LO SCRIGNO CREMISI – LE MUTAZIONI– ANTONELLO VENDITTI, DARK ZONE EDIZIONI

 

Sinossi: Kabian fa gli stessi incubi da quando è piccolo; un problema che lo ha segnato e che gli fa pensare di essere nato sotto una cattiva stella. Durante un viaggio di lavoro con suo padre, però, trova un antichissimo oggetto a forma di uovo. Decide quindi di venderlo a re Almon, con l’appoggio del genitore, permettendo così non solo a sé stesso, ma a tutta la sua famiglia, di migliorare la propria sorte. Il ragazzo e la sua famiglia si trasferiscono quindi a Rodash, nel Regno delle Sabbie, ospiti del re, dove finiranno per scoprire non solo gli inganni della ciclopica e insidiosa Città Torre, ma anche che Kabian è destinato ad accogliere dentro di sé l’anima del più grande stregone mai esistito. Ma i segreti intorno all’uovo – in realtà uno scrigno – sono tanti e collegati non solo ai sogni del ragazzo, ma anche a una profezia: chi riuscirà ad aprirlo avrà un potere immenso e potrà sedere sul trono.

 

‘Quando il presagio sarà svelato, il potere farà rinascere un nuovo male. La principessa aveva gettato lo scrigno nel fiume ove le acque lo tengono ancora prigioniero. Anche tu custodirai questo segreto. Lo scriverai perché esso sarà la chiave per capire quel male e avere le armi per sconfiggerlo. Non ti dirò che rimarrà custodito per sempre, giacché il fine intelletto rinascerà per trovarlo. Va’ in pace e non impensierirti. Passeranno secoli prima che qualcuno possa togliere polvere su quel rotolo. Va’ e vivi come hai fatto finora’.

La nostra avventura parte con un paesaggio innevato ed un giovane Kabian che insieme a suo padre viaggia alla ricerca di un oggetto misterioso e leggendario: lo Scrigno Cremisi; cosi da donarlo al Re Almon che dopo averlo avidamente accettato, magnanimamente deciderà di ricompensarli con onori così alti da lasciar sbigottiti loro e tutta la sua “corte”.

«Costruito per l’inganno e coi tormenti, per soggiogare e dominare le menti. Sigillato dal Sogno che sconfisse suo figlio, per favorire i potenti con l’imbroglio. Dato in mano al Beato che per lungo tempo fu ignorato. Gettato nelle acque pure e protetto dalle masse oscure. In una terra segreta sarà trovato, ove con la magia l’uomo fu trasformato, quando il Male cacciato fu e il Beato morì in gioventù. Scoperto per esser dono a chi siederà sul trono. Serenità darebbe a chi mai lo aprirebbe, ma le sorti cambierà a chi ad aprirlo riuscirà. Cremisi sarà sempre il suo colore, e quando tenterai, forte sarà il dolore. Chi con maestria lo custodirà, con superbia, l’altrui sogno comanderà. Se in mano all’Antico lo lascerai, insieme alla creatura volar lo vedrai».

Ben presto però, la famiglia favorita dal re, si troverà in pericolo, fra congiure ed intrighi di corte, trovandosi di fronte a nemici inaspettati, sapientemente nascosti nell’ombra.
Kabian scoprirà le sue vere origini e il destino che lo attende è già segnato; un male sconosciuto si sta insinuando nella mente del Re, cosa accadrà?

Conoscevo già la bravura di Antonello Venditti come illustratore e mai mi sarei aspettata una così grande abilità anche nello scrivere, non posso che definirlo un Artista a tutto tondo. Tutto il libro è pervaso dal grande valore della famiglia, per la quale lottare e sacrificarsi, infatti uno degli aspetti che ho amato maggiormente è il rapporto padre – figlio che c’è fra Barhal e Kabian, un rapporto di amore puro che mi ha fatto molta tenerezza e mi ha fatta emozionare, forse perché mi è sempre mancato l’affetto di mio padre.

