TROMPE L’OEIL: l’arte di ingannare l’occhio

Chi di voi non si è soffermato almeno una volta nella vita davanti a un trompe l’oeil? Forse molti non ne conoscono la vera definizione, e quindi questo nome potrà sembra strano, ma tradotto letteralmente in italiano, “trompe l’oeil” significa inganna l’occhio. Per essere precisi potrei dirvi che sono quei quadri che spesso vediamo dipinti sulle pareti che danno un senso di profondità talmente reale che il muro sembra aprirsi davvero. Ho scelto di parlare del trompe l’oeil perché negli ultimi venti anni di attività come decoratrice è senz’altro la tecnica che ha riscosso più curiosità e successo. Spesso quando finisco di realizzarla, nonostante mi abbiano vista concretizzarla sotto i loro occhi mi chiedono: “Ma come ci sei riuscita?” e per me questa è una grande soddisfazione, così oggi rispondo brevemente cosa occorre per rendere un dipinto il più realistico possibile. Osservare prima di tutto ogni forma, colore e dimensione come non avete mai fatto prima. Non dovete disegnare ciò che conoscete, ma dovete guardare l’oggetto da realizzare come se fosse un insieme di linee e curve di una certa lunghezza e inclinazione. La dimensione degli oggetti che volete inserire deve essere estremamente proporzionato in scala reale e non deve mai mancare un oggetto in primo piano, uno a metà via e qualcosa sullo sfondo, questo è il mio consiglio, perché solo così potrete dare un senso di profondità assoluta, definendo la massima lontananza in relazione al punto più vicino. Ovvio dire che non si può realizzare un disegno di questo tipo se non si hanno delle ottime conoscenze del disegno geometrico e in particolare della prospettiva con tutte le sue regole obbligate.

imitazione proseguimento su pannello di legno di una libreria chiusa.jpg

Perché disegnare un trompe l’oeil? Le risposte sono molteplici.
Mi è capitato di ricreare finte finestre con ambientazioni marittime in case di campagna perché si desiderava fortemente vedere ogni giorno il mare, come se fosse lì davvero, oppure colonne greche in saloni di bellezza perché si associavano alle caratteristiche architettoniche, ma la maggior parte dei lavori erano commissionati perché si voleva dare un senso di profondità agli ambienti un po’ oppressi.

La tecnica più adatta? Mi chiedono alcuni che vorrebbero provare a realizzare un trompe l’oeil. Mi sento di consigliare la tecnica che più gli viene bene, quella con la quale hanno più dimestichezza, consapevoli del fatto che un dipinto fatto ad olio ha tempi di essicazione e quindi lavorazione molto lunghi, mentre un acquerello ha il vantaggio di poter essere lavorato per trasparenze, ma se la parete è molto esposta al sole i colori potrebbero subire più velocemente delle mutazioni, sbiadendo. Questi colori sono indicati per gli interni, mentre per gli esterni consiglio dei silossanici, dei colori a calce o acrilici. Per esperienza eviterei il quarzo. Di solito sia per gli interni che per gli esterni uso gli acrilici di ottima marca che hanno una buona resistenza a luce e intemperie.

Per imitare l’effetto del marmo, del legno o di un drappeggio? Questo articolo ha lo scopo di dare una veloce infarinatura sul quello che è il trompe l’oeil, ma per imitare i materiali bisogna fare molta pratica osservando da vicino o in fotografia come sono fatti questi materiali in modo da capire quali strumenti è meglio utilizzare. Ad esempio, con la spugna spesso ottengo dei bei effetti di nuvole, mentre spruzzando le setole dello spazzolino contro la parete posso dare quel tocco in più a un granito.

Trompe l'oeil ingresso.jpg

 

L’errore più ingenuo che si possa fare per realizzare un dipinto poco corretto?
A mio parere è la scelta di dove posizionare le ombre. Si sceglie un punto, una fonte di luce immaginaria e le ombre proiettate seguono il verso opposto, a volte mi è capitato di vedere disegni dove la luce sembrava avere due sorgenti naturali, ma di sole ce n’è solo uno. Una balla di fieno con l’ombra che gira ovunque sarà poco veritiera e la mia professoressa di disegno dal vero mi diceva sempre che gli occhi cadono sempre sull’errore, sul difetto, quindi bisogna eseguire un paesaggio, ritratto o oggetto che corrisponda fedelmente al vero per via che il disegno sia funzionante e che l’occhi venga davvero ingannato.

Volete provare a farne uno? Sarò felice di darvi tutte le indicazioni necessarie per aiutarvi! Scrivetemi nei commenti 😊

Un carissimo saluto, Federica Di Iesu.

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