Federica Quaglieri: “L’Arte e il recitare, sono per me l’ossigeno di cui mi nutro.”

“Filippo nasce per dar voce a tutte quelle donne che non hanno il coraggio di parlare”

 

Per Life Factory Magazine è un piacere averla tra le nostre pagine. Ci racconti un po’ di lei. “È un piacere anche per me essere tra voi, io sono di origini marchigiane. Vengo dalla città che ha dato i natali ad una delle più grandi attrici di Teatro che abbiamo avuto: Valeria Moriconi. La mia madrina artistica, però, è stata Mariangela Melato. L’ho conosciuta che ero una scolaretta delle scuole medie. Andai a vederla a teatro, imbucandomi ad una prova generale. Fu lei a suggerirmi che percorso formativo da fare. Poi la rincontrai molti anni dopo, quando ero già un’attrice professionista. Traguardo raggiunto anche grazie ai suoi consigli. Di Mariangela conservo una lettera bellissima, in cui mi suggeriva come “sanare” la fame che un artista, un attore, ha. L’Arte in genere, e il recitare nello specifico, sono per me l’ossigeno di cui mi nutro. Ho fatto molte cose. Anzi, moltissime, se penso da dove arrivo e non avendo mai avuto alcun “ aiutino”. Il talento legato alla mia Arte mi è sempre stato riconosciuto all’unanimità sin da subito. Ma non è stato quello a farmi arrivare alla notorietà che ho oggi.E’ stata la mia caparbietà, e la capacità di resistere e credere fermamente che mi sarei andata a prendere ciò che volevo. Purtroppo le persone si stancano presto dei sacrifici, ma sono proprio quelli che portano al successo.”

Chi o cosa ha ispirato il monologo “Filippo”? Cosa si prova nel presentarlo in Parlamento? “Da anni mi interesso al problema della violenza di genere. Credo doveroso per ognuno di noi, specie per chi come me fa un lavoro che gli da la possibilità di essere ascoltato più di altri, di occuparsi del sociale. In questo progetto, io do voce a tutte quelle donne che non hanno il coraggio di parlare. ”Filippo” nasce due anni fa, quando ero in Francia. Ho vissuto lì per lavoro per un anno, e quando stavo per rientrare, ho chiamato l’autrice (Betta Cianchini) dicendole che volevo per il mio rientro in Patria un testo straordinario, non convenzionale, sul tema della violenza di genere. Un testo, che parlasse alla pancia delle persone, passando dal comico al drammatico senza il tempo di un respiro. Così com’è la vita. Quando qualcosa ci accade, noi spesso non siamo preparati. Non abbiamo le risposte pronte. Volevo una chiave di lettura diversa da tutto quello che aveva circuitati fino a quel momento sul tema e così è stato. Ho un testo che mi è stato cucito addosso, e che mi mette ogni sera alla prova come attrice. Passare da comico al drammatico, senza soluzione di continuità, non è cosa agevole. Poi chiamai quello che sarebbe diventato il mio Regista, Walter Garibaldi. Al mio rientro in Italia, il progetto era pronto a partire, ed è stato da subito un grande successo. Essere stata invitata al Parlamento è stato un immenso onore, ed un privilegio unico. Così come ricevere nei giorni seguenti una email dell’Onorevole Mara Carfagna che si complimentava personalmente con me. Sono grandi soddisfazioni.

Nel 2014 riceve il Premio Borsellino alla Cultura. Ci racconti “Ricevere un premio così prestigioso a livello nazionale è stata una sorpresa. Il premio mi è stato conferito proprio per il mio contributo artistico legato al sociale che, come dicevo, è un tema a me caro da sempre.”

Teatro Cinema TV. Chi occupa un posto d onore nel suo cuore? “Impossibile scegliere. Sono ambiti espressivi con linguaggi molto diversi. Un’attrice lo è a tutto tondo in ognuno di essi, secondo me. Il Cinema è la parte che al momento vorrei vivere di più. Quella che ad ora ho vissuto meno. L’ambito che vorrei approfondire. Il Teatro, invece, non occupa un posto d’onore, ma un posto speciale nel mio cuore. Vengo da lì, quella è casa mia. E avere il pubblico in carne ed ossa che ride, piange, respira con te, è ogni volta una magia e un’emozione unica.”

Il femminicidio è una piaga sociale in aumento. Com’è possibile sradicare questo esecrabile atteggiamento? “Con molta tristezza posso dire che l’Italia detiene il triste primato in quest’ambito. Una piaga dei nostri tempi che, non solo facciamo fatica a debellare, ma che è in continuo aumento di vittime. Muore una donna ogni due giorni.Non ho una risposta su come si possa fare a risolvere questo dramma. Non credo l’abbia nessuno. Quello che però ognuno di noi ritengo possa, e debba fare, è cercare di capire cosa ci stia portando verso questo baratro di violenza. Mettersi da cittadini nei panni di altri cittadini, interrogarsi, comunicare e aiutare chi ha bisogno. Non giudicare, e non pensare che sia qualcosa che riguarda solo gli altri. È un problema che ci riguarda tutti. Riguarda ognuno di noi, e le nuove generazioni che alla vita di relazione si affacciano.”

Quali i suoi progetti futuri? “A breve ripartiremo con la tournée di “Filippo”. Saranno tante le città e le Regioni d’Italia toccate: la nuova stagione partirà il 21 Novembre con Fano nelle Marche, poi Roma, la Puglia, Torino, Pescara, Napoli e tante altre.Unitamente a questo spettacolo, sarò in scena ,sempre in tournée, con un testo diametralmente opposto a questo. Un One Woman Show comico e sarcastico.Altro progetto a cui sto lavorando, sempre con il regista di Filippo ( Walter Garibaldi), è un girato sul tema della violenza, di cui è già pronta la sceneggiatura.

Life Factory Magazine ❣️

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