RAKU CHE PASSIONE

Ciao Valeria, guardando sui vari profili instagram ho individuato il tuo angolo creativo e devo farti i miei complimenti per quanto sono belli i tuoi oggetti, ma soprattutto i tuoi gioielli. In arte ti chiami Valeraku! Ho letto che “Raku” è un termine giapponese e significa “comodo, rilassato, piacevole, gioia di vivere.“

Quanto è vero questo significato applicato su di te?
Mi fa sorridere questa prima domanda perché per come sono io non avrei mai dovuto fare raku, in quanto non è che sposi alla perfezione la filosofia stessa. O meglio diciamo che per quanto riguarda la gioia di vivere e piacevole quello assolutamente, ma perciò che concerne comodo e rilassato assolutamente no. Vado sempre a 1.000

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Puoi raccontarci chi sei e come è nata questa tua attività?
Quando ancora lavoravo come dipendente, ero solita al ritorno a casa trovarmi con la mia vicina e realizzare articoli vari con materiali differenti, quali legno, cotone e metallo. Di li a poco ho cominciato a nutrire la voglia di imparare a modellare l’argilla. Cosi mi sono iscritta al’Istituto d’arte “Paolo Toschi” di
(PR) e parallelamente ad un corso di ceramica raku. Diciamo che la scelta di fare questa tecnica ceramista è stata quasi imposta, perché è l’unico corso trovato nel raggio di 40 km. Per questo a distanza di anni penso che sia il raku che è venuto a me!

Mi sembra di capire che il tuo percorso formativo scolastico è completamente diverso da quello che fai ora, giusto? Ti ricordi quando è partito il primo approccio con la creta e in che modo? Sei un’autodidatta oppure hai frequentato dei corsi?
La scuola non sono riuscita a terminarla perché quasi alla fine del 2 anno sono rimasta incinta, ma per quanto riguarda la ceramica avevo già alcune basi per lavorare da sola ed ho proseguito creandomi un piccolo laboratorio in casa. Per le cotture, essendo incinta, portavo i pezzi a cuocere alla mia insegnante. A distanza di qualche anno, ho comprato il mio forno e da lì è stato tutto un divenire.

Ho visto che partecipi a molte mostre ed eventi, puoi raccontarci cosa accade quando incontri le persone che ammirano i tuoi oggetti?
Sicuramente partecipare a fiere ed eventi è il modo più diretto per fare conoscere il tuo prodotto e la tua storia. Oltre ad apprezzare ciò che creo e ad ascoltare sbalorditi tutti i vari passaggi della cottura, molto spesso vogliono conoscere anche il percorso che mi ha portato fino qui. Nel fluire delle parole vedi i loro occhi che s’illuminano. Mi fa piacere condividere il mio percorso con le persone per fare sì che prendano coscienza che tutti possiamo cambiare la ns vita ogni qual volta che non siamo soddisfatti.
Una cosa che mi da molta soddisfazione e il fatto che chi segue da tempo la mia attività dice che ha vista una bella evoluzione e una forte crescita artistica.

modellazione.jpg
modellazione dei pezzi

Ti va di raccontarci un po’ più nello specifico in cosa consiste la tecnica del raku?
La tecnica raku fu introdotta recentemente nel mondo occidentale che ne stravolse i principi fondamentali. L’effetto decorativo, con riflessi metallici e la cavillatura, la singolarità del processo, durante il quale l’oggetto è estratto incandescente dal forno, ne fanno una tecnica estremamente originale, che stravolge il metodo classico. Durante il processo raku il pezzo subisce un forte shock termico: è quindi necessario utilizzare un’argilla robusta e refrattaria. Questo tipo di materiale possiede al suo interno sabbia e granelli di argilla già cotta, chiamati chamotte, che ne diminuiscono la contrazione, evitando così le fratture. Il pezzo in argilla refrattaria bianca, dopo esser stato modellato, è cotto una prima volta a 950-1000 °C; successivamente avviene la decorazione.

la riduzione, ovviene viene tolto ossigeno
la riduzione, viene tolto l’ossigeno

In questa tecnica si utilizzano ossidi o smalti; per avere una colorazione verde, ad esempio, non si utilizzano pigmenti di quel colore, ma l’ossido di rame.
Esempio di decorazione tramite riduzione: togliendo l’oggetto incandescente dal forno, in base al tipo di prodotto che si utilizza (segatura, carta, foglie ecc.) sull’oggetto biscottato (cotto due volte), si potranno ottenere diversi effetti di riduzione dal colore, dal nero al colore grigio. La cottura raku, o seconda cottura, viene effettuata in un apposito forno, a pozzetto o a campana, in fibre ceramica leggera, ma si possono
costruire piccoli forni anche con mattoni refrattari non cementati, dove la temperatura sale a circa 950 – 1000 °C. Quando il colore del forno è di un arancio chiaro tendente al giallo e i pezzi invetriati sono lucidi, si procede all’estrazione. Il forno viene aperto e l’oggetto viene preso attraverso apposite pinze e immediatamente depositato all’aria a raffreddare, in alternativa immerso nell’acqua, questa è la vera tecnica raku.
In tempi recenti, anni 70, scoperta questa tecnica di cottura, si è pensato di inserire i pezzi in un contenitore di metallo pieno di materiale combustibile (fogli di giornale, trucioli, segatura ecc.), che, bruciando a contatto dei pezzi incandescenti, provocando una grossa riduzione d’ossigeno. L’oggetto viene poi estratto nuovamente dal contenitore e immerso nell’acqua, dopo di che viene pulito per eliminare i segni della combustione e per far emergere i riflessi metallici in tutta la loro iridescenza e brillantezza.
Tali riflessi metallici si formano in assenza totale o parziale di ossigeno attorno ai 650-700 °C con questa tecnica cruenta, non bisogna dimenticare i famosi lustri Ispano Moreschi e quelli di Gubbio, erano ottenuti con assenza di ossigeno nella terza cottura, sempre alla stessa temperatura, ma nel forno di cottura allora a legna, chiudendo il camino, immettendo materiale, zoccoli di cavallo, resina, pece, nel forno e chiudendo
anche il focolare, si otteneva la riduzione.

 

estrazione dei pezzi.JPG
estrazione dei pezzi
I pezzi vengono posti in un bidone e coperti con segatura.JPG
i pezzi posti in bidone e ricoperti di segatura

Se tra i lettori di Life Factory Magazine ci fossero dei lettori che volessero acquistare degli articoli creati da te, cosa dovrebbero fare? Dove possono trovare una vetrina fisica e una virtuale?
Al momento l’unico canale x gli acquisti on line è quello di Etsy anche se sto lavorando x creare il mio shop personale collegato al sito. Altrimenti posso contattarmi attraverso i social di FB e INSTAGRAM se sono interessati a qualcosa pubblicato. Inoltre ho qualche negozio che rivende il mio prodotto. Al momento a Spilamberto di Modena, a Gonzaga (MN) e a Pescasseroli (AQ)

Ti ringrazio davvero tanto per la tua disponibilità e chissà, magari ci vedremo in qualche fiera per ammirare da vicino le tue creazioni!

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