Convezione per la tutela dell’infante

Era il 20 novembre del 1989, quando durante l’Assemblea Generale degli Stati Uniti, venne approvata la Convenzione di tutela per i Diritti dei bambini e adolescenti.
Questa Convenzione racchiude in un unico trattato, l’intera gamma dei diritti sociali e culturali, economici e politici dei bambini, elevandoli a tutti gli effetti a SOGGETTI aventi diritto. Il testo rappresenta anche, il perfezionamento di precedenti trattati, come la prima carta dei diritti del bambino stipulata nel 1923 da Eglatyne Jebb, fondatrice di Save The Children (Save the Children è la più grande organizzazione internazionale indipendente che dal 1919 lotta per migliorare la vita dei bambini, operando in 120 paesi).

L’Italia ha ratificato la legge 176 il 27 maggio del 1991, entrando a far parte dei 194 stati che hanno aderito alla convenzione, Stati Uniti esclusi. La Convenzione è uno strumento giuridico a ogni sforzo compiuto in cinquant’anni di difesa dei diritti dei bambini, ed è composta da 54 articoli e da tre protocolli opzionali, quali: i bambini in guerra, lo sfruttamento sessuale, le procedure per i reclami.
L’intero testo si concentra su tre parti, la prima contiene l’enunciazione dei diritti, la seconda individua gli organismi e le modalità di miglioramento e il monitoraggio, la terza descrive la procedura di ratifica.
La Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, raccoglie in un unico documento senza distinzioni o suddivisioni, tutti gli articoli elevandoli allo stesso grado di importanza, non permettendone la divisione, vista la correlazione gli uni con gli altri. La Convenzione è stato il primo strumento di tutela mondiale a sancire nel proprio scritto il diritto internazionale umanitario, di ogni tipologia.

Il testo raccoglie articoli di ogni tipo, spaziando su tutto ciò che potrebbe toccare l’infante. Si sofferma sulla protezione contro l’abuso e lo sfruttamento, impegnandosi a far si che il bambino faccia valere il proprio pensiero.
Il primo articolo del Documento, recita: «ai sensi della presente Convenzione si intende per bambino ogni essere umano avente un’età inferiore ai 18 anni».
Prosegue mettendo in luce i dibattiti e i compromessi che riguardano la protezione dei bambini anche prima della nascita.
Gli articoli della Convenzione, possono essere suddivisi in quattro categorie, basati sui principi guida del Documento.
Il primo è il Principio di non discriminazione, che impegna gli stati facente parte, ad assicurare a tutti i bambini gli stessi diritti senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione o colore. Il secondo gruppo comprende il superiore interesse del bambino, ossia, che ogni decisione legislativa, iniziativa pubblica o privata di assistenza sociale, deve essere per l’interesse del bambino. La terza, comprende gli articoli sul diritto alla vita, prevede l’impegno da parte di tutti gli stati membri ad assicurare, in tutte le forme possibili, la sopravvivenza e lo sviluppo dell’infante. L’ultimo gruppo, e non per importanza, è proprio concentrato sull’ascolto delle opinioni del bambino.

Nonostante l’evoluzione di questi ultimi 30 anni, i diritti dei bambini continuano ad essere schiacciati in tutto il mondo. Uno dei 17 obbiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, è proprio quella di tutelare i diritti dei più vulnerabili, come gli infanti, così da lasciare un mondo migliore alle generazioni future che verranno.

XOXO

ELISA C.