Il cyberbullismo che colpisce Meghan Markle può colpire tutti noi.

Non sembra passato nemmeno troppo tempo da quando le immagini del tragico incidente a Parigi, in cui perse la vita Lady Diana, rimbalzavano sulle televisioni del mondo. E tutti piangevano la principessa triste, tormentata dai paparazzi in maniera talmente ossessionante da portare a questo triste epilogo.

Eppure stiamo assistendo ad una vicenda simile che coinvolge Meghan Markle. Come ha dichiarato lo stesso Principe Harry: “Il mio profondo timore è che la storia si ripeta nuovamente. Ho già perso mia madre e adesso sto assistendo a come mia moglie sia vittima delle stesse forze potenti, mentre cresce nostro figlio appena nato”.

Ci sono tuttavia delle differenze, oggi siamo al tempo dei social, del cyberbullismo e delle fake news. La tempesta mediatica che ha investito la Duchessa del Sussex è prettamente via web. E non solo il principe Harry ha denunciato il molestissimo tabloid inglese “The Mail on Sunday”, ma numerosi influenti personaggi hanno alzato la voce per difendere Meghan. Al coro delle proteste si è unita una lettera firmata da 72 membri del parlamento britannico con in testa la laburista Holly Lynch, che si dichiarano indignate dal trattamento che i media stanno riservano alla Duchessa:

«Come donne parlamentari di tutte le sfumature politiche, vogliamo esprimerLe la nostra solidarietà. Per aver preso posizione contro la natura spesso sgradevole e ingannevole delle storie pubblicate in diversi giornali inglesi. Quelle che riguardano lei, la sua persona e la sua famiglia. A volte le storie e i titoli hanno rappresentato un’invasione della Sua privacy. E hanno cercato di gettare calunnie sulla sua persona, senza nessuna ragione evidente. Ancora più preoccupante è ciò che può essere solo descritto come un tono di superato colonialismo che pervade queste storie. Come donne Deputate del Parlamento di qualsiasi estrazione, stiamo dalla sua parte nel dire che non possiamo permettere di accettare questa situazione senza reagire».

Fatti del genere non colpiscono solamente Meghan e i membri della famiglia reale, ma possono accadere a chiunque abbia un profilo pubblico sul web. Le famose “shitstorm”, le prese in giro, le persecuzioni da parte di chi si nasconde dietro ad una tastiera sono all’ordine del giorno. Cosa può fare ognuno di noi? dovremmo evitare di leggere articoli con titoli acchiappa like o palesemente diffamatori, segnalare gli insultatori seriali e opporci alle gogne mediatiche. Possiamo vigilare sui profili dei nostri figli e stanare chi nasconde le proprie frustrazioni gettando fango sugli altri.

Facciamo community contro l’odio!

#standupforwomen #WeLoveYouMeghan

 

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Un commento

  1. con tutto il rispetto e la condivisione per il problema sotto il profilo umano… per me, tutta la famiglia reale dovrebbe essere abituata a lavorare come fanno tutte le persone che devono portare la pagnotta a casa. Pensa che in un anno questi signori hanno ricevuto ben 93 milioni di sterline dai contribuenti inglesi per il loro “appannaggio”.

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