SEI DI CORVI di LEIGH BARDUGO, OSCAR MONDADORI

Ketterdam, una banda di “scarti” della società accetterà un compito improponibile rischiando la vita, e fin qui niente di particolarmente originale; la storia si struttura attraverso ben sei diversi punti di vista, attraverso i quali vediamo il delinearsi degli eventi, solo guardando con gli occhi di tutti i protagonisti capiremo fino in fondo il piano geniale di Kaz: la bravura della Bardugo è proprio quella di accompagnare il lettore attraverso la descrizione degli eventi con occhi diversi; ci accompagna man mano verso quelle che sono le varie fasi di questo piano assurdo ed è questa la vera originalità.

Sinossi: A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c'è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, detto anche Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare. Un giorno Brekker viene avvicinato da uno dei più ricchi e potenti mercanti della città e gli viene offerta una ricompensa esorbitante a patto che riesca a liberare lo scienziato Bo Yul-Bayur dalla leggendaria Corte di Ghiaccio, una fortezza considerata da tutti inespugnabile. Una missione impossibile che Kaz non è in grado di affrontare da solo. Assoldati i cinque compagni di avventura – un detenuto con sete di vendetta, un tiratore scelto col vizio del gioco, uno scappato di casa con un passato da privilegiato, una spia che tutti chiamano lo “Spettro”, una ragazza dotata di poteri magici -, ladri e delinquenti con capacità fuori dal comune e così disperati da non tirarsi indietro nemmeno davanti alla possibilità concreta di non fare più ritorno a casa, Kaz è pronto a tentare l’ambizioso quanto azzardato colpo. Per riuscirci, però, lui e i suoi compagni dovranno imparare a lavorare in squadra e a fidarsi l’uno dell’altro, perché il loro potenziale può sì condurli a compiere grandi cose, ma anche provocare grossi danni…

Una storia basata non solo su una trama avvincente, ma che trova la sua forza maggiore nella superba delineazione dei protagonisti. I personaggi sono tutti ben costruiti, ben delineati, ognuno ha una propria personalità, una propria forza, una propria storia focale, non vedevo personaggi così ben delineati da tantissimo tempo.
Ogni personaggio è importante, conosciamo pian piano le loro storie, sono degli antieroi per eccellenza, ma anche le cose più devastanti che fanno sono giustificabili dal loro background, restano sempre fedeli al loro modo di essere ed ogni decisione presa, o non presa sarà in linea con la loro personalità. Ad esempio, il personaggio di Kaz, per quanto fortemente coinvolto con un personaggio, non tradirà mai il suo modo di essere per darci il contentino del fan service; assolutamente no, ogni piccolo passo verso l’esteriorizzazione delle sue emozioni sarà lento e fortemente sentito.
Mettersi nei panni di Kaz, dopo aver lentamente scoperto i retroscena del suo passato, ce lo fanno sentire vicino al cuore, ci fanno capire ogni minima sfumatura del suo essere, e sono totalmente innamorata di questo modo di rappresentare i personaggi.
La credibilità che magari all’inizio del libro ci sembra così lontana, data la giovane età dei personaggi, (il più grande ha 18 anni) si fa totalmente reale lungo la strada del racconto, che tutto diventa plausibile. Sono tutte personalità diverse e forti allo stesso tempo, totalmente imperfetti, con mille difetti, ma forti insieme, uniti come un’unica macchina perfetta e imbattibile.

Il mio personaggio preferito è sicuramente Kaz, perché nonostante le apparenze, è probabilmente quello che ha sofferto di più, ha un passato devastante alle spalle, lui nella vita ha perso TUTTO, ma è stato in grado di rialzarsi nel momento peggiore della sua vita, in un momento in cui probabilmente chiunque altro avrebbe perso ogni briciolo di anima e si sarebbe spento diventando un vuoto involucro; lui spinto dalla vendetta riuscirà a rialzarsi e a diventare il Kaz che tutti conosciamo, forte, astuto e determinato, ma che nasconde la sua grande fragilità dietro ogni aspetto del suo essere.

“Matthias aveva sentito parlare di Brekker in prigione, e aveva udito quali parole venivano associate al suo nome: genio del crimine, senza pietà, senza morale. Lo chiamavano Manisporche perché non c’era peccato che non avrebbe commesso per la giusta ricompensa. E ora questo demone parlava di introdursi nella Corte di Ghiaccio, di indurre Matthias a tradire. “Di nuovo” si corresse Matthias. “A tradire di nuovo.”

Ho provato molta empatia nei suoi confronti. Ho apprezzato molto che restasse fedele al suo modo essere anche in momenti in cui avremmo voluto si comportasse diversamente, non tradisce il suo “personaggio”, non si da in slanci affettivi che per quanto avrei desiderato in alcuni momenti, non sarebbero stati plausibili, ci vorrà del tempo per scalfire quella dura scorza attorno al suo cuore, e sarà proprio questa evoluzione che ci farà apprezzare ancora di più un’ipotetica love-story; non è ancora giunto il momento.

“Nina ripensò all’espressione sulla sua faccia quando aveva deposto Inej sul tavolo. Era lo stesso Kaz – freddo, sgarbato, intrattabile – ma sotto tutta quella rabbia lei credeva di aver visto anche qualcos’altro. O forse era soltanto una romanticona.”

Le ombre del suo passato lo perseguitano, uno dei personaggi migliori di cui io abbia mai letto. Noi lettori siamo ultimamente abituati ad ottenere tutto e subito in una storia, e ciò non fa altro che rovinarcela. Una storia verosimile come questa invece, ci fa soffrire, ci fa
sperare e non ci dà mai un contentino, ogni concessione dev’essere sudata! Inej è un altro personaggio che adoro, forse perché la sento molto vicina al mio modo di essere, lo “Spettro”, la “ladra di segreti”, è un elemento fondamentale degli Scarti, pronta a sacrificarsi per la sua banda, lavora nell’ombra, un’assassina micidiale, con i suoi fedeli coltelli, all’apparenza molto forte ma nella realtà molto fragile, la amo.

