La Cuba che non ti aspetti

L’estate è finita da poco, e per molti Novembre significa rientrare nel pieno ritmo della routine quotidiana. Ma un modo per non farsi sopraffare dall’affanno esiste: pensare alle prossime vacanze ed alla loro pianificazione!

Nella lista infinita delle mete da visitare almeno una volta nella vita, senza dubbio va inserita Cuba, isola caraibica tra le più conosciute, ma non per questo da sottovalutare. Girarla tutta è complicato, e sicuramente merita trascorrerci almeno 10 giorni, ma vale la pena programmare un viaggio e lasciarsi conquistare dalla cultura cubana, così ricca di energia che vi sarà impossibile dimenticarla facilmente.

Cuba è un’isola che va incontro a tutti i tipi di viaggiatori: se siete amanti del mare, non potete perdervi le spiagge di sabbia bianca dove prendere il sole, baie incantevoli dove potersi riposare sorseggiando del latte di cocco direttamente dal suo guscio, un mare cristallino dove dedicarsi allo snorkeling o al surf. Da Varadero a cayo Largo almeno un paio di giorni di relax in una delle più belle spiagge cubane è un’esperienza da non perdere assolutamente. Ma è un’altra la Cuba che incanta maggiormente.

Inaspettata, decadente, selvaggia, bellissima: se non la vivete non potete capire quanto questa meravigliosa terra abbia da offrire a chi decide di visitarla. Molti pensano che i cambiamenti siano impellenti, ed andare a Cuba sia un’esigenza immediata prima che perda il suo fascino del capitalismo degli anni ’50, ma lo spirito cubano vive e resta vivo nel cuore dei vivaci cubani. Libertad o muerte!

Il primo impatto con L’Havana

Il modo migliore per visitare questo splendido paese è con lo zaino in spalla.

Il primo impatto con l’Havana scuote le viscere. L’aeroporto non sembra certo quello di una capitale. Caos e disorganizzazione la fanno da padrone. Il primo sentimento che si prova e quello del disorientamento. Il volo di nove ore è stancante, e sicuramente l’aria umida ed il clima tropicale ti fanno subito rendere conto che sei in un’altra parte del mondo. L’Havana non è una città per sprovveduti. Non si corrono rischi reali, ma molto spesso la povertà porta i cubani a cercare degli stratagemmi per fregare i più impreparati in vista di un guadagno facile. Da qui inizia questa avventura cubana per esplorare la parte centro settentrionale dell’isola rivoluzionaria.

L’illuminazione è scarsa o inesistente, fa caldo, la connessione ad internet scarseggia ed è lenta, ma di quello non si sente la mancanza. Sono altri i beni che mancano. L’acqua non è sempre accessibile a tutti, la carta igienica è un bene di lusso, il cibo viene razionato mensilmente, le strade sono di fango e gli stipendi inesistenti. Anche le farmacie della capitale hanno gli scaffali vuoti. La città è bellissima ma sembra appena scampata ad un bombardamento. E poi c’è la dignità dei cubani: popolo fiero, gentile, disponibile e sorridente, pronti ad aiutarti in qualsiasi momento nonostante le loro difficoltà. A causa dell’embargo (il bloqueo come lo chiamano loro) hanno imparato a vivere con niente, ma un loro motto è: “in qualche modo ci arrangiamo”. E lo fanno per davvero. Per le strade si vedono sfrecciare a tutta velocità le Chevrolet anni ’60. Di originale è rimasta solo la carrozzeria, il resto sono rimaneggiamenti ad opera di abili meccanici fatti con materiale importato a caro prezzo da Cina o Russia. Se parli con loro ti rendi conto che qui non bisogna giudicare, ma ascoltare, capire ed affrontare ogni giorno che viene con un sorriso.

L’Avana si presenta come un principe vestito da mendicante; dietro alle sue facciate diroccate si nascondono vecchi tesori. Complice il bloqueo, Cuba resta un paese congelato nel suo passato.

Dedicatevi alla visita della più turistica Habana Veja, dove un certosino lavoro di restauro ha restituito alle piazze e vie acciottolate del centro storico la meraviglia di tempi più felici. Ma questo splendore stride con il contorno. Orde di jinteros (impostori) provano a truffare i turisti di passaggio in ogni modo possibile. Se il vostro sguardo si fa titubante, siete rovinati! Tuttavia con un po’ di accortezza e qualche consiglio giusto è possibile scamparla, ed anzi sopravvivere ai tentativi di truffa diventa parte integrante e irrinunciabile della vacanza. Sono proprio queste dicotomie a rendere un viaggio a Cuba un eccitante e travolgente giro di giostra!

Verso Viñales

Sulla strada è il modo più autentico per spostarsi da un posto all’altro.

