“Chiara vai a zappare!”: gli influencer sono davvero i più ricchi del mondo?

Attualmente sul nostro pianeta ci sono 26 persone che possiedono la ricchezza di 3,8 miliardi di individui, i dati delle ultime ricerche mostrano chiaramente come molto denaro si stia concentrando nella mani di sempre meno persone.

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Il più ricco del mondo? Stando  alle ultime classifiche è “Il signor Amazon” Jeff Bezos con un patrimonio di 131 miliardi di dollari.

In Italia, secondo il Sole 24 Ore, il 20% più ricco tra gli italiani possiede il 72% della ricchezza nazionale. Le famiglie Ferrero e Del Vecchio (Luxottica) sono le più facoltose del paese. Tra i più ricchi troviamo gli imprenditori del fashion (Armani, Prada) e l’inossidabile Silvio Berlusconi.

I tanto chiacchierati influencer, come Chiara Ferragni, in realtà, rispetto ai super miliardari hanno un utile netto più “modesto” che nel caso della stessa Chiara non arriva al milione di euro.

Diversa  la situazione delle star di Instagram americane, come Kylie Jenner e Ariana Grande che guadagnano intorno al milione di dollari per post (la Ferragni ne prende “solo” massimo 58 mila).

E i calciatori? I più ricchi sono indubbiamente quelli militanti nella Liga spagnola, in testa Lionel Messi con  126 milioni di entrate, mentre  il “povero” Cristiano Ronaldo si ferma “solo” a 94 milioni (che però compensa ampiamente tra Instagram e sponsor vari).

La concentrazione di molte ricchezze in poche mani tuttavia ha un prezzo da pagare, come sempre nella storia.

soldato

Attualmente questo prezzo viene pagato principalmente dalle nazioni africane, ricchissime di risorse naturali e sfruttate dalle grandi potenze straniere. Recentemente la Corea del Sud si è accaparrata il 40% della superficie del Madagascar, con un contratto di “affitto” per 99 anni di 1.300.000 ettari coltivabili. Mettendo di fatto in pratica una forma di nuovo colonialismo di tipo economico.

Colonizzare significa letteralmente “eliminare una società a beneficio di un’altra”, le potenze economiche mondiali, finanziando guerre e imprese nei paesi più poveri si garantiscono benessere e ricchezze che poi inevitabilmente si concentrano nella mani di pochi.

Per quanto ancora sarà sostenibile questo “modello” di sviluppo non ci è dato saperlo, i cambiamenti climatici e i disastri naturali, per il momento, non bastano a fermare gli interessi economici.

Quello che trovo sconcertante è come le persone siano distratte dai problemi reali, troppo impegnate a mettere alla gogna social gli influencer (che loro stessi seguono e quindi finanziano) esortandoli ad “andare a lavorare”. Guardano con invidia le vite di queste persone e covano rancori e senso d’ingiustizia. Rimanendo però sordi e ciechi di fronte alle vere ingiustizie sociali.

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