Vasco Barbieri: “La musica la mia via di fuga”

La musica: “Una porta per entrare in contatto con gli altri per conoscere me stesso (Vasco Barbieri)

Life Factory Magazine ha intervistato per voi Vasco Barbieri, giovane cantautore che si avvicina alla musica all’eta di 7 anni iniziando a suonare una canzone al pianofore ricordandola ad orecchio. Da quel momento la musica diventa il suo strumento principale di comunicazione per esprimersi. Da i suoi studi presso l’Actor Studio di Roma, alla sua passione per la filosofia, Vasco si racconterà a noi di Life in una bellissima intervista. Buona lettura a voi.

Ciao Vasco, e benvenuto tra le pagine di Life. Raccontaci un po’ di te:

“Faccio musica come mia unica possibilità di sopravvivenza. È stata la mia via di entrata e uscita dal mondo, una porta per arrivare agli altri e conoscere me stesso. Anche se credo non si finisca mai di conoscersi e, per il momento, sto ancora facendo amicizia con me (sorride.) ”

Sappiamo che hai frequentato l’ Actor Studio di Roma, raccontaci:

“Ho fatto tre anni di teatro e poi sono scappato. Ero spaventato perché sapevo come entrare in un personaggio ma non sapevo più come uscirne (sorride). Di risposta mi sono iscritto a Filosofia per capire il perché. Ciò che mi intrigava di più dei filosofi era la fragilità nascosta dietro alle loro mille parole e discorsi. Credo siano fra le persone più fragili al mondo.”

Parlaci del tuo nuovo singolo “A LITTLE BIT OF PRESENT”:

“Un progetto che nasce come reazione ad una crisi post università. L’inquietudine e’ un sentimento condiviso che se incanalata può diventare un motore inarrestabile.”

Che sound possiamo trovare in questo nuovo progetto?

“Abbiamo provato a renderlo più pop rock possibile, cercando di arrivare a tutti. Una sorta di confessione sviluppata con una sonorità a tutto tondo. Diciamo che sto provando ad unire il futuro con il passato (sorride.)

Ti sei inventato lo “Swing Filosofico”, raccontaci:

“È un ossimoro, due parole che non centrano nulla l’una con l’altra. Il primo concerto che feci con questo genere l’intitolai ‘Il matto’, perché come carta dei tarocchi è rappresentato da un funambolo che cammina fra il razionale e l’irrazionale…”

Chi o cosa ispira i tuoi testi?

“Possiamo definirlo una sorta di delirio. Come dice Vasco Rossi… le canzoni nascono da sole.”

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Vorrei che la mia musica arrivasse a più persone possibili per assaporare quel sentimento di pancia che solo una canzone live può darti. Inoltre vorrei sperimentare nuovi sound e nuovi generi. Il mio obbiettivo principale e’ comunicare l’arte come possibilità di impeto e di gioco.”

Life Factory Magazine ❣️

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2 commenti

  1. Questo giovane è fantastico. Dice cose che provengono dal cuore, sorridendo, ponendosi con garbo, senza imporsi. Il suo brano è il suo specchio, forte e fragile.

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