La splendida avventura agli US Open di Matteo Berrettini

Il sogno di Berrettini agli US Open svanisce nella prestigiosissima semifinale contro Rafael Nadal: non era la partita della vita, visto che Matteo ha il talento e l’età per giocare partite di questa livello nel suo futuro che, giorno dopo giorno, sembra sempre più roseo. Matteo al termine degli US Open diventerà il tennista numero 13 al mondo nella classifica ATP: ai piedi della top ten, grazie ad un torneo da 10 in pagella.

Ha soli 23 anni Matteo, nato il 12 aprile 1996 a Roma, ma ha già avuto l’onore di giocare contro dei mostri sacri della disciplina come Federer e Nadal. Contro lo svizzero Berrettini perse per 3 set a 0: da quell’8 luglio 2019 Matteo è cresciuto, ha continuato a farsi le ossa, e ha avuto il suo exploit in un fantastico US Open. Il torneo di Berrettini è iniziato con la splendida vittoria contro un decano della disciplina, il francese Richard Gasquet: vittoria in 2 ore e 43 minuti di gioco per 3 set a 1 (6-4, 6-3, 2-6, 6-2). Il 23enne allenato da Vincenzo Santopadre ha successivamente battuto gli australiani Jordan Thompson e Alexei Popyrin nelle 2 partite successive, accedendo così agli ottavi di finale.

Berrettini domina e vince contro Rublev. Nettamente, per 3 set a 0, ed è qui che si inizia a percepire che il tennista romano stia facendo qualcosa di grande. La consacrazione definitiva arriva mercoledì 4 settembre all’Arthur Ashe Stadium, dove Berrettini vince contro Gael Monfils al termine di una partita stracolma di emozioni. Matteo perde il primo set, ma ribalta la situazione in poco più di un’ora e mezza con 2 splendidi set successivi. Monfils vince il quarto, Matteo nel quinto si porta sul 5-2 ma si andrà al tie-break decisivo, grazie alla palla break conquistata dal 33enne francese nel 9° gioco. Dove Berrettini si porta sul 5-2 e mantiene il vantaggio fino alla fine, vincendolo per 7-5. Berrettini scrive la storia del tennis italiano, diventando il primo italiano a raggiungere la semifinale degli US Open dal 1977 (dopo Corrado Barazzutti) e il primo italiano di sempre a spingersi così lontano sul cemento. Mentre Federer è stato eliminato da Dimitrov e Djokovic è stato costretto al ritiro negli ottavi di finale contro Wawrinka, Nadal è ancora in corsa per la vittoria finale. E sarà lui l’avversario di Berrettini in semifinale.

E’ cambiato tanto da quell’8 luglio, dove Berrettini venne dominato da Federer in quell’ottavo di finale di Wimbledon, terminato con il punteggio di 6-1, 6-2, 6-2 per il 38enne svizzero. A differenza di quel match, Matteo ha messo seriamente in difficoltà Nadal, cullando seriamente la possibilità di vincere il primo set nel tie-break, dove Matteo si porta sul 6-4 ma non riesce a concretizzare i 2 set-point. Nadal vince quel maledetto tie-break per 8-6 ed esulta come se avesse vinto la partita, perchè sapeva perfettamente in cuor suo che vincere il primo set contro un osso duro come il romano era fondamentale. Nel secondo set Matteo lotta per 50 minuti, ma alla fine ha la meglio Nadal per 6-4, fino ad arrivare al terzo set in cui il romano è svuotato fisicamente e mentalmente, e abbandona piano piano la possibilità di conquistare la finalissima dell’8 settembre.

Novanta giorni dopo aver perso contro Federer sull’erba inglese, la finale sul cemento americano poteva essere la perfetta chiusura del cerchio. Ma Matteo è giovane, ha 23 anni e una carriera intera davanti a sè per togliersi un sacco di soddisfazioni. E per ragioni anagrafiche, non avrà il compito arduo di sfidare assi della disciplina come Federer, Nadal e Djokovic. Nonostante la sconfitta, il romano riceve ugualmente gli elogi dal maiorchino (che affronterà Medvedev in finale) al termine del loro incontro: “Voglio congratularmi con Matteo, ha tutto. E’ un grande giocatore, ma diventerà un grandissimo. Ha tutti questi anni davanti a sè per migliorarsi ulteriormente.

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