I mezzi sono quelli che sono. Oltre alle macchine colorate che si vedono nelle cartoline e nelle foto de L’Havana, che sono per lo più taxi particular o collectivos (taxi privati che si riconoscono dalla targhetta sul cruscotto), ci sono i camiones (carri attrezzati ad uso trasporto pubblico) e dei bus riservati ai turisti (poco precisi nel rispetto degli orari) ma anche carretti trasportati da bici e cavalli (più frequenti nei centri minori e in campagna).

Dalla folle Havana, dopo un paio d’ore di viaggio potete facilmente spostarvi con un taxi collectivos (più economico perché condiviso con altre persone) verso la più tranquilla valle di Viñales, patrimonio UNESCO.

Un guajiro a cavallo

Viñales è una splendida cittadina circondata da verdi colline e piantagioni di tabacco. La terra è color rosso fuoco. La via principale è fiancheggiata da variopinte case in legno dell’epoca coloniale. Qui è normale spostarsi su carretti improvvisati trainati da un cavallo. Immersi nel verde della regione di Pinar del Rio, i giorni che trascorrerete nella valle di Viñales saranno intensi ed emozionanti. Lo sguardo si perde nella verde valle sormontata dai mogotes (formazioni collinari calcariche), camminando lungo le strade color ruggine, i guajiro (contadini) vi guarderanno distrattamente mentre conducono i loro buoi all’interno dei campi di tabacco. Qui la vita scorre lenta e rilassata. Ogni casa ha la porta aperta, ed i bambini giocano ancora a piedi nudi nel fango. Tutti si conoscono e passano le calde sere d’estate seduti sulla sedia a dondolo alla ricerca di un po’ di fresco. Immersi in questa natura, non perdetevi qualche escursione a cavallo o in bici o una degustazione di sigari puri accompagnati da un bicchiere di ottimo ron (rum).

Dal giardino botanico alla valle “silente”, dalla spiaggia di cayo Jutìas alla caverna di Santo Tomàs, qui potrete visitare tra i paesaggi più belli di questa magnifica Cuba. Soprattutto parlerete con persone autenticamente meravigliose che potranno raccontarvi in prima persona che cosa significa vivere a Cuba. Da non perdere una sosta golosa nella magica “Finca de Raùl Reyes”. Solo ad un chilometro di distanza a nord del villaggio, in questa fattoria agro-ecologica potrete assaggiare produzione locale di frutta, miele, carne, verdure, caffè e bere un ottimo rum. Il cibo è meraviglioso e, come tutto il resto, non vi deluderà!

Di nuovo in viaggio – Sosta a Cienfuegos

Raggiungere l’entroterra diventa un po’ più complicato, ma affidatevi ai vostri ospiti della casa particular dove alloggiate e sicuramente troveranno una soluzione per farvi raggiungere ogni meta che desiderate. Certo, per vivere Cuba bisogna prima di tutto sapersi adattare! Dopo sei ore di viaggio all’interno di un camiones, si arriva nella cittadina di Cienfuegos, anche detta “La perla del sur” e “la mas linda ciudad del mar”. Questo paese fu fondato da immigrati francesi nel 1819 ed è ancora oggi in stile neoclassico. Anch’essa fa parte del patrimonio UNESCO, ed effettivamente le cinque vie del centro che circondano la piazza centrale sono una vera perla. Basta fare due passi verso il porto però, che subito riemergono tutte le contraddizioni di questo incredibile Paese. A Cienfuegos la qualità della vita è decisamente migliore rispetto all’Havana, ma forse il divario tra chi “sta bene” e chi è povero è anche più netto che altrove. Per rifocillarvi dopo il lungo viaggio potete concedervi una gita alla vicina “Laguna di Guanaroca”, una laguna d’acqua salata circondata da zone litorali tropicali nonché autentico paradiso per l’osservazione di pennuti. Accompagnati da una guida, potete godervi il giro in canoa che vi permetterà di contemplare facilmente fenicotteri, pellicani ed altri uccelli tipici cubani, nonché la caratteristica foresta di mangrovie. Dopo l’escursione potrete riposarvi nella spiaggia di “Rancho Luna”, con mare cristallino e grandi ombrelloni di paglia gratuiti dove fare una bella siesta.

Tra le vie della “Perla del Sur”

Trinidad y la valle de Los Ingenios (con sosta a El Nicho)  

Per spostarvi verso Trinidad, il miglior consiglio che vi può essere dato è quello di fermarvi a “El Nicho”, una bellissima cascata sul Riò Hanabanilla circondata da un sentiero naturalistico (Reino de Las Aguas) lungo circa 1500m con due piscine naturali ed eccellenti opportunità di birdwatching. La strada che passa per Cumanayagua è famosa per le sue curve ed i suoi tornanti, tanto che un detto locale per complimentarsi con una bella donna (chica) recita “tienes mas curvas de la carretera por Cumanayagua” (hai più curve della strada per Cumanayagua).  Come spesso capita le strade di Cuba non sono molto ben tenute, ed il viaggio dura circa un paio d’ore. Prendete un taxi particular se volete evitare brutte sorprese.

