Spazio all’emergente: intervista a Giuseppina Campo

Buongiorno lettrici e lettori,
per la rubrica SPAZIO ALL’EMERGENTE è ospite del nostro magazine Giuseppina Campo autrice di “Gli Sharks, La fine. Il lento declino di un’era” e di una serie molto apprezzata dai lettori dal titolo ‘The contractors’.

Iniziamo subito con l’intervista
-Raccontaci un po’ di te, cosa fai nella vita oltre a scrivere?
Salve a tutti, e grazie ad Emanuela per avermi scelta per questa rubrica.
Fondamentalmente sono un’artista. Mi sono diplomata anni fa al liceo artistico del mio paese, e nel tempo libero dipingo quadri. Diciamo pure che adesso, dopo aver svolto saltuariamente i soliti lavori per sbarcare il lunario, mi dedico assiduamente alla scrittura. Scrivo libri, racconti, poesie, ed edito i miei romanzi curandone l’intero processo: dalla scrittura, alla grafica, alla pubblicazione e non meno importante la pubblicizzazione, insomma scrivere è diventato un lavoro a tempo pieno. Inoltre curo un mio blog sulla cultura generale, i viaggi e i miei stessi romanzi.

-Com’è nata la tua passione per la scrittura?
Ho iniziato a scrivere durante l’adolescenza. E sin da piccolissima amavo inventarmi mille storielle che raccontavo qua e là. Sono affamata di cultura e di sapere e con i miei libri mi piacerebbe riuscire a far esplorare mille mondi : veri, presunti e immaginari. E raccontare un po’ della mia terra infiltrando qua e là dei piccoli aneddoti culturali.

-Quando hai deciso di condividere i tuoi romanzi con il pubblico?
Circa quattro anni fa, nel lontano 2015, decisi di rendere il mio sogno una realtà. Dopo anni di tentativi lasciati a metà, finalmente ero riuscita a scrivere e completare il mio primo romanzo. Successivamente scrissi un secondo libro, la mia prima spy story, ‘Operazione ISIS’ che ebbe buoni riscontri con il concorso Rai ‘La giara’, ottenni anche i complimenti della giuria regionale Siciliana, piazzandomi tra i primi 7 su circa 86 autori. Al terzo libro, che sarebbe il primo di una trilogia, ho deciso di frenare gli indugi pubblicando su Lulu.com. per testare le mie capacità e cominciare a prendere confidenza con il mondo dell’editoria.

-Come scegli i nomi dei tuoi personaggi?
Spesso mi arrivano così, con un lampo di genio; solitamente il nome del protagonista, e altri due o tre insomma. Poi alcuni li cerco online, e li scelgo per assonanza con quello che mi sembra più congruo con il personaggio che ho in mente. Altri li invento di sana pianta. Come Nive, degli Sharks, o Damash, della stessa trilogia. Nomi che mi passano per la mente dal momento in cui mi è ben chiaro il carattere del protagonista. (Damash ad esempio, aveva un suono che già da solo incuteva timore, inoltre deriva dall’unione di Damm + ashe. Diga di cenere in tedesco).


-L’autore/autrice a cui aspiri e/o che preferisci in assoluto?
Il primo autore di cui ho divorato un libro in pochi giorni è stato Dan Brown. E il suo stile mi ha subito conquistata. Amo la sua scrittura veloce e allo stesso tempo particolareggiata. Il suo “Codice da Vinci” mi ha presa totalmente, infatti durante la stesura della trilogia “The Contractors” mi sono ispirata proprio al suo stile, cercando di seguirne il più possibile: metodo e genio (o almeno ci ho provato ahahah).


-Qual è il libro della tua infanzia, quello che porti nel cuore?
Inizialmente , leggendo questa domanda non riuscivo a ricordare alcun libro in particolare, lo ammetto. Poi un flash mi ha rinfrescato le idee. Ti risponderò: Luis Sepulveda, “Storia di una Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.” Sì, questo libricino di poche pagine intenso come il profumo di rose.
È il libro che di sicuro non scorderò. Una storia di coraggio e di amicizia tra un gatto e una gabbianella, affidatagli in extremis dalla madre in punto di morte. Meglio provare il tutto per tutto piuttosto che morire senza averci provato, pareva il motto della gabbiana che per via del petrolio aveva subito una straziante fine. Un libro magico.

-Progetti per il futuro?
Di progetti nella mia testa ce ne sono a bizzeffe, le idee non mi mancano e neppure gli obiettivi. Ci sono almeno cinque nuovi libri in cantiere, e tra questi almeno due serie… il mio futuro è pieno. Vorrei pubblicare un libro che sia un bestseller mondiale, – chissà che non ci riesca prima o poi!!!

