Normal: “da quando ho iniziato a comporre ho cercato di trovare la mia identità artistica

Per Life Factory Magazine è un piacere averti tra le nostre pagine raccontaci un po’ di te e di come nasce la tua passione per la musica?
“Vi ringrazio molto, è un grande piacere anche per me. Credo che la mia passione per la musica sia nata insieme a me, tramandata dalla mamma. Fin da piccola cantavo in ogni momento e, crescendo, la cosa non è cambiata. Ho iniziato a 10 anni a studiare chitarra per poter accompagnarmi e per scrivere le mie prime canzoni e a 13 anni mi sono iscritta all’Accademia Superiore di Canto di Verona. Ho studiato canto per molti anni e parallelamente ho conseguito la laurea in Neuroscienze e Riabilitazione Neuropsicologica che io chiamo “il mio piano B”. Nonostante la neuropsicologia mi affascini molto infatti, sento che non mi soddisfa appieno perché la mia passione per la musica è più forte e non posso far altro che seguirla al cento per cento.”

Nel comunicato si legge :”da sempre alla ricerca della propria personale espressione musicale”. Ti va di spiegarci?
“Fin da quando ho iniziato a comporre ho cercato di trovare la mia identità artistica. All’inizio mi accorgevo di emulare le cantanti che mi piacevano di più e trovare la mia strada è stato un processo lungo e difficile. Fondamentale è stato rendermi conto che ciò che mi piaceva ascoltare, spesso non era ciò che mi rappresentava al meglio perché la mia storia e le mie emozioni erano diverse da quelle di quegli artisti. Capire chi si è non è facile. Crescendo però, la consapevolezza di sé stessi, dei propri limiti e della propria sensibilità aumenta e questo mi ha permesso ad oggi di creare canzoni come “Helium” che mi rispecchiano totalmente sia come persona sia come artista.”

Che sound possiamo trovarci in Normal?
“Credo che il mio sound sia molto internazionale e ha la particolarità di essere ricco di armonizzazioni vocali realizzate con la mia voce sovraincisa, che non solo valorizzano il brano, ma acquistano importanza tanto quanto la melodia principale. Mi piace anche molto sperimentare con la voce e sono sempre alla ricerca di nuove sonorità.”

Come nasce Helium?
“Ho scritto Helium per esprimere la mia voglia di emergere e spiccare il volo: è un auto incitamento a non mollare, ad inseguire i propri sogni ed è la promessa che ho fatto a me stessa di farcela. Nasce dal disagio e dall’insoddisfazione che si prova quando ci si sente ingabbiati nella propria routine, nella propria casa e nella propria città e dal bisogno di essere liberi e felici. Credo che molte persone sperimentino nella propria vita i miei stessi sentimenti e spero di riuscire, nel mio piccolo, a far arrivare a queste persone tutta la carica e la determinazione che ho cercato di mettere in “Helium”.”

Chi o cosa ispira la tua musica?
“Ciò che mi ispira e mi spinge a creare la mia musica è di solito un sentimento forte che mi guida attraverso il processo compositivo che, come una sorta di “molla”, fa scattare in me la giusta predisposizione mentale. Il sentimento può essere di qualunque tipo e questa “molla” può essere una canzone, un evento o un’emozione che si crea proprio perché mi piace la melodia che sto creando. Comporre per me è un processo di ricerca, fatto di tentativi e che non ha regole fisse. Una delle artiste invece che mi ispirano maggiormente a livello compositivo è Sia.”

Quanti e quali sacrifici per amore della musica?
“I sacrifici che ci si trova a fare per la musica, come in in ogni amore, sono tantissimi. Lo studio, l’impegno, il tempo dedicato, le somme di denaro, le delusioni e le illusioni… Ma il potere della musica è che quando vedi realizzato qualcosa che ti appartiene, che è una parte di te, come una canzone, i sacrifici si ripagano da soli, e ne faresti altri mille. Sulla bilancia i sacrifici sono tantissimi e pesanti, sia materialmente, sia psicologicamente, ma ne valgono sempre la pena e sono superati dalle soddisfazioni.”

Quali i tuoi progetti futuri?
“Tra i miei progetti, a cui sto lavorando molto in questo periodo, c’è quello di finire di creare il mio spettacolo live. E’ un progetto abbastanza ambizioso e impegnativo, ma siamo quasi pronti. Senz’altro poi c’è anche la pubblicazione di altri singoli, sia in lingua inglese che in italiano, che verranno raccolti in un EP.

Prima di salutarci e ringraziati per la tua presenza qui su Life factory magazine vuoi aggiungere qualcosa?
Vorrei ringraziarvi e dire ai giovani musicisti di non arrendersi mai, ma di seguire le proprie passioni con costanza, umiltà e dedizione, studiando e arricchendosi il più possibile.”

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