Arrivati a Trinidad vi accoglierà uno dei luoghi più belli dell’arcipelago caraibico, non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche storico e culturale. Dichiarata patrimonio UNESCO dal 1988, la zona della Valle de Los Ingenios (chiamata così per la sua storia industriale ricca di Zuccherifici ormai in disuso) si caratterizza per la sua natura rigogliosa, ma anche per l’architettura coloniale perfettamente conservata. Storicamente la provincia di Sancti Spíritus – a cui la valle appartiene – ha svolto un ruolo cruciale nella produzione e nel commercio dello zucchero, cosa che ha reso Trinidad una delle città più importanti di tutta la regione.

Vista di Trinidad dal Museo de Historia Municipal

Trinidad è il cuore pulsante di Cuba, con la sua atmosfera festosa e ricca di musica. Il centro storico è costellato da case di tutti i colori e meravigliosi palazzi storici risalenti al periodo della dominazione spagnola. Le strade brulicano di ristoranti e locali dove ballare e soprattutto sorseggiare la canchanchara, una rinfrescante bevanda tipica di Trinidad a base di aguardiente, miele e limone.

Il centro non è molto grande, per cui vi basteranno pochi giorni per ammirarne la bellezza e visitare i musei principali. Per una Trinidad meno turistica allontanatevi di pochi passi dal centro storico. Resterete colpiti da una povertà che convive ai confini dell’opulenza turistica del centro storico. Non perdetevi l’escursione a cavallo o in jeep attraverso la Valle de Los Ingenios, dove immersi nel verde potrete ammirare i vecchi Zuccherifici e la maestosa Torre di Iznaga, costruita nel XIX secolo per controllare il lavoro degli gli schiavi durante il loro lavoro nei campi. Se siete amanti del mare e delle spiagge vaste e assolate, a una decina di chilometri da Trinidad si trova la spiaggia di Playa Ancon, situata nell’omonima penisola e facilmente raggiungibile in auto o in bus in meno di venti minuti.

Il mausoleo del Che

Dopo un viaggio di poco più di due ore potete arrivare a Santa Clara per portare un saluto al Comandante Che Guevara. La città non merita particolarmente, ma il monumento sepolcrale che ospita i suoi resti e quelli di ventinove dei suoi compagni uccisi in battaglia nel 1967 vale il viaggio. Oltre alla tomba del Che c’è un imponente mausoleo dedicato alla vita di Guevara. La grandiosa statua di Ernesto Guevara e la fiamma eterna accesa in sua memoria ci chiedono di ricordarci di lui e della sua amata Cuba. Sorridere, nonostante tutto.

Il cerchio si chiude

Dalla stazione di Santa Clara potete prendere un bus turistico Viazul per raggiungere nuovamente l’Havana. Se non siete riusciti a prenotare un biglietto non temete, orde di tassisti faranno a gara per accaparrarsi i vostri CUC (peso convertibile per i turisti –  da non confondersi con il peso cubano riservato agli abitanti del Paese).

Al ritorno all’Havana non sarete le stesse persone di quanto siete arrivati. Passeggiando lungo il malecon (lungomare) al tramonto incontrerete la gente del posto seduta sui gradini davanti casa o su vecchie sedie a dondolo logore e malferme come le case che li ospitano. Il tempo passa lento sopra le teste dei cubani, e sembra non scorrere mai. Le strade sono fogne a cielo aperto, uno stipendio arriva al massimo all’equivalente di 20 dollari, i bambini sono spesso sporchi e malvestiti. Ma non sentirete mai nessuno piangere o lamentarsi.

Cuba è ferma, pare che gli manchi la volontà di muoversi, stupita dal tempo che avanza. Un Paese che nasconde i propri sogni in un cassetto. Assorta in un ricordo che col tempo è diventato amaro. La politica è quello che li frega, così come la paura di compiere un passo sbagliato che può farli sprofondare ancora di più.  Ma sotto quel cielo, sotto quella terra, sotto quel timore nascosto dalla musica, dietro a quegli slogan ormai privi di senso che ricordano Fidel e il socialismo, ci sono i Cubani. Un popolo fiero che guarda avanti. Fermatevi ad ascoltare ciò che hanno da dirvi. Nei loro occhi e nelle loro parole potrete capire com’è davvero Cuba.

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