone di distanza da Keanu Reeves (Matrix, John Wick etc.), ho visto Leonardo DiCaprio al tavolo accanto al mio in un locale di West Hollywood e tanti altri incontri del genere che non essendoci abituati possono fare effetto.

Zoe Tavarelli20341

– Con quali colleghi le piacerebbe recitare in un film italiano e in una pellicola americana?
Scegliere una cernita di colleghi con cui voler recitare è sempre molto difficile. Partendo da questo presupposto riguardo l’Italia me ne saltano alla mente svariati e con alcuni di loro ho avuto la grande opportunità e fortuna di aver lavorato. Sicuramente mi sento di dire Kim Rossi Stuart con il quale ho lavorato su Maltese – Il Romanzo del Commissario. Poi Alessandro Borghi, Alessandro Gassman con cui abbiamo appena finito un progetto in uscita a breve. Fabrizio Bentivoglio, Greta Scarano, Elio Germano, Michele Riondino con cui abbiamo fatto il Giovane Montalbano, Luca Marinelli, Marco Giallini, Valerio Mastrandrea e molti altri. Riguardo all’America la lista se possibile è ancora più lunga.
A costo di essere banale devo dire Meryl Streep, Jim Carrey, Robert De Niro, Scarlett Johansson, Jack Nicholson, Julia Roberts, Anthony Hopkins e tantissime altre leggende del cinema come loro. Mi sento comunque estremamente fortunata ad avere avuto la possibilità di recitare con il premio Oscar Chris Cooper, il quale ha recitato fianco a fianco a tutti gli attori e attrici nominati sopra e da cui ho imparato tantissimo sia professionalmente sia umanamente.

– Cosa vede nel suo futuro?
Mi voglio augurare un futuro all’insegna del cinema sempre con la stessa passione con cui ho iniziato. Ho tanti progetti che voglio portare a termine. Inoltre ci sarà l’uscita della serie Io ti cercherò con Alessandro Gassman e Maya Sansa di cui sono molto emozionata. Sono stati cinque mesi di riprese duri e pieni di emozioni e non vedo l’ora che tutti possiate vedere la forza di Martina, il mio personaggio, e il lavoro meraviglioso di tutto il cast e troupe di questo bellissimo progetto. A presto su Rai 1!

Grazie a Zoe Tavarelli per questa intervista.



Categorie:interviste

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: