Le caste in India

Quando smembrarono Purusha, in quante parti lo divisero? Che cosa divenne la sua bocca? Che cosa le sue braccia? Come sono chiamate ora le cosce? E i suoi piedi? La sua bocca diventò il bramino (sacerdote), le sue braccia si trasformarono nel kshatriya (guerriero), le sue cosce nel vaishya (contadino);
dai piedi nacque lo shudra (servo).

Prima di soffermarci sulla storia delle caste e su come ancora oggi influenzi la vita di tutti i giorni in India, bisogna soffermarsi su Purusha, colui dal quale tutto nacque. Nella religione induista descritta dal Rgveda (una raccolta di inni religiosi), si parla di come Purusha venne diviso, dando origine a ogni cosa visibile e invisibile. Non viene quindi definito come un vero Dio, ma più come un principio cosmico, che ha sacrificato se stesso per creare tutto questo, è così vasto da coprire sia lo spazio sia il tempo. Tutto questo ci fa capire che in India, qualsiasi cosa è sottposta alla gerarchia delle caste, persino le cose. Ognuno ha un suo posto deciso ancora prima della nascita e non può, o almeno non dovrebbe, uscire da quello status.

Ma vediamo nello specifico cos’è una casta per capire meglio come le condizioni dell’India, non siano poi, così lontane da alcuni concetti che accompagnano anche la nostra quotidianità.

Casta: [cà·sta]
Gruppo sociale chiuso, che si forma e si perpetua in genti e paesi di particolare cultura (per es. le caste in cui sono divisi gli Indù).
estens. Classe di persone che si considera, per nascita o per condizione, separata dagli altri, e gode o si attribuisce speciali diritti o privilegi.
Dal port. casta ‘(razza) pura, non mescolata’ sec. XVI.

Come avrete capito, In India, il tempo è come se si fosse fermato a milleni indietro nonostante la gerarchia delle caste sia stata abolita dal 1950. Il sistema delle caste influenza in gran parte la suddivisione dei lavori, gli euquilibri di potere, e si basa su fondamenti religiosi così antichi e radicati da diventare intoccabile. Né i millenni di storia o il grande movimento di Gandhi, sono riusciti a eliminare questa scala di potere che è alla base della loro cultura.

Con quale criterio sono suddivise le varie caste? Secondo alcui studi, ogni categoria sarebbe divisa in base al colore della pelle degli antichi popoli della valle dell’Indo: gli indigeni presenti nel posto avevano la pelle scura, mentre gli indoeuropei, invasori e padroni del luogo, avevano la carnagione chiara. L’appartenenza ad una specifica casta dipende quindi dall’eredità che viene lasciata ad ogni singolo essere umano, o sarebbe meglio dire dal sangue. È infatti comune dire che, gli appartenenti alle caste superiori abbiano un sangue migliore, più puri rispetto alle classi sottostanti. Lo scopo della suddivisione è quello di mantenere separate le varie etnie, infatti solo recentementesono sono stati approvati i matrimoni tra caste differenti.

Sul gradino più alto della piramide, troviamo i sacerdoti del popolo (Bramino). Essendo nati dalla bocca di Purusha, hanno il compito di tramandare alle generazioni future le sacre scritture. Il loro colore è il bianco e si presentano in pubblico solo a torso nudo (la nudità rappresenta il legame con la natura).
Nel gradino sotto si trovano i guerrieri e i nobili (Kshatriya), o meglio le figure predominanti del governo del paese. Il loro colore è il rosso.
Seguono i contadini, i mercanti e gli artigiani (Vaishya), che attraverso il loro lavoro sostengono e nutrono le due classi superiori. Il loro colore è il giallo.
Nell’ultimo gradino troviamo i servitori (Shudra), incaricati di svolgere le mansioni umili, quelle che le altre classi non svolgerebbero mai. Il loro colore è il nero e rappresentano il numero maggiore della popolazione.
Al di fuori delle caste però, troviamo gli intoccabili, ovvero i fuori casta, ritenuti impuri, non sono associati a nessun colore. Tra loro e le diverse caste è vietato qualsiasi contatto, per evitare contaminazioni, sono infatti costretti a vivere al di fuori dei centri abitati. Fanno quindi parte di questa casta gli uomini decaduti dalle caste più alte, gli omosessesuali, i malati mentali, ovvero tutti coloro che possono rendere meno “degna e pura” una casta. A loro spettano i compiti più degradanti, come la pulizia delle latrine.

All’ultimo gradino, insieme agli Shudra, troviamo anche la donna che deve essere completamente sottomessa al volere dell’uomo, tanto che il suo omicidio non avrebbe grande peso sulla società. Con la nascita della costituzione però, anche la figura femminile è riuscita ad ottenere dei diritti. Ovvero la possibilità di divorziare, il voto e l’uguaglianza nella linea ereditaria dei fratelli dell’altro sesso. Nonostante tutto questo, sono poche le donne che riescono a far prevalere i propri diritti, si tratta infatti di alcune eccezzioni presenti nelle caste superiori.
Forse ci si dovrebbe soffermare meno su queste gerarchie vecchie millenni e, pensare di andare oltre magari partendo proprio dal basso. A farci ben sperare è Ramji Ambedkar, un intoccabile. Uno dei primi fuori casta ad avere ottenuto un educazione scolastica, anche se all’estero. Che sia riuscito a dare il via a questo cambiamento tanto atteso?

XOXO
ELISA C.

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