Nel profondo Daisy Jonhson

Sinossi: Gretel lavora come lessicografa: aggiorna le voci del dizionario, ragionando quotidianamente sul linguaggio, attività che ben si addice alla sua natura riflessiva e solitaria. Ha imparato che non sempre esistono vocaboli precisi per indicare ogni cosa, almeno non nel linguaggio di tutti; ma quando era piccola, e viveva su una chiatta lungo il fiume, lei e sua madre parlavano una lingua soltanto loro, fatta di parole ed espressioni inventate, e allora anche i concetti più astratti trovavano il proprio termine di riferimento, come il Bonak, definizione di tutto quello che più ci fa paura. Adesso sono passati sedici anni, esattamente la metà della vita di Gretel, da quando sua madre l’ha abbandonata, e le parole di quel codice stanno lentamente scolorendo, perdendosi nei fondali della memoria. Ma una telefonata inattesa arriverà a riportarle a galla, insieme ai ricordi di quegli anni selvaggi passati sul canale, dello strano ragazzo che trascorse un mese con loro durante quel fatidico ultimo anno, di quella figura materna adorata e terribile con la quale è arrivato il momento di fare i conti.

“I luoghi dove siamo cresciuti ci segnano, soprattutto se siamo cresciuti vicino all’acqua.”

Specialmente se questi luoghi sono popolati dai “Bonak”, che l’autrice ci descrive come i terrori, ciò di cuiabbiamo più paura, gli incubi che la mente proietta fino a farli diventare quasi tangibili. Confondendo la fantasia con la realtà.
Ed è proprio quello che fa Daisy Jonhson, con estrema maestria, sconcerta il lettore trascinandolo in un incubo edipico che ha tutte le caratteristiche di quella che potrebbe essere una tragedia greca. Con un fondo di crudo realismo.
La protagonista Gretel (nome piuttosto evocativo), per tutto il romanzo cerca la madre che l’ha abbandonata sedici anni prima. Durante la ricerca apparirà l’emblematico personaggio di Margot-Marcos, un’orfana su cui è stata pronunciata una terribile profezia. Lo sfondo è un selvaggio ambiente fluviale e primordiale di una società ai margini, volontariamente reclusa e dimenticata.
Proprio come Edipo, Gretel manifesta il desiderio di congiungersi con la madre, cercando il modo di tornare alle radici per liberarsi del passato.
Un libro impegnativo ma tuttavia piacevole, dato l’innegabile talento della giovanissima autrice, di cui in futuro sentiremo molto parlarle.

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Dati:

Genere: Narrativa

Edito: Fazi

Pagine: 274

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Categorie:Libri, Narrativa

1 reply

  1. Bellissima recensione

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