Silvia Civano: il mio sogno era quello di diventare una scrittrice e l’ho realizzato

Sono Silvia: scrittrice, sognatrice ed eterna bambina. Vivo nella mia città natale: Genova. Il mio sogno fin da piccola era quello di diventare una scrittrice.

-Raccontaci un po’ di te, cosa fai nella vita oltre a scrivere?
Ciao a tutti. Per prima cosa grazie per lo spazio che mi dedicate. È un piacere essere qui con voi, anche se solo virtualmente. Per rispondere alla tua domanda, nella vita ho diverse passioni. E, sebbene possano sembrare diverse tra loro, in realtà si incrociano
alla perfezione. Adoro la fotografia e i viaggi; potrei perdermi a fotografare i dettagli lungo una via. Mi affascina molto l’architettura, quindi tendo a soffermarmi su ogni particolare quando visito una città. Un’altra mia grande passione è la lettura. Non riuscirei ad andare a dormire senza aver letto almeno un capitolo. I personaggi dei libri diventano reali nella mia mente, e mi sembra di poter viaggiare ovunque insieme a loro.

– Come è nata la tua passione per la scrittura?
Grazie alla lettura; come spesso succede, immagino. Quando ero alle elementari mi appassionavano i “Piccoli Brividi”, libri horror per ragazzi di R.L. Stine. È grazie a questo autore se ho iniziato a scrivere. Ispirata dai suoi romanzi, a nove anni scrissi la mia prima storia, un horror intitolato: “Spettri assassini”. L’ho ritrovato qualche mese fa ed è stato come trovare un gioiello prezioso per me.

– Quando hai deciso di condividere i tuoi romanzi con il
pubblico? Nel 2014 ho scritto il primo libro destinato alla pubblicazione. “Posso e la Fiamma nella foresta”; uscito nel 2016, quindi direi che è stato quello l’anno in cui ho iniziato il mio percorso da autrice.

– Come scegli i nomi dei tuoi personaggi?
Dipende. A volte in base al gusto personale. In altri casi c’è una ricerca ben precisa dietro. Ho scritto una saga fantasy per ragazzi i cui protagonisti sono piccoli esseri chiamati Posso. Ognuno di loro ha poteri diversi, a seconda dei luoghi della Terra in cui si sono evoluti. Vesevo, Posso di fuoco che è cresciuto nei pressi del Vesuvio, l’ho chiamato così in onore di Giacomo Leopardi. Poi c’è Voronya, Posso di acqua che si è risvegliata a grotta Krubera, l’abisso conosciuto più profondo del mondo. L’ho chiamata così perché in russo la grotta prende il nome di Voronya Cave. Questi sono solo due esempi. I protagonisti della saga sono molti, quindi non mi dilungo ulteriormente. Ma ogni nome è collegato o al luogo del risveglio, o a un aspetto che caratterizza il personaggio.

– L’autore/autrice che preferisci in assoluto?
Domanda difficile. Leggo generi troppo diversi per poter scegliere un unico autore. Per l’horror potrei dirti King, per il thriller psicologico Dorn, per il romance Sparks. Per il distopico e il fantasy è già più difficile rispondere perché sono davvero tanti gli autori che leggo, ma nessuno spicca in modo “prepotente” rispetto agli altri. Se parliamo di classici, invece, i nomi sarebbero troppi per sceglierne uno in particolare.

– Qual è il libro della tua infanzia, quello che porti nel cuore?
“Harry Potter”, senza dubbio. Saga che tutt’ora rileggo volentieri. La Rowling è riuscita a far volare la mia fantasia per anni. La storia che ha inventato non è mai sbiadita, è viva più che mai nella mia immaginazione e nel mio cuore.

– Progetti per il futuro?
Vi darò una notizia in anteprima. Non ho ancora rivelato questa novità perché pensavo fosse troppo presto per farlo, ma credo sia giunto il momento. La saga fantasy di cui vi ho accennato prima, quella pubblicata nel 2016, presto tornerà nelle mie mani. Purtroppo, la saga su Posso non era il libro giusto per l’editore che l’aveva pubblicata. Sicuramente devo ringraziarlo per aver dato il via al mio percorso, ma ho deciso di far tornare i Posso a casa. Quindi nel 2020 prevedo di pubblicare l’intera saga in self
(sono quattro libri in tutto). Rimetterò mano nella storia prima di pubblicarla, perché a distanza di anni sono tante le cose che voglio cambiare, quindi questo è uno dei progetti. Un altro in programma è quello di scrivere il primo libro di una trilogia distopica: una storia di fantascienza che progetto da anni. Infine, vorrei scrivere un altro romance contemporaneo, di cui ho già una traccia in mente.

– Splendida notizia Silvia, grazie di averci parlato in anteprima di
questo progetto. Hai un motto o una frase che ti rappresenta?
“Ricordiamoci di ricordare”, riferito ai sogni e alle ambizioni che abbiamo sempre avuto nella vita.

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Parliamo un po’ dei tuoi romanzi.
-Tre amiche a New York racconta di una grande amicizia tra 3
ragazze ti sei ispirata a qualcosa di reale?
Ho “prestato” ad Artemisia i miei studi e alcune esperienze lavorative post-laurea. L’amicizia tra Misa, Mara e Gaia è quella che abbiamo coltivato con gli anni io e le mie due più care amiche, quelle che definisco le mie “sorelle per scelta”. Quindi sì, mi sono ispirata a qualcosa di reale, anche se poi i personaggi hanno seguito il loro percorso, ben lontano da qui.

-Raccontaci un episodio carino o particolare, se c’è relativo al
tuo secondo scritto ‘Frozen in love’.
“Frozen in love” l’ho ideato quando ero al liceo. Avevo quattordici anni quando ho deciso di dare vita a Jasmine e Kevin. In quel periodo avevo un’amica, e il libro lo avevo scritto per rendere omaggio alla nostra amicizia. Ricordo che un giorno in cui ero presa dallo sconforto, lei mi disse: “Silvia, guarda il cielo, perché solo quello è più grande di te”. Una frase bellissima che ho custodito nel cuore. Quella stessa frase l’ho inserita nel libro “Frozen in love”. È presente nella lettera che Zafirah, la madre di Jasmine, le dà prima di morire. La mamma scrive queste parole: “Jasmine, guarda il cielo, perché solo quello è più grande di te. Insegui i tuoi sogni, bambina mia, e non arrenderti mai”.

-‘Oltre la tempesta’ è uscito il 21 novembre come lo ha accolto il
pubblico? Molto bene, direi oltre ogni aspettativa. Ho ricevuto tanti messaggi da ragazze incuriosite dal personaggio di Brandon. Alcune di loro hanno proprio analizzato il suo profilo; e questo mi ha reso felice. Per cercare di renderlo al meglio ho studiato diversi testi di psicologia, e vedere che alcune lettrici hanno colto la particolarità del personaggio mi ha fatto capire che lo studio che c’è dietro non è stato ignorato.

 

Grazie a Silvia per essere stata nostra ospite, sono certa che ci
ritroveremo presto per nuove magiche storie.

Emanuela

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