D’amore non si muore

 

“Elisa uccisa da un uomo che l’amava troppo.”

I recenti fatti di cronaca ci hanno raccontato la storia di Massimo,  descritto dai giornali come un omone, “semplice”, rustico. Ossessionato da una ragazza. Elisa.

Da tempo si frequentavano, lui la desiderava, voleva che diventasse la sua fidanzata. Ma lei in Massimo vedeva solo un amico.

Sembra l’incipit di un racconto di Pavese, di quelli crudi, che finiscono male.  Come “Paesi tuoi”,  in cui uno dei protagonisti, ossessionato dalla sorella Gisella, per gelosia le pianta un forcone nella gola e lei muore, tra atroci sofferenze.

Puntualmente anche il sentimento malato di Massimo per Elisa si è trasformato in tragedia.

Lui l’ha uccisa,  per poi pentirsene, confessare e piangere lacrime amare.

Non è troppo amore quello di cui stiamo parlando. Un sentimento nobile non può mai portare ad un omicidio.

Chi ti ama non ti manca di rispetto, non ti picchia e soprattutto non ti uccide.

Qui parliamo, probabilmente,  di un tratto psicotico latente. Avete presente quando, dopo un fatto di cronaca, intervistano i vicini di casa e tutti, sgomenti, dichiarano: “chi se lo aspettava? Era così una brava persona!”

Diceva Jung: “ è sorprendente la frequenza con cui si scoprono, sotto una superficie innocente, delle cose scottanti. La mia esperienza mi ha insegnato ad avere una grande prudenza, perché ci sono più individui di quanto non si pensi, che hanno una psicosi latente”.

Probabilmente Massimo era così, si presentava con quest’aura da bonaccione e ragazzo semplice, nascondendo un grave difetto mentale, che si è scatenato quando l’oggetto della sua ossessione, inconsapevolmente, ha rotto il suo fragile meccanismo inconscio.

Ma come possiamo difenderci da uomini del genere?  Non è affatto facile. E non possiamo accusare, in questo specifico caso, Elisa, di essere stata ingenua. Perché probabilmente lei vedeva in Massimo quello che hanno visto tutti, una persona fragile, bisognosa di comprensione e che magari la faceva sentire anche un po’ in colpa, per essere l’oggetto di un desiderio che lei non poteva esaudire.

Per diagnosticare una psicosi serve un medico. Per difendersi da un corteggiatore ossessionato servono l’istinto e l’aiuto delle persone che ci circondano.

Quando vediamo che un uomo diventa troppo assiduo, ma lui non ci interessa. Tronchiamo subito, senza pensarci due volte. Magari sbagliamo, e perdiamo un potenziale amore. Ma perdiamo anche un potenziale stalker o peggio.

Non dobbiamo preoccuparci di sembrare cattive, non possiamo permetterci di avere pena per un uomo che ci corteggia e a noi non piace. Questa è l’unica arma di difesa che abbiamo.

La stessa regola vale , quando dopo un inizio magari idilliaco, la persona con cui stiamo diventa ossessiva o violenta.

Non è semplice come scriverlo, perché ogni situazione è diversa e complicata.

Quello che però deve essere chiaro è che il “troppo amore” non esiste e che i sentimenti, quelli buoni, non uccidono.

La povera Elisa si è trovata alla mercé di un mostro travestito, che difficilmente avrebbe potuto riconoscere.

Che la sua storia ci valga come ennesimo, triste, avviso.

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.