Elisa Gioia, l’ispirazione è ovunque

Il detto dice che in amore vince chi fugge.
No.
In amore vince chi resta, chi ritorna.
Chi rimane nonostante i litigi, le incomprensioni, le paure, le parole urlate in faccia.
Chi ci prova, nonostante sappia quanto possa far anche male.
In amore chi fugge non vince, ma perde.
Il mio lieto fine… sei tu

Il bello di Life, è che ti permette di conoscere meglio chi sei abituato a guardare da lontano. Oggi, per la sezione interviste, ho il piacere di parlarvi di Elisa Gioia, autrice self publishing di amazon. La Gioia, è amata dai suoi lettori per il suo straordinario modo di scrivere. Ha il potere di mettere ogni persona che si ritrova a leggere le sue opere, nei vestiti dei suoi personaggi.

La tua passione per la scrittura quando nasce e, cosa ti fornisce la giusta ispirazione per i tuoi romanzi?

Fin da piccola avevamo la casa piena di libri: Bianca Pitzorno, Roald Dahl. Avevo da sempre questo sogno nel cassetto di scrivere un giorno un libro, poi complice una polmonite e del riposo forzato, ho rispolverato questo sogno. Così è nata la storia di Gioia e Kelly (So che ci sei e Il mio lieto fine sei tu). Inoltre ho sempre avuto la passione per la scrittura: fin dalle superiori collaboravo con il giornale locale e dopo il diploma ho frequentato un corso biennale di giornalismo.
L’ispirazione è ovunque: una foto su Instagram, una canzone, la scena di un film.

Nei tuoi libri la linea tra realtà e immaginazione è estremamente sottile per il lettore; come riesci a rendere i sentimenti dei personaggi così vivi?

Grazie per il bellissimo complimento. Fatico ancora a credere che i lettori si identifichino così tanto con le mie storie, è qualcosa di magico. Forse perché tratto situazioni e sentimenti che ho provato in prima persona o che tutti noi possiamo vivere là fuori.

Il tuo profilo Instagram vanta meravigliose foto; ci parleresti di questa tua grande passione che è la fotografia? Daresti un consiglio ai meno esperti, per immortalare il momento perfetto?

La fotografia è un’altra mia grande passione ereditata da mio papà. Ho sempre avuto fra le mani una macchina fotografica. Credo che l’occhio fotografico ci sia o non ci sia, sia innato. Consiglio comunque di fare un corso base che aiuta sempre.

Quanto tempo impieghi a scrivere un romanzo? E hai un’idea definita in testa dall’inizio, o scrivi di getto lasciando libero arbitrio alla storia?

Solitamente per ogni romanzo mi ritaglio sei mesi tra scrittura ed editing. Ho una scaletta ben definita, un inizio e una fine già in testa. Poi però i personaggi prendono il sopravvento e percorrono strade non previste.

Hai collaborato alla stesura di un libro con Clio Zammatteo; come nasce questa collaborazione? Ci racconteresti qualcosa di più su questo romanzo?

Quando mi hanno telefonato per dirmi che Clio voleva lavorare a un libro con me sono scoppiata a piangere; non me l’aspettavo. Io la seguivo da tempo perché è bellunese come me. Anche lei mi seguiva a sua volta su Instagram solo che io non me ne ero accorta. Lavorare a quattro mani è un’esperienza che mi ha insegnato tanto, così come il lavoro di editing con Rizzoli. Clio poi è una donna alla mano, umile e gentile. Lo rifarei di nuovo.

Ci saranno novità e progetti ad attenderci nel 2020? Se sì, quali?

Dopo un 2019 senza pubblicazioni, a fine gennaio So che ci sei e Il mio lieto fine sei tu ritorneranno disponibili su Amazon con una nuova veste grafica. Invece spero nei primi mesi dell’anno di pubblicare Capital S, il mio nuovo romanzo ambientato nel mondo dell’editoria newyorchese.

Ringrazio di cuore Elisa Gioia per avermi concesso l’intervista.

XOXO

ELISA C.



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