ALESSANDRO QUARTA: violinista polistrumentista e compositore salentino.

“Il violino è ormai una parte di me, lo tratto come una donna, da amare e custodire.” (Alessandro Quarta)

Life Factory Magazine è onorata di averla tra le sue pagine, le va di raccontarci un po’ di lei e di come nasce la passione per questo strumento meraviglioso, ovvero il violino?
“Sinceramente non ricordo, avevo due anni; l’unico aneddoto che ricordo è che da piccolo appena sentivo della musica mi nascondevo dietro la porta prendevo il mattarello dalla cucina e fingevo che fosse un violino, è forse stato in quel momento, quando i miei genitori mi scoprirono e io dall’imbarazzo diventai tutto rosso, che pensarono sarebbe stato meglio mettermi un vero violino tra le mani.

Quanto della sua terra di origine possiamo trovare nel suo sound?
“Tantissima, c’è tanto del Salento, in particolare tre che compongono l’essenza di un uomo: il sole che nutre la persona, il mare che ci dà la possibilità di vedere l’infinito, il vento che ci dà aria. Questo mi porto dietro insieme alle frisegge (piatto tipico salentino) così so che mangerò sempre qualcosa che mi fa sentire a casa.”

Tanti i riconoscimenti a livello nazionale e internazionale come per esempio quello ottenuto a Montecitorio come “Miglior Eccellenza nella Mmusica” o “Musicol Genius” attribuitogli dalla CNN. Quindi le chiedo, cosa si prova?
“È di certo un grande onore ma sono anche medaglie che tengo nel cassetto perché mi nutro di altro, compongo la mia musica in primis per me stesso, guai a scrivere ciò che la gente si aspetta da lui, bisogna avere il coraggio di scrivere ciò che si sente accettando il rischio che questo possa o meno piacere.”

Dal 2005 al 2008 si è esibito nei principali teatri del mondo in tournée in Europa, Cina, America. Solo a scriverlo gira la testa. A parte gli scherzi, cosa lascia a livello personale e lavorativo collaborare con l’orchestra Symphonica Toscanini?
“Mi ha dato tantissimo, già suonare in un’orchestra da tantissimo perché impari a stare in un gruppo coordinandoti non solo con la sezione degli archi; e non si può nè suonare di più nè di meno degli altri, inoltre vivi insieme a quelle persone, tante teste che sul palco hanno la stessa emozione. Ho avuto a che fare con alcuni dei migliori direttori al mondo.”

Ci parli del brano Dorian Gray:
“Roberto Bolle, con cui ho instaurato un rapporto meraviglioso, è un professionista strepitoso, cura i minimi dettagli e riesce a far uscire suoni magnifici dal movimento di un corpo. La danza classica è stata spesso difficile da immaginare esposta al grande pubblico, ma se potessimo eliminare tutte le etichette che definiscono la musica capiremmo, come disse Leonard Bernstein quando scrisse West Side Story, che non esiste musica leggera o musica classica, esiste solo musica bella e musica brutta. Dorian Gray è nato il giorno di pasquetta, mi è stato commissionato da Roberto in carta Bianca per tradurre il libro in musica, ho cercato di dare una traduzione musicale il più vicino possibile al significato che voleva trasmettere Oscar Wilde. Ogni volta non vedo l’ora di salire sul palco con Roberto, e vivere quella magia insieme oltre ad essere onorato di questa sua richiesta.”

Il suo ultimo progetto è “Alessandro Quarta plays Astor Piazzolla. Ha voglia di parlarcene?
“Io nelle composizioni di Astor vedo tutte le emozioni che fanno parte dell’uomo: gioia, tristezza, difficoltà della vita di andare avanti e di amare, di non essere amato ma soprattutto le due che per me sono le più importanti la sessualità e la sensualità, anche se molto spesso ci dimentichiamo che sono loro due a rendere un uomo quello che è. In Astor si racchiudono tutte queste emozioni che il più delle volte si riscontrano nei grandi compositori del passato ma mai tutte insieme. Un uomo che ha cambiato il modo di vivere il tango, quando lo ascoltavo mi sembrava che mi conoscesse, che parlasse di me. Quando un brano parla di vita vera viene amato da tutti perché sembra che parli di noi.”

Estate in tour con Il Volo, com’è collaborare con dei giovani ragazzi amati in tutto il mondo?
“Sono ragazzi fantastici, giovani ma con una grande conoscenza musicale. Collaborare con loro è stata una bellissima esperienza. Tra di noi si è creata subito una forte alchimia, pochissimo tempo dedicato alle prove e già eravamo in sintonia.

Dove la vedremo in futuro??
“Ho tantissimi progetti ad attendermi, nuova musica e chissà nuove collaborazioni. Per ora non posso rivelare nulla ma presto li svelerò.”

Grazie da Life Factory Magazine ❣️

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