Trent’anni dalla caduta del muro di Berlino, una lezione per diventare cittadini del mondo.

“Ich bin ein Berliner” dichiarava Kennedy  il 26 giugno 1963, sommerso da una folla di berlinesi in delirio.

A quel tempo Berlino Ovest, un exclave della BRD baluardo occidentale nella cortina di ferro, era circondata da un muro, una struttura imponente, che negli anni diventerà sempre più invalicabile.

Il muro serviva per isolare la città libera e non permettere agli abitanti della Germania Est di accedere al mondo occidentale. I berlinesi dell’est, tuttavia, fecero di tutto per fuggire e molti di quelli che tentarono la fuga vennero uccisi.

Intere famiglie rimasero separate per anni.

Il fallimento dell’ideologia comunista nella negazione delle libertà.

I cittadini di Berlino Ovest benché chiusi dal muro avevano vie riservate (ferroviarie, stradali e aeree) per accedere al resto del mondo. Potevano richiedere il passaporto e viaggiare liberamente.

A est invece il regime sovietico opprimeva, donava false libertà e poche speranze per il futuro. La Stasi, la polizia segreta, imperversava. L’economia era debole e i cittadini, in generale scontenti, guardavano all’occidente come ad un miraggio.

“Mr Gorbachev tear down this wall!” esortava Ronald Regan il 12 giugno 1987, quando i primi segnali di disgelo della cortina di ferro facevano tirare a tutti un sospiro di sollievo, e la guerra fredda sembrava ormai alle spalle.

Ventinove mesi dopo, il 9 novembre 1989 il muro cadde.

Cadde non solo in conseguenza alle politiche riformiste di Gorbachev e allo sgretolarsi dell’Unione Sovietica, ma soprattutto per il desiderio di libertà delle persone. In un’intervista ad un cittadino di Berlino Est, questi dichiarò : “non si può apprezzare la libertà fino a che questa non ti viene tolta”.

Passati trent’anni il muro di Berlino è ormai un lontano ricordo. La memoria di cosa significava sta andando inesorabilmente perduta, in un momento storico in cui si bruciano librerie e una sopravvissuta alla shoa dev’essere messa sotto scorta.

Alle soglie degli anni venti del duemila, pensiamo di nuovo a muri e confini, perché abbiamo dimenticato cosa significa non essere liberi.

La tendenza alla chiusura è dovuta alla paura, ma i cittadini del nuovo millennio dotati di tecnologie che avvicinano le persone abbattendo idealmente qualsiasi confine, dovrebbero trovare il coraggio di aprire la mente e non fabbricare più alcun tipo di muro.

Kennedy nel 1963 si dichiarava idealmente cittadino di Berlino, noi nel 2020 possiamo dichiaraci idealmente cittadini del mondo.

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.