Giuseppe Alessio Nuzzo: “Mi ritengo un uomo fortunato

“…Diciamo che la mia vittoria già l’ho avuta…”

Life Factory Magazine ha intervistato per voi il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano Giuseppe Alessio Nuzzo. Studia Cinema e organizzazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e Regia alla National Film and Television School. Fondatore e direttore generale della Mostra Internazionale del Cinema sociale il “ Social World Film Festival”che si svolge ogni anno nella città di Vico Equense. Da i suoi primi progetti fino al suo ultimo cortometraggio( presentato alla Mostra del Cinema di Venezia), Nuzzo si racconterà a noi di Life in una bellissima intervista, ripercorrendo insieme a noi e a voi lettori i suoi ricordi più vivi. Ecco a voi l’intervista. Buona lettura a voi.

Per Life Factory Magazine, è un pacere averla tra le sue pagine. Ci racconti un pò di lei. Come nasce la sua passione per il cinema?
“…mi definisco un sognatore, perché sin da bambino ho sempre avuto questa passione per il cinema. Ricordo che aspettavo con ansia davanti la tv che arrivasse la seconda serata per guardare “I Bellissimi di Rete4”. Da passione poi è diventata un opportunità di lavoro grazie ad un organizzazione territoriale che organizzava ( durante il periodo del liceo), corsi di regia. Da li ho coltivato sempre più la mia passione”.

Fondatore del Social World Film Festival, come nasce l’idea?
“…un progetto nato per dar voce e visibilità a i piccoli autori. Un festival che in questo anno compie dieci anni di attività e che oggi è una bella vetrina per i giovani autori.”

Perché ha deciso di chiamare il suo film “Le verità”?
“…perché le verità sono tante e non è mai una sola. All’inizio il titolo doveva essere: “Le due verità”, poi ci siamo accorti che era un progetto che poteva avere più di un finale e abbiamo scelto il suo attuale titolo. Un thriller psicologico particolare e molto ragionato con la sceneggiatura di Tonio Sopia( sceneggiatore delle opere di Michele Placido).

Per la prima volta( o almeno credo), abbiamo dato l’opportunità allo spettatore o al lettore di decidere se vedere rima il film o leggere il libro. Tutto ciò perché io amo la sperimentazione e l’innovazione.”

“Lettera a mia figlia”, è un docu-film sull’Alzheimer. Come nasce l’idea?
“…cinque anni fa mia nonna si ammalò di Alzheimer, decisi cosi di creare un documentario in cui si raccontasse la malattia e come approcciarsi ad essa, perchè ancora oggi è questa la difficoltà più grande. Dopo aver scritto il documentario pensai anche di scrivere una parte di film per farlo diventare appunto un docu-film. Subito dopo immaginai Leo Gullotta per questo ruolo, che chiamai immediatamente e in soli 10 giorni girammo le scene.

Leo fu davvero straordinario. Un progetto anche questo che ci riempi di premi e soddisfazioni”.

“La scelta”, è il suo ultimo cortometraggio sulla vera storia dell’attrice Cristina Donadio( Chanel di Gomorra). Ci racconti.
“Cristina Donadio, durante le riprese della seconda stagione di Gomorra, scopre di avere un cancro al seno.

Il cortometraggio riparte proprio da li dalla sua scoperta in una sorta di flash bach”

Quanti e quali sacrifici per amore del suo lavoro?
“…io non li definirei sacrifici ma privazioni fatte con amore e chi sostiene il contrario credo dica un inesattezza. Tutto ciò però fa parte della scelta di vita che abbiamo fatto e va fatta seriamente…”

Come immagina il suo futuro?
“…come adesso ( sorride). Mi ritengo un uomo fortunato perché faccio un lavoro che mi piace. Diciamo che la mia vittoria già l’ho avuta…”

Life Factory Magazine ❣️.



Categorie:Cinema, interviste

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