Ragazze: armatevi di clava e portate avanti le rivoluzioni femmili!

Una legge degli Stati Uniti del 1853 affermava: “Il marito e la moglie sono una sola persona, e questa persona è il marito.”

Sembra pazzesco pensarci oggi, ma forse non poi così tanto ….

Nei secoli le donne hanno dovuto combattere per rivendicare i loro diritti ed è una battaglia continua. Fatta di tante piccole rivoluzioni. Non rivolte, rivoluzioni, perché le rivolte sono solo atti di ribellione che non portano a risultati. Le rivoluzioni, invece, cambiano la società e il corso della storia. Ad esempio: il primo moto di emancipazione femminile potrebbe essere avvenuto ai tempi delle caverne, una moglie esasperata che da la clava in testa al marito dato che questi non trova la pelle di gnù che ha proprio davanti agli occhi. Di un simile colpo di mano (o di clava) tuttavia non c’è traccia nella storia e questo significa che, a parte il momentaneo sfogo di nervi, il gesto ribelle non ha portato a grossi risultati nella società primitiva.

Le rivoluzionarie invece hanno lasciato una memoria storica delle loro imprese, personaggi come: Giovanna d’Arco, Elisabetta I, Marie Curie, Rosa Parks e tante altre.

Ma è stato quando le donne si sono unite e hanno combattuto per i loro diritti, che è cambiato il corso della storia.

A partire dal movimento delle suffragette, che impiegarono più di un secolo per arrivare al diritto di voto nei primi anni del 900. In Italia le donne hanno votato per la prima volta soltanto nel 1945. Dopo l’estrema repressione della figura femminile dovuta all’ideologia fascista, che relegava le donne al ruolo di fattrici per la patria. Per arrivare agli anni sessanta, in cui le femministe rivendicarono il diritto all’aborto e al divorzio. Mentre ancora, nel 1965, Franca Viola faceva scandalo per aver rifiutato il “matrimonio riparatore” dopo aver subito una violenza. Nel frattempo le ragazze iniziavano a indossare le minigonne, a fumare, a truccarsi, a pretendere e ottenere ruoli professionali e dirigenziali nel mondo del lavoro. Le famose “pari opportunità”.

Il femminismo ha lasciato molti strascichi e parecchie controversie. E oggi le donne sono ancora lontane dalla parità di genere, non tanto per forma ma più per sostanza.

In Italia è rimasto il retaggio di una società profondamente patriarcale, che in famiglia tende sempre a portare avanti il figlio maschio. Le ragazze hanno ancora molta strada da fare e dovrebbero armarsi di clava (ovviamente in senso figurato), e darla in testa, prima che al marito che non trova i calzini nel solito cassetto (possibilmente da lui stesso lavati e riposti), a tutti quelli che intralciano loro il cammino verso la vera indipendenza, economica e sociale.

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