«Kabian sei il mio futuro, la mia gioia, la mia vita. Voglio tutto per te, figlio mio,
scalerei la più erta delle montagne se solo in vetta trovassi la tua felicità. Forse,
domani, se la fortuna ci assisterà e se la pergamena è autentica, in quel fiume
troveremo un tesoro e la nostra vita cambierà. Non faremo più parte delle classi inferiori». Kabian sorrise ricordandosi dell’affetto che provava per suo padre, che quel quattordicesimo compleanno gli aveva donato un solo desiderio e lui l’aveva espresso chiedendo al cuore di assomigliare a lui.

Punto forte della narrazione sono indubbiamente le descrizioni sia dei paesaggi che dei personaggi, ognuno è perfettamente caratterizzato ed esprime la propria vera natura estrapolandola all’esterno; ogni luogo, personaggio, stato d’animo appare come dipinto e instillato nella nostra mente, con una maestria disarmante.
Questa spettacolare capacità descrittiva dello scrittore rende ogni minimo dettaglio perfettamente plausibile, necessario e verosimile: il suo talento come disegnatore divampa nella scrittura in una maniera così efficacie da delineare perfettamente il personaggio, con precise pennellate, così come è stato immaginato dalla mente immaginifica dell’autore; per non parlare delle creature così originali, oh il cervello, ne vorrei uno tutto mio!
Ogni personaggio cresce muta e matura durante la storia, non resta piatto, e parlo di tutti i personaggi, nessuno è tralasciato, tutti sono ben studiati e personificati.
Come ogni Epic fantasy che si rispetti, la dicotomia di Bene e Male è presente, e la descrizione che ci dona l’autore è da brividi.

«Il male è effimero, non ha bisogno di nutrire, ma piuttosto di nutrirsi per crescere. Un
ideale costruito sulle sue basi può crollare in ogni momento» fece un paio di boccate e quando sputò grosse nuvole di fumo continuò: «Il bene, al contrario, è più solido e difficile da tenere vivo, perché esso ha bisogno di nutrire e di dare per crescere. Se vuoi fare del bene a qualcuno non devi per forza aspettarti di riceverlo. Tutto ciò che è stato costruito sulle sue basi, è molto più resistente, difficile da abbattere. Più ami, più il sentimento cresce. Nel male risiede il caos, nel bene risiede l’ordine». «Ci si può redimere dal male?»

«In alcuni casi sì e si rinasce ancor più consapevoli, come l’esempio della rosa. In altri,
però, bisogna stare attenti perché le parole hanno poteri inimmaginabili, possono attrarre e gettarti nel caos senza via di uscita, senza poterti più rialzare.»

Ho apprezzato che Kabian, nonostante sia un predestinato della magia, non diventi immediatamente un mago fortissimo e perfetto, ma lo vediamo studiare, sperimentare e soprattutto fallire, lo vediamo in difficoltà e in cerca di aiuto. Ho adorato la sua reazione dopo aver scoperto chi è in realtà, la sua necessità di fuggire e isolarsi per metabolizzare il tutto, ma nonostante tutto, la necessità di tornare nel suo posto sicuro – a casa – quando è avvolto dal terrore.
Kabian è destinato a grandi cose, ma è un ragazzino inesperto e pieno di paure, non sa cosa fare ma è cosciente che un suo fallimento porterebbe ad un tragico epilogo per la sua famiglia, l’assenza di un deus ex machina è sicuramente una cosa che ho grandemente apprezzato. Ho amato particolarmente il modo in cui il personaggio del re Amond, sia mutevole sotto l’influenza di Olìon – la creatura senza volto che mi ha piacevolmente ricordato “il Vuoto” de La storia infinita; la sua metamorfosi è rappresentata egregiamente, la brama di potere, l’orgoglio, la superbia, la follia, la
sua anima tormentata ed inquieta ma con un flebile sussurro di dolcezza e umanità, e la terribile evoluzione finale mi hanno sorpresa.

“Olìon era altissimo e incuteva paura, soprattutto perché non aveva nulla al posto della faccia, soltanto un’insolita superficie liscia. «Olìon, hai detto, non ho dubbi a questo punto, sto sognando. Il figlio del sogno è un racconto per bambini, non è realtà, quindi presto mi sveglierò?» chiese Almon.”

