Un bambino non può difendersi

I 30 anni della Convezione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. 

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Questa data non è stata scelta a caso, ma durante questa giornata e tutta la settimana, si festeggia un momento storico fondamentale, il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La Convenzione riconosce, tutela e protegge, tutti i bambini come titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici.

È composta da 54 articoli, e può essere riconosciuta come un vero e proprio trattato giuridico.

La storia di questo trattato però non inizia qui, ma nasce nel 1919 con la Dichiarazione dei Diritti del Bambino, venuta alla luce dopo il triste periodo della prima guerra mondiale, e dopo la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo del 1959.

Sono passati 30 anni da questo momento storico così importante. Ad oggi 196 paesi, inclusa l’Italia, hanno ratificato la Convenzione Onu, ma in quanti paesi questi diritti non sono ancora garantiti? In quanti paesi, in cui sebbene vige questa convenzione, la realtà dei fatti è ancora molto diversa? E guardandoci intorno, in quante piccole realtà, famiglie, scuole, troviamo bambini che vivono in condizioni precarie, di abbandono? O sono vittime di abuso, verbale o fisico?

Un bambino non può difendersi, ha fiducia di chi gli racconta una storia.

Un bambino non sa che cosa sia giusto o sbagliato, crede nelle favole e nella magia.

Un bambino non conosce la cattiveria, la impara dall’adulto.

Un bambino che ha iniziato a lavorare da piccolo non sa che dovrebbe andare a scuola, crede che esista solo quella come vita.

Un bambino che non ha mai ricevuto amore e sostegno, che non ha mai avuto un abbraccio, non conosce il proprio valore.

Un bambino a cui è stato negato il rispetto per il proprio corpo, non potrà avere rispetto di se stesso e degli altri.

I bambini sono le donne e gli uomini di domani. Hanno pari diritti. E se non possiedono la capacità e le conoscenze per rivendicarli, è nostra responsabilità garantirli per loro.

Per non dimenticare, per riflettere e per cominciare dal piccolo delle nostre case, qui sotto i quattro principi fondamentali della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza secondo Unicef:

a) Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.

b) Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.

c) Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino e dell’adolescente (art. 6): gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.

d) Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

Articolo a cura di Angela Lavarda

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