ANTEPRIMA – IL PRIORATO DELL’ALBERO DELLE ARANCE – S. SHANNON

Uno dei libri più discussi dell’anno, un tuffo nel Epic Fantasy classico che strizza l’occhio alla modernità, riuscirà l’opera magna della Shannon a rapirvi?

SINOSSI: La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

Protagoniste principali del libro sono giovani donne forti e determinate, con un destino già segnato ed una missione da compiere.

Creature fantastiche popolano queste terre, le più affascinanti sono sicuramente i Draghi, quelli di fuoco dell’ovest come il Senza Nome sono la rappresentazione del Male, quelli di acqua e stelle – i Draghi dell’Est sono venerati in Oriente come divinità, considerati alla stregua dei wrym in Occidente.

Escludendo le prime 200 pagine ed un altro piccolo momento di arresto, la storia scorre fluida in maniera incalzante, il worldbuilding e il sistema magico si compongono lentamente pezzo per pezzo, sono davvero ben strutturate e molto credibili, persino le varie religioni e credenze lo sono, sono sottilmente tutte collegate fra di loro partendo da un evento di genesi comune analizzato in maniera del tutto differente.

Il mio personaggio preferito è senza dubbio Ead, forte, determinata, impavida con doti strabilianti, ma anche fragile e dall’animo delicato, come tutti i personaggi avrà un’evoluzione lenta ma costante.

Il personaggio che speravo fosse più approfondito è quello di Tanè, la nostra ragazza col mare nel cuore era un personaggio che prometteva tantissimo, ma alla fine mi è sembrata utilizzata solo come personaggio creato per collegare le varie storyline e usata un po’ come tappabuchi, meritava probabilmente più spazio.

Il Priorato dell’Albero delle Arance è senza dubbio un libro che può spaventare con la sua mole di ben 816 pagine, ma vorrei mostrarvi i motivi per cui vale la pena affrontare questa magica avventura.

Il mondo è costellato dal dualismo, che sia quello classico fra Bene e Male o più ampiamente fra fuoco ed acqua, siden e sterren e in questo dualismo è importante mantenere l’equilibrio, entrambi sono necessari e devono coesistere.

Si respira l’aria di un mondo realistico, nonostante la presenza di creature, magia ed elementi mistici, tutto è verosimile e assolutamente credibile.

La presenza della componente LGBTQ, non risulta per nulla forzata anzi è la principale storia d’amore nel libro, un amore travagliato e combattuto che cresce pian piano fino ad esplodere, una storia che mi ha emozionata profondamente.

La presenza di un’eroina che non è perfetta, che non sempre fa la scelta giusta, anzi molto spesso fa scelte dettate da puro egoismo, che non crede di essere imbattibile e quindi si circonda di amici che la aiutino nonostante le sue grandissime doti ed intelligenza fallisce, un’eroina umana alla quale possiamo sentirci affini.

La presenza di molteplici messaggi che non sono mai buttati in faccia al lettore come se fossero lezioni di vita, ma messaggi che trapelano dalla storia stessa e dalle scelte dei nostri protagonisti, quasi fossero una conseguenza naturale degli eventi.

La traduzione di Benedetta Gallo è davvero ben riuscita, si appoggia magnificamente sulla scrittura della Shannon – e non è mai scontato avere a disposizione una traduzione così buona!

Il Priorato dell’Albero delle Arance non è da definire “rivoluzionario” per il contenuto in quanto tale, ma per la modernità che riesce a conferire ad aspetti stereotipati del fantasy classico, che non sono usati in maniera meccanica ed obbligata, ma fresca e nuova.

Punti che non mi hanno convinta del tutto sono la costruzione  e la credibilità del Nemico, il Senza Nome, che per il mio gusto personale mi ha un po’ delusa –  da amante dell’Evil side e  il finto  potere femminile nel regno di Inys dove, nonostante sia un Reginato, le regine detengono solo il potere apparente, la maggior parte delle scelte e delle decisioni è studiato a tavolino da “uomini di burocrazia” che virano il volere delle regine su quelle che sono invece le loro volontà, intrighi e tradimenti sono all’ordine del giorno e questo aspetto rende il tutto meno utopistico.

Questa edizione è spettacolare anche da un punto di vista estetico, come ormai ci hanno ben abituati in casa Mondadori, ho amato questa storia profondamente spero possa regalare gioia anche a voi.

 

“Colui che reca le catene è mille volte più potente di colui che le impone … Le catene sono simbolo di codardia.”

 

Dati

Genere: Fantasy

Edito: Mondadori (26 novembre 2019)

Lunghezza: 816 pagine

POV terza persona, vari pov

Per acquistarlo



Categorie:Fantasy, Manga & Co, Libri

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