Samantha Casella: “Forse Banksy siamo tutti noi”

Samantha Casella, giovane e talentuosa regista italiana, si racconterà a noi di Life, dopo la sua vittoria al Los Angeles Film Festival Awards “, come” Miglior film “per il suo cortometraggio ” I am Banksy”. Buona lettura a voi.

Ciao Samantha, per Life è un piacere e un onore averti nuovamente tra le nostre pagine. “I am Banksy” (il tuo cortometraggio), ha vinto nella categoria “Miglior
Cortometraggio Straniero” al Los Angeles Film Festival Awards. Cosa si prova?
“È una grande gioia e non solo personale, vincere in una categoria come
“miglior film”, significa che a vincere sono stati tutti, non solo il regista, ma
anche gli attori, i tecnici… Credo sia una una gioia condivisa… A Los Angeles
è la terza volta che avviene, a marzo “I Am Banksy” vinse Best International
Short Film al Golden State Film Festival, dove ha avuto la sua prima mondiale
nel suggestivo Chinese Theatre, sulla Hollywood Boulevard; a luglio abbiamo
vinto come “Best Mystery Short” all’Olympus Film Festival; ed ora questo
premio in un evento che raccoglie quanto di meglio si dovrebbe essere visto
nella stagione in questa città… Davvero una grande gioia.”

Ricorda a i nostri lettori la trama del tuo cortometraggio.
“I Am Banksy” ha protagonista un giornalista spregiudicato e arrivista,
disposto a tutto pur di scoprire l’identità di Banksy, il celebre artista che ha
sempre voluto tener nascosta la propria identità. Il cortometraggio si divide in
tre settori: una prima parte documentaristica, una evoluzione centrale in cui
seguiamo le ricerche del giornalista, ed una atto conclusivo più surreale, che
si apre ad altre domande…”

Chi o cosa ha ispirato “I am Banksy”?
“La classica serata insieme ad amici in cui si parla di tutto e di niente, finché
dal niente qualcuno ha posto la domanda: secondo voi chi è Banksy? Ognuno
ha detto la propria opinione, ma la frase che più mi ha colpita è stata quella
pronunciata da un’amica che ha detto: «Forse Banksy non esiste. Forse
Banksy siamo tutti noi»… Come ad indicare che certo, Banksy è indubbiamente un artista validissimo, ma tutto sommato ciò passa in secondo piano al cospetto del messaggio che vuole far filtrare e che questa disperata ricerca dell’anonimato lo abbia in realtà reso un caso mediatico a prescindere…”

Sui social sei stata definita, e cito testualmente “orgoglio italiano, giovane e brava
regista”. Noi di Life concordiamo, tu come ti vedi?
“Prima di tutto mi vedo come una persona fortuna. Ho sempre avuto accanto
persone “giuste”, persone che mi hanno incoraggiata, ascoltata, compresa.
Non so se sono brava, giovane ormai non più così tanto! Di sicuro cerco di
svolgere questo lavoro con disciplina, con concretezza. Cerco di essere
molto attenta alle critiche anche se certo, alcune definizioni fanno piacere,
seppure non c’è nemmeno bisogno di dirlo: le persone che possono essere
considerati orgogli per l’Italia sono altre. Ma sentire l’affetto fa sempre bene,
la gentilezza fa magie a tutti i livelli.”

Che progetti hai per il tuo cortometraggio dopo questo riconoscimento così
importante?
“I Am Banksy” proseguirà il suo percorso ai Festival. A metà settembre
saremo ad un Festival internazionale all’Isola d’Elba, in ottobre saremo a
Berlino ad un Festival indipendente dove mi è stato comunicato un premio
alla regia; poi ci sono diverse cose in ballo a Los Angeles, tra cui partecipare
alla selezione per gli Oscar 2020. Non arriveremo mai alle nomination, è ovvio,
ma sicuramente esserci garantiti l’opportunità di essere visionati e giudicati
dalla Academy è un grande traguardo.”

Chi desideri ringraziare per questo traguardo?
“Dovrei partire dai miei genitori, che da anni mi sono vicini, per arrivare a tutti coloro che hanno partecipato allo sviluppo e alla realizzazione di “I Am
Banksy”. In modo particolare devo ringraziare Marco Iannitello, il protagonista assoluto del corto. Ci siamo conosciuti più di dieci anni fa in treno e pur rimanendo in contatto, prima di “I Am Banksy” non avevamo mai collaborato in nessun progetto. La stima è evoluta in una grande amicizia che ha rafforzato quello che spero si dimostrerà essere “un sodalizio artistico”.
Devo ringraziare anche Massimiliano Lazzaretti, l’autore della colonna
sonora, composta a distanza ed a cui sono bastate due ore di conversazione per capire che musica comporre! Che dire, devo ringraziare Claudio Graziani,
un truccatore-parrucchiere che viene dal mondo della moda, cugino di mio
padre, che mai avevo osato disturbare, e che mi è venuta in soccorso proprio
su “I Am Banksy”. Poi indubbiamente, ultimi ma non ultimi, tutti coloro che a Los Angeles hanno preso a cuore il mio progetto e lo hanno diffuso,
supportato, premiato…”

Quali i tuoi progetti futuri?
“A breve termine credo realizzerò un altro cortometraggio, diviso in tre atti,incentrato su tre autori di poesia-letteratura: Esenin, Steinbeck e Rimbaud,
ognuno di essi in lingua originale.Per il 2020 c’è in cantiere un film, un thriller con alcuni risvolti horror. Si tratta di un progetto in cui credo molto. In alternativa, se dovesse andar storto qualcosa spero di riuscire a realizzare una serie TV per il web. A lungo termine vorrei scrivere un libro di favole con protagonisti degli animali e una serie di frasi simboliche realizzate con i neon ed ambientate in luoghi contestualizzati ai messaggi.”

Prima di salutarti e ringraziarti per essere stata nuovamente qui tra le pagine di Life hai voglia di aggiungere qualcosa?
“Sono io a ringraziare voi. Approfitto per augurare buon cinema a tutti, sia
esso visto al cinema o su qualsiasi altra piattaforma!”

Grazie da Life Factory Magazine ❣️



Categorie:Cinema, interviste

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