ARMA INFERO II – I cieli di Muareb di FABIO CARTA

Fabio Carta ci conduce di nuovo a Muareb con questo suo secondo capitolo di una saga fantascientifica decisamente degna di nota.

Sinossi: Lakon e Karan sono divisi. Karan, con l’amata Luthien, si trova a sud nell’esotica e rigogliosa Gargan mentre Il Mastro di Forgia prosegue la sua ricerca nelle remote lande boreali. Pur così lontani i nostri protagonisti vedranno intrecciarsi nuovamente le loro storie, sullo sfondo di una guerra civile dove la furia cieca dell’uomo scatena il potere di nuove e terribili armi. Contro questa barbarie la cavalleria coloniale è costretta ad evolversi, crescendo e diventando qualcosa di diverso e migliore. Tra intrighi e lotte interne, solo grazie a Lakon e alla sua arcana sapienza la Falange potrà trovare la forza di levarsi sopra le bassezze e i tradimenti del nemico. Su in alto, fino a solcare i cieli di Muareb.

Iniziamo questa seconda avventura seguendo il cammino del narratore Karan. Si è separato da Lakon, il “Mastro di Forgia”, per seguire l’amata Luthien nelle terre di Gargan. Già dalle poche parole riprese dalla sinossi capiamo subito molto di questo libro. Un vero e proprio tomo, in tutta la sua maestosità, ambientato in un mondo a metà tra il fantasy e il fantascientifico dove ogni particolare è curato con grande attenzione e passione. Si intuisce infatti da subito l’amore che l’autore ha riversato su questa sua creazione, dipinta nel dettaglio con pennellate meticolose che sanno creare una splendida visione d’insieme, come ogni fantasy che si rispetti. Il viaggio di Karan a Gargan è particolarmente affascinante: si percepisce un antico orgoglio nella fiera e a volte cocciuta appartenenza del narratore alla sua casta, un orgoglio che riesce a malapena a piegarsi di fronte all’amore che lo smuove da dentro. Fabio Carta sa far sentire al lettore queste pulsioni epiche, le sa fare vivere intensamente. Prendendo in mano questo libro ci si sente pervasi da un amore di altri tempi, sebbene per alcuni versi splendidamente attuale. Ci si sentirebbe persino capaci di cavalcare uno dei leggendari zodion e, così in sella, affrontare a testa alta qualsiasi sfida.

Veramente ottimo è il vocabolario e complimenti in particolare per i nomi dei personaggi (un ostacolo durissimo contro cui va a sbattere la maggior parte degli autori di fantasy). Ottime anche  le scelte lessicali. Sono più che azzeccate: creano egregiamente l’atmosfera epica che l’autore di sicuro ricercava. Unica piccola pecca l’utilizzo, secondo me un filo eccessivo, di alcune forme piuttosto arcaiche. Non è un controsenso: in generale lo stile mi è piaciuto moltissimo, solo potrebbe essere leggermente “alleggerito” in alcune parti per favorire la scorrevolezza.

Si tratta in ogni caso di una narrazione spettacolare, una stupenda cavalcata in un eccellente scenario fantasy. Il secondo capitolo della saga “Arma Infero” è super consigliato a tutti gli amanti del genere, a partire da chi si è emozionato nel leggere le peripezie di Eärendil e degli altri personaggi del Sirmarillon di Tolkien, fino a chi ama la fantascienza vera e propria.

Un libro vero, autentico, sentito. Pesante, in senso buono.

Complimenti a Fabio Carta e alla sua fervida e minuziosa fantasia.

Valutazione: 4/5

 

Dati

Genere: Fantasy

Edito: Inspired Digital Publishing

Pagine: 1800

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Categorie:Fantasy, Manga & Co

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