Viviana Picchiarelli scrittrice, con la passione per il vino

Viviana Picchiarelli è nata ad Assisi nel 1979. Lettrice accanita, appassionata di viaggi e amante del buon mangiare, si dedica da anni alla scrittura. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari e pubblicato racconti in diverse antologie. Ha pubblicato i primi romanzi grazie al Gruppo Letterario Women@Work, di cui fa parte dal 2011, e partecipa attivamente all’organizzazione e alla promozione dei suoi eventi culturali.

Grazie per averci concesso questa intervista. Lei è autrice di “La locanda degli amori sospesi” pubblicato con la Newton Compton Editori, “Il rubino intenso dei segreti” e “Reale virtuale” pubblicato con Bertoni Editore. Decisamente due realtà diverse, come mai questa scelta?
Grazie a voi per lo spazio che mi state concedendo. Ho iniziato a pubblicare con Bertoni Editore nel 2011 e qualche anno dopo sono stata contattata da Newton Compton per iniziare con loro un altro tipo di percorso editoriale, quindi l’aver pubblicato con due case editrici così differenti è stato frutto del caso. Oggi posso dire che mi ritengo molto fortunata ad aver avuto l’opportunità di conoscere due modalità abbastanza differenti di fare editoria, da cui sto cercando di apprendere il più possibile.

Anche i generi sono diversi, “La locanda degli amori sospesi” è un genere romance mentre “Il rubino intenso dei segreti” è un romanzo di narrativa basato su una saga familiare. Totalmente diverso invece è “Reale virtuale” che possiamo classificarlo come un libro di narrazione femminile. È possibile dedurre che non si è voluta incanalare in un genere preciso o è solo frutto dell’ispirazione?
La locanda degli amori sospesi ha senza dubbio un’anima romance, anche se nel complesso se ne distacca in maniera netta. Il rubino intenso dei segreti appartiene più al genere Women’s fiction, mentre la raccolta di racconti Reale Virtuale spazia dal romance all’erotico, passando per l’umoristico. Di sicuro, amo raccontare storie di donne e credo che il genere che più mi rappresenti sia proprio la Women’s fiction. Al momento, sto cercando di trovare la mia cifra stilistica.

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Quando è nata la passione per scrivere?
In realtà, nasco come lettrice forte e sino al 2011 non avevo mai pensato di provare a scrivere storie con finalità editoriali. La questione si è palesata a seguito di un percorso personale che mi ha condotta ad occuparmi di scrittura terapeutica e che, in un secondo momento, mi ha permesso di conoscere Costanza Bondi, la fondatrice del Gruppo Letterario Women@Work. È stata lei a spronarmi a scrivere, puntando alla fiction e alla narrativa di evasione.

Come sono nati questi tre libri?
Reale Virtuale è stato il mio primo libro e non poteva che essere una raccolta di racconti, dal momento che all’epoca (parliamo del 2012) avevo moltissime trame in testa e un’urgenza quasi ossessiva di metterle su carta. La narrativa breve era l’unica soluzione per affrontare tutte le idee che durante quell’estate non facevano altro che togliermi il sonno. Da uno di quei racconti, su sollecitazione di molti lettori, curiosi di sapere come sarebbe proseguita la storia d’amore di Matilde e Matteo trent’anni dopo il loro ultimo incontro, è nata la primissima versione de La locanda degli amori sospesi.
Il rubino intenso dei segreti è il mio congedo dal mondo della danza. Pur non ballando più da molti anni per via di alcuni problemi di salute, volevo essere io a far calare il sipario sugli anni più belli della mia vita, seppur attraverso i personaggi di una saga familiare. Nel romanzo, poi, ho affrontato anche la mia passione per il vino e ho raccontato di una malattia che ho conosciuto da vicino, l’Alzheimer.

Lei fa parte del Gruppo Letterario delle Women@Work, è una donna di successo che riesce a far coincidere la vita da scrittrice con quella di relatrice e di lavoratrice, credo che per molti versi non sia facile:
Esatto, non sempre lo è, ma sono più le volte in cui riesco a far incastrare il tutto rispetto a quelle in cui devo faticare di più. Mi ritengo molto fortunata. Faccio ciò che amo e lo vivo nella maniera più leggera possibile.

Dietro ogni lavoro ci sono: impegno, sudore, tenacia, sacrificio e rinunce. È vero o c’è anche il fattore fortuna?
Il fattore fortuna è fondamentale. E la fortuna ha svariate sfaccettature, esprimendosi talvolta in modi impensabili. Nel mio caso, se non avessi iniziato a scrivere in termini psicoterapeutici, non sarei qui oggi a chiacchierare con voi. C’è poi la fortuna che io intendo come “occasione”, “opportunità di”, che però va saputa gestire, nel bene e nel male, con il dovuto distacco. Fortuna, sì, piedi ancorati a terra, pure.

Life Factory Magazine sostiene alcune associazioni contro il bullismo e il femminicidio. Tali atti sono piaghe sociale in aumento, come è possibile sradicare questo esecrabile atteggiamento:
Potrò sembrare impopolare, ma ritengo che si debba tornare a un’educazione meno permissiva e più rigida, sia in famiglia che a scuola, esaltando i fallimenti e i “no” come occasioni per migliorarsi e concependo le “diversità” come fattori di unicità.

Ha qualche nuovo progetto che ci vuole svelare in anteprima?
Questo mese è uscito il seguito de La locanda degli amori sospesi, dal titolo Il giardino della locanda dei libri, edito da Newton Compton. Attualmente sto lavorando a un paio di romanzi, di cui uno a quattro mani con il collega scrittore e musicista jazz Anthony Caruana.

La ringrazio per il tempo che ci ha dedicato. Grazie a voi per l’ospitalità!

 

Ecco la sinossi dell’ultimo romanzo di Viviana Picchiarelli:

Dopo la morte della madre Ginevra e Celeste hanno provato a recuperare il loro rapporto, ma le troppe incomprensioni legate a un passato mai dimenticato le hanno allontanate al punto da farle sentire due estranee. È facile che le tensioni tornino a galla. Ginevra ha chiuso la relazione travagliata con Riccardo, mettendo fine ai progetti che si era illusa di poter condividere con lui. Celeste invece non può fuggire di fronte al dolore per la perdita, reso più acuto dal ritrovamento di tre taccuini appartenuti alla madre. In quelle pagine potrebbe esserci la chiave per scoprire la verità su un padre che non ha mai conosciuto. A sostenere entrambe c’è Matilde, la proprietaria della Locanda dei Libri, sul lago Trasimeno, le cui stanze, mai sazie di far da teatro ad amori, amicizie, scontri e rappacificazioni, saranno ancora una volta il luogo in cui si consumeranno drammi familiari: ma sarà proprio lì che Celeste e Ginevra riusciranno finalmente a venire a patti con il passato e a concedersi la possibilità di amare ancora

 

Grazie a Viviana Picchiarelli per essere stata tra le pagine di Life Factory Magazine.

 

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