Fabrizio Locicero

Per Life Factory Magazine è un piacere averti tra le nostre pagine raccontaci un po’ di te e di come nasce la tua passione per la musica:
“Un po’ di me… sono del 1979 figlio unico, non ho avuto esempi intorno a me da bambino, posso dire che è stato un colpo di fulmine. Nella mia famiglia nessuno suona o fa questo tipo di mestiere. Un giorno (dopo aver provato 1000 sports) mi venne voglia e chiesi ai miei UNA BATTERIA avevo circa 11 anni, non mi sono più fermato”

Quanti e quali sacrifici per amore della musica? “I sacrifici non sono tali perché è una cosa che amo fortemente.Da giovane possiamo dire che lo studio ti porta via molto tempo, da adulto se riesci a farne un mestiere ancora di più. I sacrifici sono allargati alla famiglia non solo a te stesso, poco presente per le persone che ami, o assente negli appuntamenti importanti di mia figlia, e si sta poco a casa.”

Quali i tuoi miti in questo campo? “I miei miti, Ringo Starr ( batterista dei Beatles) ha rivoluzionato il modo di suonare e arrangiare la batteria moderna, andrebbe studiato molto di più secondo me, un altro mito è John Bonham ( batterista dei LED ZEPPELIN) molto tecnico ma allo stesso tempo molto carnale, il suo battesimo è quello che mi piace di più”

Il mondo della musica ti avrà sicuramente riservato un incontro importante. Quale? “Di incontri importanti ce ne sono stati molti, tu vorrai dei nomi famosi, ma credimi ci sono figure professionali nel mondo della musica cosi importanti e persone formidabili che non sono per nulla famosi. Nel campo della fonia della registrazione su come si sta in studio una delle persone che più mi ha dato e Marco Lecci, un mostro sacro del mixer e non solo musicalmente ho suonato Dio è morto con Guccini seduto a 40 cm da me, volevo morire. Ovviamente l’incontro più importante per me risale a circa 20 anni fa ed è colui che mi ha preso per mano, ora mio fratello Marco Conidi, Devo tutto a lui”

Quando e come nasce l’idea dell’Orchestraccia? “Nasce nel 2011 da un manipolo di artisti che si divertivano a giocare a pallone prima si chiamava AS ROMA ARTISTI
poi in una cena è uscito il nome Orchestraccia”

Quale la tua collocazione nell’Orchestraccia? “Nel 2011 collaboravo come tour manager, venivo già dallo staff di Conidi poi dal 2015 inizio a suonare le percussioni e nel 2016 produco con la mia etichetta insieme alla the beat il disco CANZONACCE”

Quali i tuoi progetti futuri? “I miei progetti sono molto legati all’Orchestraccia, non essendo solo un musicista ma sto nel direttivo mi prende molto tempo
finiremo il disco, ci sono in ballo delle collaborazioni che per ora non voglio dire per scaramanzia…”

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