Attenzione, correte ai ripari, il Blue Monday è qui!

Avete mai sentito parlare del Blue Monday? Già, sto parlando proprio del giorno più triste dell’anno che cade il terzo lunedì del mese di gennaio, ora voi penserete che ogni lunedì, è un giorno triste, e avete perfettamente ragione… ma perché il terzo del mese, che in questo caso capita il 20 gennaio, è quello più triste?


Scopriamo insieme di cosa si tratta, forse così, ci sentiremo meno tristi.
Il Blue Monday non è stato scelto a caso, ma pensate un po’, è stato studiato attraverso un algoritmo nell’università di Cardiff, dal dottor Arnall. La sua equazione ha quindi un fondamento scientifico; ma che fattori ha preso in considerazione il dottor Arnall per giungere a questa conclusione?Partiamo dal mese, gennaio non è di certo il più bello dell’anno, fa freddo, ci sono poche ore di luce e le giornate sembrano non arrivare mai alla fine. Siamo rientrati da poco dalle vacanze natalizie, il nostro conto è in rosso per i soldi spesi tra tutti i regali e tutti gli altri sentimenti negativi che prendono piede. Se mettiamo sul piatto della bilancia tutti questi fattori, lo sconforto è assicurato, ma il Blue Monday è stato attuato con un preciso e attento calcolo matematico. Beh, se c’è di mezzo la matematica allora alziamo le mani, ma la verità non è proprio questa, perché questo giorno non è altro che il frutto dell’ennesima trovata pubblicitaria.

Nel 2005 la campagnia di viaggi brittanica Sky Travel ha richiesto all’università di Cardiff quale potesse essere il periodo migliore per proporre dei viaggi. L’idea era semplice: la compagnia di viaggi voleva giocare sul malumore delle persone, che per risollevarsi dalla tristezza, sarebbero state più propense ad una buona vacanza.
Ecco, non so voi, ma a me fa ancora più tristezza scoprire su quale base ci cela questa giornata. Ma non è finita qui, perché la ricorrenza del Blue Monday si sarà anche scatenata solo negli ultimi anni, ma il concetto esisteva già anni indietro. Nel 1983 il gruppo New Order, formato dai membri rimasti dei Joy Division, dopo la morte di Ian Curtis, ha inciso il singolo che riporta proprio questo titolo. Il testo della canzone non tratta della tristezza post vacanze o degli altri fattori presi in esame da Arnall, ma bensì spiega la delusione del gruppo che prova ogni volta che a fine concerto, il pubblico non chiede mai il bis.
Spero con questo di avervi risollevato il lunedì! Buon Blue Monday a tutti…

Elisa C.



Categorie:Curiosità, Donna

Tag:, , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: