L’introverso: “Le cadute della vita diventano tue maestre”

“… Seguiamo il Buddismo di Nichiren Daishonin, ci ha cambiato completamente la vita…” (L’introverso) Per Life Factory Magazine è un piacere avervi tra le sue pagine. Raccontateci un po di voi. Come nasce il progetto l’introverso? “Anche per noi è un piacere scambiare qualche parola con voi. La band nasce nel 2012, dalle ceneri di un altro gruppo nel quale Futre, Marco e io suonavamo. In quel periodo abbiamo deciso di cambiare approccio alla musica, di dare di più, di alzare l’asticella. Così, visto che noi tre eravamo in sintonia, abbiamo dato il via al progetto. Nel 2013 è uscito il nostro album d’esordio e da lì le cose si sono mosse di più.

Che emozioni si provano durante il primo live? Come lo ricordate? “Per quel che riguarda me (dice Nico), non ho un bel ricordo. Ero un ragazzino che andava ancora alle scuole superiori, partecipai con la mia band dell’epoca a un concorso per gruppi emergenti e prima del concerto ero molto tranquillo, mentre i miei compagni erano agitati. Gli amici venuti a vederci erano sorpresi della mia calma. E un po’ anch’io. Una volta salito sul palco, però, vedendo tutta la gente che ci fissava, provai il terrore! Ricordo che pensai: “Dicono che dopo un paio di minuti passa tutta la paura. Adesso passerà…”, ma è durata per tutti i venti minuti dell’esibizione. Non so come, ma superammo la selezione. Qualche settimana dopo ci fu quindi la seconda. Ricordo che prima del concerto ero agitatissimo, volevo scappare. La bassista della band provava le stesse cose che provavo io, così ci dicemmo: “Se anche oggi viviamo male il palco, lasciamo la musica. Vuol dire che non fa per noi”. Salimmo sul palco e quella volta sì, dopo un minuto scomparvero tutte le brutte sensazioni, lasciando spazio a quelle piacevoli: esaltazione, senso di libertà, divertimento. Finito il concerto, scoprii che la bassista l’aveva ancora vissuto male. Dopo qualche tempo lasciò la musica, mentre io sono ancora qua.”Sappiamo che abbracciate la filosofia buddista. Raccontateci. “E’ difficile da racchiudere in poche parole. Seguiamo il Buddismo di Nichiren Daishonin, ci ha cambiato completamente la vita. Vediamo noi stessi e il mondo con altre prospettive, ci ha aperto la mente e ci dà la forza per iniziare ogni giornata provando a creare valore per noi stessi e per gli altri. Ci aiuta ad affrontare meglio le difficoltà e le sofferenze, e a goderci di più le gioie. La cosa bella è che lo siamo tutti e tre. Il miglioramento di uno ispirava l’altro, finché tutti siamo diventati praticanti. Sono più di sei anni che siamo buddisti e questo ci ha unito ancora di più. Ormai abbiamo un profondo legame di amicizia che va oltre la band. La musica non è più la cosa più importante che ci unisce.”

Sbalzi D’Umore è il singolo che anticipa il vostro album. Chi ha ispirato questo nuovo progetto? “E’ stata scritta in un periodo molto confuso, dopo una storia finita e tutte le domande che in quei casi ti passano per la testa, che vanno anche oltre la relazione. Ti ritrovi ad affrontare il mondo da solo e ti senti scoperto. In quel periodo è tutto altalenante, provi tristezza e rabbia per quello che è stato, ma nello stesso tempo esci e hai l’adrenalina per il divertimento della nuova vita da single. L’umore ne risente. Ma c’è anche la riflessione di quei pochi momenti tranquilli, in cui ti rendi conto che gli inevitabili fallimenti della vita – non solo le storie finite -, se li prendi dal lato giusto, ti danno la possibilità di crescere come persona. A volte, perdere nelle cose della società ti permette di vincere nella vita.”Che sound troviamo nell album??“Mentre per la composizione delle canzoni abbiamo fatto quello che volevamo, senza guardarci attorno, per il vestito volevamo avere il suono degli anni che stiamo vivendo. Abbiamo mantenuto la relazione tra l’Io e il mondo. E’ bello che i Beatles suonino anni Sessanta, i Led Zeppelin anni Settanta e i Cure anni Ottanta. Ci è piaciuto vivere il presente. Così abbiamo suoni moderni per la chitarra e il basso, supportati dalla batteria elettronica e i sintetizzatori.”

Nel comunicato si legge “le cadute della vita diventano tue maestre” quindi vi chiedo, anche per voi è stato così? “Sì, è stato così e speriamo lo sia sempre. Non vogliamo diventare come quelle persone che peggiorano col passare degli anni, bloccate e incattivite dagli ostacoli che hanno incontrato. Vogliamo essere come quel tipo di persone che più sofferenze passano, più il loro cuore si apre.”

A questo punto vi chiedo, quanti e quali sacrifici per amore della musica? “Tanti sacrifici, ma più che altro rinunce. Se ami qualcosa, i sacrifici non li senti come tali. Ma le rinunce sì, ti accorgi di quante strade ti sei chiuso e di quante persone hai perso. Ci sono stati anni in cui la musica era davvero tutta la nostra vita, adesso non lo è più, ci godiamo la parte migliore, che rimane la musica in sé: ascoltarla, suonarla, cantarla.”

Prima di salutarci e ringraziarvi per la vostra intervista su Life volete aggiungere qualcosa? “La crisi climatica è sempre più incombente. Informiamoci, miglioriamo il nostro stile di vita e facciamo pressione sul potere. È la sfida del nostro tempo, è la battaglia che per la prima volta può unire tutta l’umanità per un obiettivo comune.”

Life Factory Magazine ❣️

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