Fragolino, il vino di contrabbando

L’Italia è il Paese con la maggiore diversità vinicola al mondo, contando più di 300 diverse specie di uva. Questa meraviglia è dovuta non solo ad un paesaggio particolarmente fertile e variegato, ma anche alla capacità e all’ingegno dell’essere umano che, da tempi immemori, ha saputo coltivare la vite e produrre vino. Basti pensare che le prime coltivazioni di vite e produzione vinicola risalgono già agli Etruschi. Furono poi i nostri antenati dell’antica Roma a diffondere la viticultura ed il consumo del vino non solo in tutta Italia ma in ogni luogo da loro conquistato.

A qualcuno allora sembrerà strano scoprire che esiste un vino venduto in tutti i supermercati, conosciuto ed amato da molti ma che non è ciò che sembra.

Se vi soffermate a leggere le varie etichette vi accorgerete che il Fragolino che troviamo in commercio nei vari punti vendita altro non è che una bevanda a base di vino comune con aggiunta di aromi al gusto di fragola. Ebbene sì, il Fragolino, quello vero ottenuto dalla spremitura dell’uva fragola, non può essere venduto in Italia a causa di una legge che risale al 1931.

La Vitis labrusca Isabella, più comunemente nota con il nome uva fragola, è originaria dell’est degli Stati Uniti, ed è stata introdotta in Europa nella prima metà dell’800. Tuttavia all’inizio del ‘900 la vite autoctona (Vitis vinifera) venne aggredita da un parassita molto nocivo, la Fillossera, che ne minacciò la distruzione. Per salvare i nostri vigneti venne deciso non solo di importare vitigni americani resistenti al parassita che furono ibridati ai vitigni nostrani, ma anche di innestare i nostri filari su “piede” americano.

La Vitis lambrusca è per l’appunto un tipo d’uva molto resistente alle malattie, tuttavia ciò che ne deriva è considerato un vino poco pregiato. Per questo motivo in epoca Fascista, per la paura di perdere la qualità dei nostri vini e veder perire la vite europea a vantaggio di quella americana, la Legge 23 marzo 1931 nr. 376 vietava la coltivazione dei vitigni ibridi, norma poi estesa con una nuova legge del 1936 (la Legge 2 aprile 1936 nr. 729) anche alla coltivazione del vitigno Isabella. In tempi più recenti anche il legislatore europeo è intervenuto in materia, con due Regolamenti CE emanati nel 1987 e nel 1999 che ne vietano la commercializzazione, oggi permessa solo nel Burgerland, in Austria, per motivi storico culturali.

Oggi, nel Bel Paese, è consentita la coltivazione dell’uva fragola solo per consumo familiare dei viticoltori, ma nulla vieta ai produttori locali di “regalare” qualche bottiglia anche al di fuori della famiglia.

Ma se la vendita del Fragolino è vietata, potrete legittimamente chiedervi dove trovare tale vino: ad oggi, le località migliori per trovare un autentico fragolino, sia rosso che nella versione bianca, derivante dall’uva Noah o dall’uva fragola bianca, sono nella zona del Friuli o nel Veneto, in particolare nei colli trevisani. Ma come una vera e propria caccia al tesoro, lo troverete solo cercando: se avrete la fortuna di imbattervi nella cantina giusta, posso assicurarvi che la ricerca ne sarà valsa la pena!

E se per queste festività natalizie vi eravate fatti l’idea di deliziare amici e parenti con una bella bottiglia di fragolino, leggete bene l’etichetta! Quasi sicuramente non è ciò che sembra!



Categorie:Curiosità, Festività, FoodandWine, In cantina

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