Dalla parte delle bambine

Da bambina andavo sempre in biblioteca e uno dei miei libri favoriti s’intitolava: “Rosa confetto”, faceva parte di una collana assolutamente geniale, dedicata alle “figlie del femminismo”. Ovvero le bambine nate come me negli anni ottanta, che in teoria avrebbero dovuto godere dei traguardi ottenuti dalle loro madri, nella lotta per la parità dei sessi.

Adoravo Rosa confetto perché sono sempre stata un’outsider e un’anticonformista, Pasqualina, l’elefantina in questione si rifiutava infatti di mangiare rose e peonie che avrebbero reso la sua pelle rosa e i suoi occhi lucidi come quelli delle altre elefantine. A lei quella dieta così rigorosa non piaceva, e soprattutto non era interessata a essere uguale alle altre o ad agire in un certo modo per piacere ai maschi. Quindi si ribellò, si mise a correre e a rotolarsi nel fango insieme agli elefantini, e rimase grigia e felice. Dopo qualche tempo anche le altre elefantine seguirono il suo esempio.

Trent’anni fa il “problema del gender”, veniva risolto con una semplice favola.

In questi giorni in cui ricorre la giornata mondiale per i diritti dell’infanzia mi sono chiesta, costa stiamo insegnando alle bambine oggi?

Credo che i messaggi che mandiamo siano quantomeno confusi. Da un lato si spinge affinché non ci sia più un’identità di genere, ma contestualmente si propongono modelli femminili per nulla emancipati, il cui unico e sostanziale fine è quello di piacere agli uomini e farsi odiare dalle donne.

Il problema non è il colore dei vestiti, e nemmeno i “giochi da maschio”o i “giochi da femmina”. La vera questione sono le barriere sociali che vengono imposte alle bambine, alle ragazze e alle donne. Proprio come succedeva a Pasqualina.

Tutte le bambine oggi dovrebbero essere libere di accedere all’istruzione, senza che i maschi, nelle stesse famiglie d’origine vengano privilegiati e magari si preferisca far studiar loro, piuttosto che una figlia femmina.

Le donne del futuro dovranno poter scegliere la loro carriera e non essere giudicate se decidono o meno di fare figli.

Non per una questione di rosa o grigio ma per una questione di libertà.

Nota: Questi libri meravigliosi sono in ristampa e io mi sento di suggerirveli assolutamente!

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