E poi magari riuscire a prendere una laurea in archeologia che è sempre stato un mio sogno e, trovando tempo, modo e fondi, creare un bel caffè letterario, anche virtuale, dove convogliare artisti, letterati, gente che ama la cultura come la sottoscritta. E viaggiare, viaggiare, viaggiare. Potrei sembrarvi solo una sognatrice, ma secondo me, se non lo fossi almeno un po’, non potrei creare libri, e oltretutto, senza sogni, che vita sarebbe? Non credete?

-Hai un motto o una frase che ti rappresenta?
Beh, di frasi ce ne sarebbero parecchie. Ma devo dire, che dopo il motto “Volere è potere”, che molto mi rappresenta, di sicuro una cosa l’ho imparata nella vita e cerco sempre di seguirne gli insegnamenti: “La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia.” (Mahtma Gandhi). Ed io di tempeste ne ho viste tante. Ormai conosco bene il dolce suono malinconico della terra bagnata persino d’estate. Che dire? Mai arrendersi. Mai. La vita è bella anche quando tutto ci sembra perduto.


Parliamo dei tuoi romanzi.
-La prima serie che hai scritto, “The Contractors” ha avuto un buon riscontro da parte del pubblico, come è nata l’idea di scrivere questa storia?

The Contractors nasce per caso. Un breve sogno mi ha istigata, praticamente, a mettere nero su bianco questo piccolo mondo imprevisto. “Una donna bellissima e intrigante che parlava con un uomo arrogante ed enigmatico dentro ad una berlina scura.” Questo fu l’incipit. Poi cominciai a scrivere e subito il nome di Nive Fuentes mi apparve ovvio. Il resto venne da sé. Nel giro di due mesi il primo romanzo era già pronto. Il secondo in cantiere, e il terzo si è praticamente scritto da solo. Ho fatto anche tante ricerche, ho subito anche dei rallentamenti a causa di problemi familiari, ma il supporto dei lettori mi ha gratificata; è valsa la pena lavorare così duramente.

-“Gli Sharks” è lo spin-off della tua prima trilogia, perché hai deciso di scriverla?

Non volevo scrivere un libro che potesse venir giudicato la brutta copia dei primi tre. E per questo di spin-off non ne parlavo. Ma poi, vista la proposta di alcune fan, e il loro entusiasmo per i personaggi secondari della serie ‘The contractors” ho capito che i mercenari avevano ancora molto da raccontare. Certo non è facile replicare il successo della prima trilogia senza sconfinare nel già visto, nella copia leggermente modificata. Spero di non deludere.


-Perché hai scelto il self publishing invece di affidarti ad una casa editrice?

Eh, in effetti me lo chiedo anch’io. Ahahah. Scherzi a parte, è stata una scelta obbligata per il momento. Le case editrici non mi hanno mai dato veramente ascolto in questi tre anni, e le poche che hanno risposto richiedevano un contributo. Leggendo vari post su alcuni blog di consigli per autori etc, e facendomi un paio di calcoli, ho deciso di non affidarmi a case editrici a pagamento. Ero però già convinta di voler pubblicare il mio lavoro, volevo assolutamente che qualcuno leggesse i miei viaggi letterali. Anche regalando il primo libro di ogni serie, magari. Ciò che più conta per me, è il fatto che qualcuno legga ciò che scrivo e che ciò che scrivo lasci un segno.


-Ci racconti un episodio carino, se c’è, legato ad uno dei tuoi romanzi
Più che ‘carino’ qui si tratta di stranezze. Qualcosa di veramente assurdo. Vi racconto: l’ultimo libro che ho scritto poco prima degli Sharks, ma che ancora non ho pubblicato, un romance suspense nazionale stavolta, ha dei particolari nella storia che dopo un anno, si sono ripetuti realmente nella mia vita personale o in quella dei miei familiari. Vi spiego meglio: strane situazioni mediche, vissute da uno dei coprotagonisti, sono poi successe a un mio familiare… e sì che il libro parla di fantasmi. Ma non immaginavo predisse il futuro anche (eheheh).

-Quando uscirà il secondo volume degli “Sharks”?
Spero di riuscire a pubblicarlo entro fine settembre. Sono già a metà stesura, ma poi diverse situazioni personali mi hanno impedito di trovare la giusta ispirazione. Preferisco allungare i tempi piuttosto che mandare in stampa un lavoro mediocre. Perdonate l’attesa.

-Fai un saluto ai nostri lettori?
Approfitto di queste ultime righe per ringraziare ancora Emanuela di ‘Life Factory Magazine’ e ‘La libreria delle amiche’ per l’opportunità concessami e per salutare i vostri lettori/followers, nonché i lettori che amano i libri e la buona compagnia che essi ci portano. Vostra Giuseppina.

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