«Io sono nulla e tutto. Sono bene e male. Sono luce…» e la luce s’intensificò «e ombra…» e la luce si affievolì. Infine comparve il buio e la voce fu più amabile. «Ma sono anche sogno, che nel suo divenire mostra la realtà.» «Per chi tre volte dirà il mio nome e dal cuore deciderà di donare la sua vita, dallo scrigno aperto, aiuto potrà trovare e il vero potere, l’umanità vedrà tornare.»

Per quanto non apprezzi a pieno la personalità del personaggio di Sitya, irriverente e a tratti presuntuosa, giustificato dalla giovane età, ho adorato il rapporto che ha con Kabian e la sua crescita durante la storia, sarà fondamentale in molti momenti chiave.
Sicuramente la preferisco nella sua veste di dolce “Polmoni di Ferro” piuttosto che quella della prediletta del Re, preferisco i momenti in cui la sua pura innocenza traspare da ogni suo gesto e sussurro.
Sitya filava come una furia. Si sentiva nata per correre, per far divenire il vento suo
compagno di giochi, per sorvolare i dossi e i pietroni. Ricordava benissimo come la
chiamava suo fratello: Polmoni di Ferro. Sapeva che urlare a perdifiato la faceva
sentire libera. In tutto questo tempo non si era stancata mai di gironzolare, di
correre, non era stata ferma nemmeno nel sonno. Ricordava bene anche suo padre,
quando la paragonava a una libellula delicata, nel suo volo ordinato, che azzecca le traiettorie ed è sempre pronta a ripartire.

Menzione d’onore per il mio personaggio preferito che spero avrà più spazio nel seguito, parlo del “mentore” di Kabian – Skilimisia – che ha rinunciato a vivere la sua vita per la ricerca dell’Eletto; adoro il suo affetto materno e protettivo nei confronti di Kabian, ho sofferto per le angherie subite e per le cattiverie ingiustificate che hanno segnato il suo personaggio.

«È difficile stabilire quanto il nostro cuore possa sostenere. Nessuno, nemmeno i maghi più calcolatori o i poeti possono dircelo. Io so, peraltro, che tu sei come tua madre: vedeva il mondo pieno di colori. Perché allora vuoi ostinarti a vederlo grigio? La vita è già di per sé un grande dono, ma ancor di più lo è quello che ti è concesso farne. Non pensare che la tua vita stia andando a rotoli e che questo momento sia insormontabile. Col tempo capirai, come ho fatto io, e credimi ragazzo, ne ho passate tante. Ho abbastanza anni da permettermi di dare consigli».

Nonostante questo sia il primo volume introduttivo della saga, il ritmo non è né troppo lento né troppo veloce, ma credo che sia scandito in maniera impeccabile, non ci sono mai momenti noiosi né superficiali.
Focalizzandoci sulla scrittura essa risulta fluida e coinvolgente, uno stile fresco per nulla pedante che giunge come acqua dissetante nel mondo degli scrittori fantasy italiani, alzando di gran lunga l’asticella nel campo. Come non accennare alla bellezza della copertina, realizzata dallo stesso Antonello Venditti.
“Lo scrigno cremisi” guadagna a mani basse il primo posto fra le letture Fantasy dell’anno e non vedo l’ora di poter leggere il seguito.

«Oggi, perciò, posso certamente dirti che è nel cuore che si racchiude tutto. La mente ci fa agire, ci dà le informazioni, ma è dal cuore che proviene la forza, la spinta per andare avanti e creare il nuovo». «Qui dentro si racchiudono emozioni, passioni e grandi energie. Anche se adesso può sembrarti debole e fragile, che ti basti il torto subito a lacerarlo o addirittura a spezzarlo pensando di trasformarlo in pietra, tuttavia è sbalorditiva la sua predisposizione a risanarsi. Il cuore è un marchingegno perfetto, nemmeno tuo padre o la più antica delle magie sarebbero capaci di costruire o far apparire una cosa simile. Perciò, sarebbe vano se tentassimo di truffarlo; la nostra sincerità è unita al suo pulsare. Anche se provassimo a nascondere un dolore o imparassimo a negarlo spudoratamente, la lotta con le nostre pene avverrà lo stesso, senza per forza doverci rifugiare in un luogo per noi sicuro, lontano dai sentimenti. Il cuore è il nostro potere e sono pochi quelli capaci di cambiare il mondo anche se, forse, uno c’è.»

 

by @FENICEFRALEPAGINE

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