Intervista a Daisy Johnson, giovane promessa della letteratura inglese.

Roma, “Più libri più liberi 2019”, nella nuvola di Fuksas, dopo aver seguito con  interesse la presentazione di “Nel profondo” introdotta da Andrea Marconero, per Fazi editore. Mi appresto ad intervistare questa giovanissima e promettente autrice, che a soli 27 anni è stata la più giovane finalista del prestigioso “Man booker prize”.

 

Buonasera Daisy, grazie per averci concesso questa intervista. Come stai?

Molto bene grazie, adoro l’Italia e adoro la pasta! Che non è paragonabile a quella che abbiamo in Inghilterra.

Per prima cosa volevo farti i complimenti per aver scritto, così giovane, un libro di questa caratura. Io quando avevo la tua età ho scritto una sorta di sciocco chick-lit!

Ride (ndr). Beh comunque sia i chick-lit sono divertenti! (Già mi era simpatica, ora l’adoro ndr)

Parliamo del tuo libro: all’inizio del racconto sostieni che i luoghi in cui siamo cresciuti ci influenzano per tutta la vita. Anche per te è stato così?

Assolutamente! Sono cresciuta in campagna in una zona rurale, selvaggia e paludosa vicino a Cambridge, abbiamo fatto parecchi traslochi in quei pressi. E tutte le volte che in macchina passavamo tra quelle lande un po’ desolate osservavo il paesaggio e sognavo.

Perché hai scelto proprio di parlare del mito di Edipo?

La mitologia greca è sempre stata la mia passione. Ho fatto studi classici e Edipo è un mito particolarmente affascinante. È come se in un certo senso mi avesse “chiamata”.

Ad un certo punto del libro, il personaggio di Sara menziona il “canto del cigno”, tu hai mai pensato al tuo? Magari sotto forma di un ultimo libro che vorresti scrivere?

Oddio no! (Ride ndr), voglio diventare una vecchia signora che continua a scrivere libri senza mai arrendersi e morire scrivendo!

Leggi qualche autore Italiano?

Ho letto Italo Calvino a scuola, ma non ne conosco altri. Tu hai qualche autore da consigliarmi?

E così, suscitando anche l’entusiasta reazione dell’interprete presente nel salottino.  Le consiglio Antonio Scurati.

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