«Lo so che in molti non capiscono, ma Kaz mi ha detto… ha detto che spettava a me scegliere, che non sarebbe stato lui a marchiarmi di nuovo.» Eppure, lo aveva fatto,
a suo modo, malgrado le migliori intenzioni. Provare qualcosa per Kaz Brekker era la follia peggiore. Lei lo sapeva. Ma era stato l’unico a salvarla, a vedere il suo potenziale. Aveva scommesso su di lei, e questo voleva pur dire qualcosa… anche se lo aveva fatto per il proprio tornaconto personale. L’aveva anche soprannominata lo Spettro.

Rapita da bambina e venduta come fosse merce, una schiava in una casa di piacere, Inej è una sopravvissuta.

“Vuoi che ti dica il segreto del vero amore?” le aveva domandato una volta suo padre. “A un mio amico piaceva dire che le donne amano i fiori. Lui aveva avuto molte avventure, ma non aveva mai avuto una moglie. E sai perché? Perché è vero che le donne amano i fiori, ma c’è solo una donna che ama il profumo delle gardenie di fine estate che le ricorda la veranda della nonna. E c’è solo una donna che ama i boccioli degli alberi di melo dentro una tazza blu. E c’è solo una donna che ama i gerani selvatici.” “È la mamma! “aveva urlato Inej. “Sì, la mamma ama i gerani selvatici perché nessun altro fiore ha quel colore lì, e lei sostiene che quando recide lo stelo e infila un gambo dietro l’orecchio, il mondo intero profuma d’estate. Molti ragazzi ti regaleranno dei fiori. Ma un giorno ne incontrerai uno che imparerà a riconoscere qual è il tuo fiore preferito, la tua canzone preferita, il tuo dolce preferito. E anche se sarà troppo povero per regalarti quelle cose, non avrà importanza perché lui si sarà preso il tempo per conoscerti come nessun altro. Solamente quel ragazzo si merita il tuo cuore.”

Nina è probabilmente il personaggio che cattura i cuori di tutti, la Grisha “ufficiale” del gruppo, probabilmente molto impulsiva, colei che è stata perseguitata per la sua natura, non possiamo non sentirci vicini al suo personaggio. Nina è sicuramente l’amica che vorremmo al nostro fianco, nei momenti difficili riesce a sollevarti di morale e a
farti sorridere. Il suo rapporto con Matthias sarà controverso ma molto profondo e determinerà grossi cambiamenti in entrambi; metteranno in discussione molte delle
loro convinzioni e considerazioni.

“La faccia sporca di Matthias era rigata dalle lacrime. La collera era sparita, ed era come se una qualche specie di fiamma se ne fosse andata via con lei. Gli occhi color mare del Nord erano più freddi che mai, vuoti e inespressivi, spogliati di qualunque traccia di umanità. Ecco quello che gli aveva fatto l’Anticamera dell’Inferno. Ed era colpa di Nina.”

Matthias è il soldato Fjerda, origina da un popolo che odia i Grisha, per loro sono contro natura e dovrebbero essere eliminati, una sorta di “pulizia etnica”. Questo genere di xenofobia vi ricorda qualcosa?

«E allora perché nessun Grisha è mai stato giudicato innocente alla fine dei tuoi processi così giusti?» «Io…» «Perché il nostro crimine è esistere. Il nostro crimine è essere quello che siamo.» Matthias fece silenzio, e quando parlò si ritrovò diviso tra la vergogna per quello che stava per dire e la necessità di pronunciare a voce alta quelle parole, le parole con cui era cresciuto, le parole che ancora suonavano vere dentro di lui. «Nina, ti è mai venuto in mente che forse voi… voi non dovreste esistere?»

Jesper Fahey è il tiratore scelto degli Scarti, con sangue Zemeni nelle vene ed un grosso difetto quale il vizio del gioco d’azzardo, e il giovane Wylan, l’“esperto” di demolizioni del gruppo questo fantastico e improbabile duo sicuramente ci darà filo da torcere nel prossimo libro. Il personaggio di Wyland è ancora abbozzato, sappiamo poco del suo modo di essere e la sua evoluzione non è ancora arrivata al suo apice, ma sono convinta che avrà maggiore spazio nel capitolo conclusivo della duologia.

“Wylan sembrava già un pesce fuor d’acqua. Non era tanto più giovane di Kaz, ma in un certo senso sembrava un bambino – la pelle liscia, gli occhi spalancati, un po’ come un cucciolo dalle orecchie morbide dentro una stanza piena di cani da combattimento.”

Un libro con molte tematiche importanti che fanno da sottofondo alla storia, senza essere troppo preponderanti, il che rende tutto più realistico; il miglior Young Adult dell’anno, che va ad elevare sicuramente il livello di scrittura già superbo della Bardugo conosciuto con la prima trilogia del Grishaverse.

“Kaz si appoggiò al muro. «Qual è il modo più semplice per rubare il portafogli a qualcuno?» «Un coltello alla gola?» suggerì Inej. «Una pistola alla schiena?» disse Jesper. «Del veleno nella tazza?» insinuò Nina. «Siete delle persone orribili» disse Matthias. Kaz roteò gli occhi. «Il modo più semplice per rubare il portafogli a qualcuno è dirgli che state per rubargli l’orologio.”

by Fenicefralepagine

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Dati:

Genere: Fantasy

Edito: Mondadori

Lunghezza: 440 pg.

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