Sono i personaggi a prendere vita, li devo solo assecondare.

In occasione di una presentazione che feci a Garbagnate Milanese alcuni anni fa, la carissima libraria Valeria della libreria Ghirigoro mi disse che alcuni giorni prima aveva ospitato un’autrice che in base ai miei gusti mi sarebbe piaciuta e mentre parlava descrivendomi la scrittrice i suoi occhi brillavano. Li ricordo ancora.

L’autrice in questione è Cristina Caboni. Di lei ho letto tre romanzi: “Il sentiero dei profumi”, “La rilegatrice di storie perdute” e “La stanza della tessitrice”. Questi romanzi raccontano storie affascinanti che hanno come protagoniste delle donne forti e ben delineate e sanno tenere incollato il lettore alle pagine come un fiume in piena che ti travolge trascinandoti nei luoghi che Cristina ha creato per noi.

Solo ieri, per la prima volta, ho avuto il piacere di parlare telefonicamente con Cristina, e appunto solo ieri, ho capito l’entusiasmo della libraia di Garbagnate. Cristina rispecchia esattamente il suo stile narrativo delicato e poetico, ma al tempo stesso incisivo all’occorrenza in quanto ha una personalità piuttosto carismatica. Una donna colta e saggia che sa metterti a proprio agio proprio come se fosse un’amica.

Abbiamo iniziato a parlare da subito senza dover rompere il famoso ghiaccio, perché con Cristina è tutto semplice e spontaneo, se poi mettete due lettrici a confrontarsi sulle letture è finita! Eh sì, proprio così, ho scoperto che l’autrice è anche una lettrice forte in quanto divora tre o anche quattro libri alla settimana. ‘Lo faccio per distrarmi, per imparare sempre cose nuove e per piacere’, mi confessa ed io non posso che essere d’accordo con lei.

Com’è iniziata la tua carriera di scrittrice? Qual è stato il tuo percorso? Le chiedo spinta da tanta curiosità, e se pensate che abbia improvvisato la sua carriera siete completamente fuori strada. Cristina si diplomò al liceo classico e successivamente frequentò una scuola di scrittura per poi passare ai primi incarichi di lavoro presso alcune riviste che inserivano i suoi racconti all’interno. Con gli anni iniziarono a chiederle alcune storie più lunghe in modo da creare dei libricini da allegare al giornale. Arrivò il momento in cui scrisse il primo vero manoscritto, trovò un agente letterario che lo presentò alle case editrici e queste furono conquistate dalla storia raccontata da Cristina, tanto che l’inedito andò all’asta di Francoforte. Il romanzo di cui stiamo parlando è “Il sentiero dei profumi” edito da Garzanti e tradotto in 27 paesi (giusto?)

Quando leggo un tuo romanzo, oltre ad amare le bellissime trame, apprezzo infinitamente il tuo stile narrativo. La tua penna è elegante, poetica, ricercata, ma al tempo stesso fluida, come fai? Misuri ogni parola o ti lasci trasportare da ciò che hai dentro? Qui la Caboni si lascia sfuggire una piccola risata e mi risponde decisa che assolutamente si lascia trasportare dalla storia e che non potrebbe mai fare diversamente perché sono i personaggi a prendere vita e lei li deve assecondare.

Sui social, quando compaiono delle immagini con te, spesso ti ritraggono con un’arnia o vicino a dei fiori e allora mi chiedo, quanto il tuo lavoro, la tua vita privata, influiscano poi sui tuoi romanzi. Cristina mi spiega che racconta ciò che le piace e quello che l’affascina e che quindi è facile ritrovare tra le pagine dei suoi libri quell’ aspetto dell’autrice che fa parte della propria vita.A questo punto la interrompo facendole i complimenti per come sia riuscita, con semplici parole, a raccontare e a cogliere l’essenza dei profumi, come ad esempio il profumo del sole. Voi come lo descrivereste? Scommetto che avreste un po’ di difficoltà, Cristina per niente e credo che questo sia un vero dono e la domanda sorge spontanea: hai mai pensato di diventare un naso oppure lavorare di con l’aromaterapia? “No.” Dice sorridendo. “Come non ho mai pensato di diventare una tessitrice o una rilegatrice.”Aggiunge riferendosi agli altri romanzi.

La vita di uno scrittore si divide tra il trascorrere ore ed ore in solitudine a stendere il manoscritto, e tra il promuovere e raccontare il lavoro di tanti mesi ai lettori durante degli eventi. Quale stile di vita senti che ti appartiene di più? Le chiedo cercando d’intuire già la risposta. L’autrice di getto risponde che la scrittura le permette di fare un percorso ricco di scoperte e di emozionanti sensazioni che riescono a coinvolgerla profondamente. Per spiegarmi meglio utilizza una parola che mi resta dentro: ‘Raccoglimento’. Questa definizione mi permette immediatamente di visualizzarla mentre si appresta a realizzare delle opere piene di consapevolezza. Della parte promozionale, invece, apprezza più il contatto con il lettore che il contesto in cui avviene. “Do tutto. Mi apro completamente, è un’apertura così intensa da assorbire ogni forza.” Confessa ed io posso capirla bene.

Hai un aneddoto divertente o curioso da raccontare avvenuto durante una presentazione? Le domando, e Cristina mi racconta che in un paio di occasioni era accaduto che i lettori partecipassero attivamente all’incontro leggendo parti del romanzo particolarmente apprezzate e che avessero scelto proprio il finale del romanzo, anticipando quello che un lettore non vorrebbe mai sapere fino all’ultima pagina.

Alcune lettrici che mi seguono su Instagram, sapendo dell’intervista, hanno lasciato qualche domanda flash.

francychiccafra chiede:

Cosa provi quando finisci di scrivere un romanzo? “Di solito piango anche perché è facile che la conclusione del romanzo sia commuovente.”

Ti fa i complimenti per le copertine. Le scegli tu? “Le scegliamo insieme allo staff di Garzanti.”

Quale libro ti rispecchia di più? “Un po’ tutti in alcune parti, magari solo in alcuni dettagli, ma non ce n’è nemmeno uno che sia totalmente il riflesso di quella che sono io, forse chissà, sarà l’ultimo libro che scriverò?”

Crika84 chiede se c’è una canzone che ha ispirato qualche scena dei tuoi romanzi. Quale? “Quando scrivo la musica mi accompagna sempre. Nell’ultimo romanzo ad esempio ho sfruttato alcune colonne sonore de “Il trono di spade” in particolare le musiche irlandesi ballate nella loro nazione. Oppure in alcune parti anni 50’ mi sono ispirata a Elvis, i The Platters ed altri.

Ztitti72 vorrebbe sapere se stai scrivendo un nuovo romanzo. Sì, e sarà pronto per il prossimo autunno.

Per me poterle fare questa intervista telefonica è stato un graditissimo regalo. Oltre ad apprezzare Cristina per le sue doti letterarie, ora posso dire di aver conosciuto una donna estremamente gentile, sensibile e disponibile che ha saputo trasmettermi tanta serenità con il suo pacato modo esporsi. Grazie ancora!

Cari lettori, aspetto tutti i vostri commenti!

A presto,
Federica Di Iesu



Categorie:Autori, interviste

1 reply

  1. Oddio😍 onorata di aver contribuito, anche se con una domanda sola, a conoscere di più la cara Cristina. E da come si evince dai suoi romanzi, è veramente un’anima pura e geniale. Grazieeeee Fede, intervista bellissima.

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